Sicurezza
Quindici mesi per completare l’agopuntura
di Francesca Ferri
Prima seduta ieri, le altre tre a febbraio 2019 L’interminabile attesa di un 65enne. L’Asl si scusa
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GROSSETO. «Il primo trattamento di agopuntura me l’hanno fatto stamattina, durante la visita. I tre appuntamenti successivi, guardi qua...».
L’impegnativa che mostra il signor Paolo Marrani segna 13, 20 e 27 febbraio. Ben tre mesi di attesa. Un tempo lunghissimo se si considera che di solito le sedute di agopuntura non sono mai singole ma vengono fatte in cicli di almeno quattro applicazioni a distanza di una settimana l’una dall’altra.
«No, no, guardi meglio. Guardi l’anno», indica con il dito sul foglio.
E il foglio parla chiaro: «Presentarsi mercoledì 13 febbraio 2019, mercoledì 20 febbraio 2019 e venerdì 27 febbraio 2019».
Un attimo per stropicciarsi gli occhi e leggere meglio: sì, c’è proprio scritto duemiladiciannove.
Il signor Marrani non riesce a trattenere un sorriso. È arrivato in redazione direttamente dall’ospedale con l’impegnativa che il medico gli ha prescritto in mattinata e i tre fogli con gli appuntamenti fissati al Cup.
«E non è un errore – mette subito in chiaro –. Anch’io quando ho visto l’anno ho chiesto se si fossero sbagliati, ma mi hanno detto che questi sono i tempi d’attesa. Da non crederci».
Marrani, 65 anni, non è la prima volta che si sottopone ad agopuntura. «Di solito – spiega – questi trattamenti vengono fatti in cicli di minimo quattro sedute una volta a settimana se ti rivolgi alla sanità pubblica, anche di sette sedute con i privati, ma non è questo il punto. Qui io mi sono ritrovato con un trattamento fatto stamani (ieri mattina) e altri tre fissati dopo quindici mesi».
Passi che non si tratta di esami urgenti. Passi che non si tratta di interventi chirurgici salvavita. Ma quindici mesi di attesa paiono comunque un’esagerazione. Anche perché, spiega Marrani, di fronte a queste date così remote non gli è stato fornita un’alternativa più ravvicinata nel tempo, come spesso succede, ad esempio recandosi in un ospedale diverso da quello grossetano.
«No, non mi hanno proposto nulla di simile – spiega Marrani – mi hanno solo detto che questo era il tempo d’attesa e arrivederci. Ho fatto presente che avrei reso pubblica la vicenda, non per ripicca ma perché mi sembra davvero incredibile. Ma anche di fronte a questo non mi hanno saputo dare un’alternativa. E mi dispiace. In altre occasioni ho avuto necessità di rivolgermi all’ospedale e non ho mai avuto problemi, anzi: ho trovato sempre persone disponibili e prestazioni erogate in tempi record».
L’Asl Toscana sud est si scusa con l’utente. «Ci rendiamo conto – spiega l’azienda sanitaria – che la risposta per febbraio 2019 non è una risposta che può essere data. Purtroppo c’è stato aumento della domanda di prestazioni di agopuntura. Il problema dei lunghi tempi d’attesa è già noto all’azienda tanto che il gruppo di lavoro che si occupa di agopuntura ha individuato alcune soluzioni per migliorare i tempi d’attesa. Ad esempio, incrementare l’orario di lavoro degli agopuntori e rivedere il sistema di accesso, creando percorsi dedicati, alla luce delle novità introdotte nel frattempo sui livelli essenziali di assistenza regionali (Lea), in particolare per quelle prestazioni previste per i Lea stessi, quali sono alcune prestazioni di agopuntura».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’impegnativa che mostra il signor Paolo Marrani segna 13, 20 e 27 febbraio. Ben tre mesi di attesa. Un tempo lunghissimo se si considera che di solito le sedute di agopuntura non sono mai singole ma vengono fatte in cicli di almeno quattro applicazioni a distanza di una settimana l’una dall’altra.
«No, no, guardi meglio. Guardi l’anno», indica con il dito sul foglio.
E il foglio parla chiaro: «Presentarsi mercoledì 13 febbraio 2019, mercoledì 20 febbraio 2019 e venerdì 27 febbraio 2019».
Un attimo per stropicciarsi gli occhi e leggere meglio: sì, c’è proprio scritto duemiladiciannove.
Il signor Marrani non riesce a trattenere un sorriso. È arrivato in redazione direttamente dall’ospedale con l’impegnativa che il medico gli ha prescritto in mattinata e i tre fogli con gli appuntamenti fissati al Cup.
«E non è un errore – mette subito in chiaro –. Anch’io quando ho visto l’anno ho chiesto se si fossero sbagliati, ma mi hanno detto che questi sono i tempi d’attesa. Da non crederci».
Marrani, 65 anni, non è la prima volta che si sottopone ad agopuntura. «Di solito – spiega – questi trattamenti vengono fatti in cicli di minimo quattro sedute una volta a settimana se ti rivolgi alla sanità pubblica, anche di sette sedute con i privati, ma non è questo il punto. Qui io mi sono ritrovato con un trattamento fatto stamani (ieri mattina) e altri tre fissati dopo quindici mesi».
Passi che non si tratta di esami urgenti. Passi che non si tratta di interventi chirurgici salvavita. Ma quindici mesi di attesa paiono comunque un’esagerazione. Anche perché, spiega Marrani, di fronte a queste date così remote non gli è stato fornita un’alternativa più ravvicinata nel tempo, come spesso succede, ad esempio recandosi in un ospedale diverso da quello grossetano.
«No, non mi hanno proposto nulla di simile – spiega Marrani – mi hanno solo detto che questo era il tempo d’attesa e arrivederci. Ho fatto presente che avrei reso pubblica la vicenda, non per ripicca ma perché mi sembra davvero incredibile. Ma anche di fronte a questo non mi hanno saputo dare un’alternativa. E mi dispiace. In altre occasioni ho avuto necessità di rivolgermi all’ospedale e non ho mai avuto problemi, anzi: ho trovato sempre persone disponibili e prestazioni erogate in tempi record».
L’Asl Toscana sud est si scusa con l’utente. «Ci rendiamo conto – spiega l’azienda sanitaria – che la risposta per febbraio 2019 non è una risposta che può essere data. Purtroppo c’è stato aumento della domanda di prestazioni di agopuntura. Il problema dei lunghi tempi d’attesa è già noto all’azienda tanto che il gruppo di lavoro che si occupa di agopuntura ha individuato alcune soluzioni per migliorare i tempi d’attesa. Ad esempio, incrementare l’orario di lavoro degli agopuntori e rivedere il sistema di accesso, creando percorsi dedicati, alla luce delle novità introdotte nel frattempo sui livelli essenziali di assistenza regionali (Lea), in particolare per quelle prestazioni previste per i Lea stessi, quali sono alcune prestazioni di agopuntura».
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