Sicurezza
Arci Caccia e Libera Caccia, inedita intesa per il protocollo
GROSSETO. Nei giorni scorsi Arci Caccia, Libera Caccia e Cia hanno firmato un protocollo d’intesa su agricoltura, ambiente e fauna selvatica. Un patto di collaborazione a livello regionale che...
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GROSSETO. Nei giorni scorsi Arci Caccia, Libera Caccia e Cia hanno firmato un protocollo d’intesa su agricoltura, ambiente e fauna selvatica. Un patto di collaborazione a livello regionale che investe anche Grosseto. Un passaggio sorprendente dato che da sempre Arci Caccia e Libera Caccia sono agli antipodi su molte posizioni. È come se in politica d’improvviso la Sinistra radicale facesse accordi con Lega o Fratelli d’Italia.
«Unire le forze e portare il confronto su temi essenziali per la sopravvivenza e il recupero di credibilità del mondo venatorio è ciò che auspichiamo da sempre – scrivono i vertici della Confederazione Cacciatori Toscani di Grosseto –. Tutto ciò che va verso un superamento della frammentazione e dell’arroccamento di talune sigle lo salutiamo come positivo». Poi, però, evidenziano le contraddizioni: «Ora abbiamo la spiegazione politica vera della fuoriuscita dell’Arci Caccia dalla Confederazione e dalla Fenaveri, dettata dal desiderio di dar vita a un polo alternativo ai processi unitari già in corso. L’Arci Caccia Toscana sceglie la via di un patto con la Libera Caccia. Diventa quindi inevitabile ricordare certi slogan (Libera caccia in libero territorio) che ne riassumono la mission, un approccio che si è articolato in posizioni fortemente critiche nei confronti di norme che l’Arci Caccia avrebbe voluto ancora più cogenti nel legare il cacciatore al territorio. E non è l’unica apparente contraddizione. Li attendiamo alla prova dei fatti».
«Noi – dicono i leader locali di Federcaccia, Associazione regionale cacciatori toscani e Anuu migratoristi – vogliamo credere che si tratti di una sincera evoluzione». Si auspica la piena attuazione della legge obiettivo? «Questo – concludono – mal si sposa con le tante assemblee, di cui Libera Caccia ha rivendicato la paternità, che hanno preso di mira proprio quella legge. Qualche spiegazione andrebbe data ai cacciatori mobilitati su questo tema, e alle altre associazioni venatorie e agricole…». (g.b.)
«Unire le forze e portare il confronto su temi essenziali per la sopravvivenza e il recupero di credibilità del mondo venatorio è ciò che auspichiamo da sempre – scrivono i vertici della Confederazione Cacciatori Toscani di Grosseto –. Tutto ciò che va verso un superamento della frammentazione e dell’arroccamento di talune sigle lo salutiamo come positivo». Poi, però, evidenziano le contraddizioni: «Ora abbiamo la spiegazione politica vera della fuoriuscita dell’Arci Caccia dalla Confederazione e dalla Fenaveri, dettata dal desiderio di dar vita a un polo alternativo ai processi unitari già in corso. L’Arci Caccia Toscana sceglie la via di un patto con la Libera Caccia. Diventa quindi inevitabile ricordare certi slogan (Libera caccia in libero territorio) che ne riassumono la mission, un approccio che si è articolato in posizioni fortemente critiche nei confronti di norme che l’Arci Caccia avrebbe voluto ancora più cogenti nel legare il cacciatore al territorio. E non è l’unica apparente contraddizione. Li attendiamo alla prova dei fatti».
«Noi – dicono i leader locali di Federcaccia, Associazione regionale cacciatori toscani e Anuu migratoristi – vogliamo credere che si tratti di una sincera evoluzione». Si auspica la piena attuazione della legge obiettivo? «Questo – concludono – mal si sposa con le tante assemblee, di cui Libera Caccia ha rivendicato la paternità, che hanno preso di mira proprio quella legge. Qualche spiegazione andrebbe data ai cacciatori mobilitati su questo tema, e alle altre associazioni venatorie e agricole…». (g.b.)
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