Il dolore
Nel cortile delle Medie cabine rotte e pali divelti
di Elisabetta Giorgi
Discariche e pericoli all’ex colonia San Rocco che ospita gli studenti della Fattori Il piano terra è vuoto da anni. I genitori chiedono al Comune di restituirgli vita
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GROSSETO. Nel cortile della scuola spunta di tutto: pali arrugginiti, tombini divelti, bombole abbandonate, pneumatici dimenticati, vecchie tavole da surf accatastate, cavi appesi agli alberi a mo’ di cappio, una discarica di cabine balneari, una “centrale termica” dal tetto precario. Siamo alla colonia di San Rocco di Marina di Grosseto: il vecchio edificio comunale ospita al piano superiore la scuola media Fattori e al piano terra nulla. O meglio: corridoi e stanze vuote da anni.
Visitiamo la colonia con un gruppo di genitori i cui figli frequentano le Medie: sono Alfonso D'Errico, Anna Minopoli, Maria Pia Cenani e Pino Coppola, che avanzano una proposta: ospitare un nuovo liceo nella parte abbandonata. Far rinascere l’immobile, sottrarlo al degrado.
Cabine, surf e scafi. Raggiungiamo il cortile: l’ingresso della vecchia colonia, diroccata ma parzialmente usata (solo al piano di sopra) per ospitare le Medie, ci si para davanti: a destra è una brutta discarica en plien air di cabine balneari accatastate. A parte il degrado, spuntano i pericoli. Il cortile è tutto aperto: non c’è delimitazione di spazi in cui i ragazzini non debbano accedere. Nessuna area off limits.
Ecco un quadro elettrico con i cavi elettrici divelti. Lunghi pali di ferro in terra: erano vecchi segnali: c’è scritto “Provincia di Grosseto, Maremma wifi”. Seminascoste tra cespugli, cartacce e bottiglie di birra, tavole da surf in disuso una sopra l’altra. Poi bombole abbandonate e pneumatici. Da un albero penzola un inquietante cavo lungo. In un altro albero, cavi di rame arrotolati. Giriamo intorno all’edificio: c’è un piccolo locale con su scritto “centrale termica”. Vi si accede scendendo qualche scalino. I vecchi lucchetti sono divelti: la porta è aperta. La prima stanzetta è usata come sgombero per tavole da surf in disuso, la seconda (area caldaia) è puntellata con tubicini che sorreggono i solai, presumibilmente precari e a rischio crollo. Fuori c’è un carrello arrugginito con ruote per portare barche e tombini col coperchio smosso, dove si può cadere. In fondo al cortile c’è un edificio basso che corre in orizzontale: la porta è rotta, dentro c’è materiale accatastato. Un cartello: “Divieto di accesso, edificio del Comune di Grosseto, ufficio patrimonio”. Altre decine di scafi accatastati.
Pure la cartellonistica è anomala: chi esce con l’auto dal cortile per tornare in strada attraverso l’unica uscita, trova un cartello: “Divieto di accesso”. Fuori dalla scuola non ci sono strisce, nessun cartello di attraversamento studenti. Non c’è neppure un cartello “ufficiale”, che indichi la scuola media Fattori: qualcuno ne ha scritto uno a mano.
Piano terra deserto. Dentro la scuola, il piano terra è un concentrato di lunghi corridoi e decine di stanze: centinaia di metri quadrati inutilizzati, vuoti. Per anni alcuni locali sono stati impiegati dalla Compagnia della Vela. Ora è tutto spento, tapparelle abbassate. Non c’è anima viva ma le utenze sono attive. Accendendo l’interruttore la luce c’è. Le condizioni generali parrebbero buone ma qua e là spuntano i problemi. «L’unica porta di ingresso alla scuola, nonché unica via di fuga, è a vetri e non ha maniglioni antipanico», dice subito la fiduciaria di plesso Cristina Lucidi. «Non c’è un ascensore per disabili». Inoltre «una delle porte della palestra (usata anche dalle Medie) comunica con una stanza assegnata a un’associazione locale: la porta che divide questi due locali non è chiusa a chiave» e dentro la stanza c’è una batteria in tensione. «Gli spazi non sono divisi: dovrebbero esserlo, per la sicurezza dei nostri ragazzi».
La proposta. «Il sindaco – dice D’Errico – due anni fa promise di sistemare il tetto delle Elementari rimuovendo l’amianto, e devo dire che l’ha fatto. Poi a maggio ci disse: fatemi arrivare proposte per riqualificare il territorio. Noi gliele abbiamo fatte per sistemare questo plesso, ma non ci ha risposto».
Cosa chiedono i genitori? Di “riabitare” il piano terra, intanto. La proposta è stata inoltrata al sindaco per scritto ad agosto e non ha avuto esito. «Il progetto riguarda la rinascita al piano terra di una sezione del liceo scientifico in Biologia con curvatura biomedica, di nuova istituzione nel panorama del Miur. Si tratta di una sperimentazione riservata ai ragazzi delle superiori che dopo la maturità puntano al test di Medicina». In questo modo il piano terra della colonia - già dotato di aule, uffici e bagni - potrebbe essere riconvertito in una moderna scuola superiore e diventare un fiore all’occhiello per Grosseto e Marina, «con notevoli ripercussioni commerciali e occupazionali». Potrebbero essere chiesti fondi europei per lo sviluppo regionale. «Lo sviluppo del territorio passa anche dalla scuola». Il Comune e la Provincia - con il sindaco/presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna - battano un colpo.
Visitiamo la colonia con un gruppo di genitori i cui figli frequentano le Medie: sono Alfonso D'Errico, Anna Minopoli, Maria Pia Cenani e Pino Coppola, che avanzano una proposta: ospitare un nuovo liceo nella parte abbandonata. Far rinascere l’immobile, sottrarlo al degrado.
Cabine, surf e scafi. Raggiungiamo il cortile: l’ingresso della vecchia colonia, diroccata ma parzialmente usata (solo al piano di sopra) per ospitare le Medie, ci si para davanti: a destra è una brutta discarica en plien air di cabine balneari accatastate. A parte il degrado, spuntano i pericoli. Il cortile è tutto aperto: non c’è delimitazione di spazi in cui i ragazzini non debbano accedere. Nessuna area off limits.
Ecco un quadro elettrico con i cavi elettrici divelti. Lunghi pali di ferro in terra: erano vecchi segnali: c’è scritto “Provincia di Grosseto, Maremma wifi”. Seminascoste tra cespugli, cartacce e bottiglie di birra, tavole da surf in disuso una sopra l’altra. Poi bombole abbandonate e pneumatici. Da un albero penzola un inquietante cavo lungo. In un altro albero, cavi di rame arrotolati. Giriamo intorno all’edificio: c’è un piccolo locale con su scritto “centrale termica”. Vi si accede scendendo qualche scalino. I vecchi lucchetti sono divelti: la porta è aperta. La prima stanzetta è usata come sgombero per tavole da surf in disuso, la seconda (area caldaia) è puntellata con tubicini che sorreggono i solai, presumibilmente precari e a rischio crollo. Fuori c’è un carrello arrugginito con ruote per portare barche e tombini col coperchio smosso, dove si può cadere. In fondo al cortile c’è un edificio basso che corre in orizzontale: la porta è rotta, dentro c’è materiale accatastato. Un cartello: “Divieto di accesso, edificio del Comune di Grosseto, ufficio patrimonio”. Altre decine di scafi accatastati.
Pure la cartellonistica è anomala: chi esce con l’auto dal cortile per tornare in strada attraverso l’unica uscita, trova un cartello: “Divieto di accesso”. Fuori dalla scuola non ci sono strisce, nessun cartello di attraversamento studenti. Non c’è neppure un cartello “ufficiale”, che indichi la scuola media Fattori: qualcuno ne ha scritto uno a mano.
Piano terra deserto. Dentro la scuola, il piano terra è un concentrato di lunghi corridoi e decine di stanze: centinaia di metri quadrati inutilizzati, vuoti. Per anni alcuni locali sono stati impiegati dalla Compagnia della Vela. Ora è tutto spento, tapparelle abbassate. Non c’è anima viva ma le utenze sono attive. Accendendo l’interruttore la luce c’è. Le condizioni generali parrebbero buone ma qua e là spuntano i problemi. «L’unica porta di ingresso alla scuola, nonché unica via di fuga, è a vetri e non ha maniglioni antipanico», dice subito la fiduciaria di plesso Cristina Lucidi. «Non c’è un ascensore per disabili». Inoltre «una delle porte della palestra (usata anche dalle Medie) comunica con una stanza assegnata a un’associazione locale: la porta che divide questi due locali non è chiusa a chiave» e dentro la stanza c’è una batteria in tensione. «Gli spazi non sono divisi: dovrebbero esserlo, per la sicurezza dei nostri ragazzi».
La proposta. «Il sindaco – dice D’Errico – due anni fa promise di sistemare il tetto delle Elementari rimuovendo l’amianto, e devo dire che l’ha fatto. Poi a maggio ci disse: fatemi arrivare proposte per riqualificare il territorio. Noi gliele abbiamo fatte per sistemare questo plesso, ma non ci ha risposto».
Cosa chiedono i genitori? Di “riabitare” il piano terra, intanto. La proposta è stata inoltrata al sindaco per scritto ad agosto e non ha avuto esito. «Il progetto riguarda la rinascita al piano terra di una sezione del liceo scientifico in Biologia con curvatura biomedica, di nuova istituzione nel panorama del Miur. Si tratta di una sperimentazione riservata ai ragazzi delle superiori che dopo la maturità puntano al test di Medicina». In questo modo il piano terra della colonia - già dotato di aule, uffici e bagni - potrebbe essere riconvertito in una moderna scuola superiore e diventare un fiore all’occhiello per Grosseto e Marina, «con notevoli ripercussioni commerciali e occupazionali». Potrebbero essere chiesti fondi europei per lo sviluppo regionale. «Lo sviluppo del territorio passa anche dalla scuola». Il Comune e la Provincia - con il sindaco/presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna - battano un colpo.
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