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Il Comitato ribadisce il suo no, Salvatori apre al dialogo

Il Comitato ribadisce il suo no, Salvatori apre al dialogo

GROSSETO. Finora si erano parlati per lo più attraverso dichiarazioni a distanza sulla stampa. Ieri invece la coordinatrice del progetto Life Medwolf, Valeria Salvatori, e la presidente e il...

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GROSSETO. Finora si erano parlati per lo più attraverso dichiarazioni a distanza sulla stampa. Ieri invece la coordinatrice del progetto Life Medwolf, Valeria Salvatori, e la presidente e il vicepresidente del Comitato Pastori d’Italia, Mirella Pastorelli e Fernando Tizzi, pastore di Saturnia, si sono incontrati ieri al simposio grossetano di presentazione dei dati finali del progetto sul contenimento dei danni da predazione. E hanno scambiato davanti al pubblico opinioni e posizioni.

Il Comitato, come è noto, è da sempre molto critico sull’effettiva riuscita dei metodi Medwolf (recinzioni notturne e cani da guardianìa). Pastorelli lo ha sottolineato in apertura: nessuno dei pastori che rappresenta utilizza questi metodi.

«Di contro ai risultati minimi ottenuti da Medwolf – ha detto – pesano come macigni i numeri delle aggressioni in crescita esponenziale. Le pecore vengono attaccate di giorno e di notte e nemmeno cani e reti riescono a proteggerle. Le reti elettrificate che propone Medwolf in un futuro progetto costituiscono un sovraccarico ambientale notevole, i cani da guardianìa riservano pericoli continui per chi transita nei pressi dei pascoli». Pastorelli ha anche messo in guardia su come, chiuse nei recinti, le pecore producano latte più scadente. «Come si fa, chiedo alla Regione Toscana, a coniugare insieme il distretto agroalimentare che ha come fiore all’occhiello il pecorino dop, col latte prodotto in una stabulazione diciamo fissa? Pur di non risolvere il problema eradicando i predatori, si preferisce spendere il pubblico denaro per azioni che nemmeno mitigano i danni». Per questo il comitato è contrario a un’eventuale seconda edizione del progetto Medwolf.

E tuttavia Pastorelli ha lanciato la sua proposta di «un tavolo – ha detto – costituito da allevatori, associazioni e politica per trovare soluzioni idonee. Noi siamo per abbattere gli ibridi e trasferire altrove il lupo puro lontano dai pascoli di Maremma e Amiata».

Accorato e a tratti disperato l’appello di Tizzi. «La pecora è la regina degli animali e deve stare libera anche di notte, non chiusa, come i suoi studenti in un’aula», ha detto rivolto al professor Luigi Boitani.

«Non abbiamo mai detto che il progetto Life Medwolf avrebbe risolto la questione ma del resto chi non fa non sbaglia. Qualche risultato lo abbiamo raggiunto», ha detto da parte sua la dottoressa Salvatori, ricordando che, almeno di notte, le predazioni si sono dimezzate nelle aziende che hanno installato recinti. «Alcuni allevatori sono rimasti soddisfatti, altri no. Ma tante cose dette oggi (ieri) vanno nella direzione della proposta di Pastorelli. Anche noi diciamo che è necessario mettersi insieme a ragionare ed essere propositivi. E rispetto alla zonazione, è quello che dice il professor Boitani. Qualche punto di incontro c’è». (f.b. e f.f.)

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