Attenzione
Crisi Pelagone, ansia per i lavoratori
Gavorrano Bene Comune chiede alla sindaca di riferire. Iacomelli: «Incontreremo l’amministrazione»
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GAVORRANO. Nei giorni scorsi il Partito comunista italiano aveva già parlato di «chiusura» del Golf resort Pelagone.
Oggi a essere preoccupato per il futuro dei lavoratori della struttura ricettiva è il gruppo consiliare Centrosinistra Gavorrano Bene Comune che, nella giornata di ieri, ha inviato un’interrogazione alla sindaca di Gavorrano Elisabetta Iacomelli.
«Viste le notizie preoccupanti inerenti l’azienda Il Pelagone, con il presunto fallimento della società che lo gestisce, la invitiamo quanto prima a riferire in consiglio comunale sulla situazione reale circa i fatti sopra descritti – scrive il gruppo alla prima cittadina –. Preoccupati per le ripercussioni che ciò possa avere nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie, chiediamo quali azioni voglia intraprendere a salvaguardia dei posti di lavoro dandole fin da ora la nostra disponibilità e la nostra adesione alle varie iniziative».
Il Pelagone è una società a responsabilità limitata gestita dalla Cordial, una società-club che, a sua volta, fa parte del Gruppo Imperial, di proprietà del magnate austriaco di origini iraniane Faramarz Ettehadiel.
Il gruppo austriaco, secondo notizie riportate da tv, giornali e siti web austriaci, risulterebbe insolvente. Da qui la preoccupazione per il resort.
Il grande golf resort ad oggi conta quarantanove dipendenti diretti provenienti prevalentemente da Gavorrano e da Scarlino ai quali si devono però sommare anche i dipendenti che fanno capo ai vari servizi in appalto.
Così dalla pulizia nelle camere alla cucina, fino alla cura del verde dei campi da golf potrebbero essere molti di più i lavoratori che adesso rischiano di perdere il proprio posto di lavoro per le difficoltà del grande gruppo austriaco.
All’interrogazione presentata dal gruppo consiliare Bene Comune la sindaca Elisabetta Iacomelli risponde di aver «già preso accordi con i rappresentati locali per un incontro con l’amministrazione che si terrà a breve».
La volontà della prima cittadina è quella di far luce quanto prima sulla vicenda Pelagone. «Vogliamo capire qual è la situazione dei lavoratori del Pelagone prima di creare dell’inutile allarmismo – spiega Iacomelli –. La procedura coinvolge la società madre che ha sede in Austria ma qui si parla di Pelagone srl. C’è quindi da capire in che modo la società a resposabilità limitata sia coinvolta nella procedura generale e l’incontro servirà proprio a far luce su questo punto».
Giulia Sili
Oggi a essere preoccupato per il futuro dei lavoratori della struttura ricettiva è il gruppo consiliare Centrosinistra Gavorrano Bene Comune che, nella giornata di ieri, ha inviato un’interrogazione alla sindaca di Gavorrano Elisabetta Iacomelli.
«Viste le notizie preoccupanti inerenti l’azienda Il Pelagone, con il presunto fallimento della società che lo gestisce, la invitiamo quanto prima a riferire in consiglio comunale sulla situazione reale circa i fatti sopra descritti – scrive il gruppo alla prima cittadina –. Preoccupati per le ripercussioni che ciò possa avere nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie, chiediamo quali azioni voglia intraprendere a salvaguardia dei posti di lavoro dandole fin da ora la nostra disponibilità e la nostra adesione alle varie iniziative».
Il Pelagone è una società a responsabilità limitata gestita dalla Cordial, una società-club che, a sua volta, fa parte del Gruppo Imperial, di proprietà del magnate austriaco di origini iraniane Faramarz Ettehadiel.
Il gruppo austriaco, secondo notizie riportate da tv, giornali e siti web austriaci, risulterebbe insolvente. Da qui la preoccupazione per il resort.
Il grande golf resort ad oggi conta quarantanove dipendenti diretti provenienti prevalentemente da Gavorrano e da Scarlino ai quali si devono però sommare anche i dipendenti che fanno capo ai vari servizi in appalto.
Così dalla pulizia nelle camere alla cucina, fino alla cura del verde dei campi da golf potrebbero essere molti di più i lavoratori che adesso rischiano di perdere il proprio posto di lavoro per le difficoltà del grande gruppo austriaco.
All’interrogazione presentata dal gruppo consiliare Bene Comune la sindaca Elisabetta Iacomelli risponde di aver «già preso accordi con i rappresentati locali per un incontro con l’amministrazione che si terrà a breve».
La volontà della prima cittadina è quella di far luce quanto prima sulla vicenda Pelagone. «Vogliamo capire qual è la situazione dei lavoratori del Pelagone prima di creare dell’inutile allarmismo – spiega Iacomelli –. La procedura coinvolge la società madre che ha sede in Austria ma qui si parla di Pelagone srl. C’è quindi da capire in che modo la società a resposabilità limitata sia coinvolta nella procedura generale e l’incontro servirà proprio a far luce su questo punto».
Giulia Sili
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