Il dolore
Montieri aiuta i suoi pendolari
Contributo a chi ogni giorno è costretto a viaggiare per lavoro usando mezzi pubblici o privati
3 MINUTI DI LETTURA
MONTIERI. Dopo le case a un euro, gli incentivi per il rifacimento degli immobili e il bando per il sostegno alla piccola impresa, a Montieri arriva l’atto finale del progetto pensato dall’amministrazione comunale per la riqualificazione e il ripopolamento del borgo: da mercoledì 15 novembre saranno disponibili i contributi per i lavoratori pendolari che potranno così ottenere un rimborso del carburante o dell’abbonamento ai mezzi pubblici. Un incentivo pensato per chi lavora lontano dal Comune ma che ogni sera sceglie di tornare a casa, un modo quindi per disincentivare l’abbandono del piccolo centro urbano.
Il plafond a disposizione per i residenti che ogni giorno per lavoro sono costretti a spostarsi con la propria auto o con i mezzi pubblici è in totale di 10mila euro: potranno fare domanda (i moduli si trovano sul sito del Comune) tutti i cittadini con Isee non superiore ai 16.500 euro che risiedono nel Comune almeno da dicembre 2016 e che lavorano almeno a più di dieci chilometri di distanza. L’importante aiuto sarà però erogato a un patto: è necessario mantenere la residenza a Montieri fino al 15 novembre 2018 o perlomeno per il periodo di svolgimento dell’attività lavorativa che comunque non deve essere inferiore a un mese.
Il contributo per i lavoratori arriva dopo altri progetti cuciti ad hoc per Montieri: «Questa è la conclusione della nostra visione sulle politiche alla persona – spiega il sindaco Nicola Verruzzi – è il quarto punto con il quale abbiamo scelto di stimolare vari ambiti per un ritorno sul territorio».
Il primo passo è stato quello delle case a un euro: quasi uno slogan, che nella sua semplicità voleva dare una risposta all’abbandono del borgo incoraggiando inoltre i privati a dismettere il patrimonio immobiliare inutilizzato. Anche in questo caso con una condizione da rispettare: l’acquirente si impegnava alla ristrutturazione entro tre anni, pena la restituzione.
Poi l’intervento per la piccola impresa: «Ogni anno pensiamo a un bando in sostegno delle piccole realtà del territorio cercando di andare a intercettare le varie categorie di impresa e andando verso le piccole o piccolissime realtà», dice Verruzzi. «Questo perché pensiamo che un negozio di paese o un piccolo artigiano difficilmente riescano a usufruire di bandi regionali o comunitari rispetto alle attività più grandi».
C’è poi lo sguardo al tema istruzione: è di dicembre 2016 il rifacimento dell’istituto scolastico di Boccheggiano, rinominato la scuola 2.0. Un progetto costato 500mila euro che ha visto la realizzazione di una struttura completamente antisismica e pensata per il risparmio energetico e tecnologicamente avanzata che ospita i bambini della scuola dell’infanzia, della primaria e delle medie. «Negli anni abbiamo creato una serie di pacchetti sancendo un patto sociale per la valorizzazione del borgo e della persona in nome della lotta per i piccoli comuni – conclude Verruzzi – ma credo che questo sia merito anche del nostro peregrinare per l’Europa tornando sempre con buone esperienze per il nostro territorio».
Giulia Sili
Il plafond a disposizione per i residenti che ogni giorno per lavoro sono costretti a spostarsi con la propria auto o con i mezzi pubblici è in totale di 10mila euro: potranno fare domanda (i moduli si trovano sul sito del Comune) tutti i cittadini con Isee non superiore ai 16.500 euro che risiedono nel Comune almeno da dicembre 2016 e che lavorano almeno a più di dieci chilometri di distanza. L’importante aiuto sarà però erogato a un patto: è necessario mantenere la residenza a Montieri fino al 15 novembre 2018 o perlomeno per il periodo di svolgimento dell’attività lavorativa che comunque non deve essere inferiore a un mese.
Il contributo per i lavoratori arriva dopo altri progetti cuciti ad hoc per Montieri: «Questa è la conclusione della nostra visione sulle politiche alla persona – spiega il sindaco Nicola Verruzzi – è il quarto punto con il quale abbiamo scelto di stimolare vari ambiti per un ritorno sul territorio».
Il primo passo è stato quello delle case a un euro: quasi uno slogan, che nella sua semplicità voleva dare una risposta all’abbandono del borgo incoraggiando inoltre i privati a dismettere il patrimonio immobiliare inutilizzato. Anche in questo caso con una condizione da rispettare: l’acquirente si impegnava alla ristrutturazione entro tre anni, pena la restituzione.
Poi l’intervento per la piccola impresa: «Ogni anno pensiamo a un bando in sostegno delle piccole realtà del territorio cercando di andare a intercettare le varie categorie di impresa e andando verso le piccole o piccolissime realtà», dice Verruzzi. «Questo perché pensiamo che un negozio di paese o un piccolo artigiano difficilmente riescano a usufruire di bandi regionali o comunitari rispetto alle attività più grandi».
C’è poi lo sguardo al tema istruzione: è di dicembre 2016 il rifacimento dell’istituto scolastico di Boccheggiano, rinominato la scuola 2.0. Un progetto costato 500mila euro che ha visto la realizzazione di una struttura completamente antisismica e pensata per il risparmio energetico e tecnologicamente avanzata che ospita i bambini della scuola dell’infanzia, della primaria e delle medie. «Negli anni abbiamo creato una serie di pacchetti sancendo un patto sociale per la valorizzazione del borgo e della persona in nome della lotta per i piccoli comuni – conclude Verruzzi – ma credo che questo sia merito anche del nostro peregrinare per l’Europa tornando sempre con buone esperienze per il nostro territorio».
Giulia Sili
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
