Il Tirreno

Grosseto

Polo agroalimentare La Maremma si candida

di Stefano Fabbroni
Polo agroalimentare La Maremma si candida

Ieri alla Camera di commercio la firma per creare il comitato promotore Il prossimo passo è il riconoscimento in Regione e poi la richiesta al ministero

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GROSSETO. La Maremma si candida a diventare la sede del “Distretto agroalimentare della Toscana del sud”. È nato ieri alla Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, a Grosseto, il comitato promotore del polo agroalimentare che, secondo l’accordo tra i soggetti coinvolti, è il primo passo verso la costituzione nelle prossime settimane di un accordo per il distretto.

Fanno parte del comitato i firmatari degli enti camerali delle quattro province della Toscana sud: Riccardo Breda per Livorno e Grosseto, Andrea Sereni per Arezzo e Massimo Guasconi per Siena, i sindaci dei Comuni e i presidenti delle associazioni di categoria.

Tutti con un obiettivo unitario: presentare alla Regione la candidatura del distretto per il suo riconoscimento ufficiale, con la Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno a rappresentare il nascituro soggetto giuridico nei rapporti con il Ministero delle politiche agricole e forestali.

In una fase successiva il comitato proporrà al ministero delle politiche agricole alimentari e forestali un “contratto di distretto” per la valorizzazione del “Prodotto Toscano” attraverso la sua commercializzazione diretta, ma anche attraverso la trasformazione e commercializzazione delle produzioni agricole di base delle filiere interessate, all’interno del marchio Toscana.

«Nel giro di pochi giorni – dicono il presidente della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno Riccardo Breda e il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, ieri a Grosseto per l’occasione – individueremo con esattezza l’area dove sarà creato materialmente il distretto che potrà essere un’opportunità per il territorio sia turistica che occupazionale».

Per il distretto sono state presentate domande da 75 imprese per un valore economico complessivo che si aggira sui 173 milioni di euro.

«Una cifra considerevole per così tante manifestazioni di interesse – aggiunge Rossi – a testimonianza che le potenzialità agroalimentari nelle quattro aree ci sono».

Servirà però trovare il modo per assicurarsi quei finanziamenti atti a coprire i costi: 50 milioni sono stati già ricevuti dal governo come sostegno pubblico e ora comitato e Regione dovranno lavorare in sinergia per garantirsi il resto.

«Lavoreremo – continua il governatore toscano – in particolare sui fondi europei per reperire i soldi necessari».

In programma c’è anche lo studio per creare, sempre nelle quattro province, un distretto del cibo.

La scelta cadrà inevitabilmente sulle tre zone che per impatto ambientale, clima e risorse naturali, sono ritenute le più idonee ad ospitare un polo agroalimentare di riferimento territoriale e nazionale, ovvero Maremma grossetana, Val di Cornia e Val di Chiana.

«Un polo agroalimentare è un evento – chiosano Rossi e l’assessore regionale toscano all’agricoltura Marco Remaschi – ma per realizzarlo dovremmo assicurare anche un migliore assetto idrogeologico del territorio mettendo in sicurezza gli argini e convincere gli imprenditori privati a sfruttare gli invasi per l’acqua piovana».

Alla firma di ieri erano presenti anche i consiglieri della Regione Toscana Gianni Anselmi, Stefano Scaramelli, Simone Bezzini, Lucia De Robertis, Leonardo Marras.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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