Il Tirreno

Grosseto

«Controlli aumentati, ma non basta»

di Enrico Pizzi
«Controlli aumentati, ma non basta»

Dopo l’accoltellamento alla Cavallerizza il vicesindaco parla delle Mura: la visione d’insieme c’è, intanto le illuminiamo

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GROSSETO. «Stiamo iniziando con la Cavallerizza, ma è chiaro che abbiamo un’idea complessiva, unitaria». Il vicesindaco di Grosseto Luca Agresti, assessore alla cultura con delega alle Mura medicee, interviene dopo l’accoltellamento avvenuto sabato sera proprio vicino alla Cavallerizza, a due passi da un’affollatissima piazza del Sale. Un episodio grave, avvenuto la sera dello stesso giorno in cui Il Tirreno ha pubblicato un’intervista all’architetto Alessandro Marri, che con gli architetti Luca Perin e Concetta Polito ha firmato, negli anni ’90, quello che è rimasto l’unico progetto unitario di recupero delle Mura, solo in parte attuato.

Due fatti – progetto e accoltellamento – che pongono ancora una volta la questione della sicurezza delle Mura e della loro valorizzazione. «Dal punto di vista della sicurezza – dice Agresti – l’attivazione del sindaco e di questa amministrazione, sin dal suo insediamento, con la Prefettura, ha già iniziato a dare risultati in termini di intensificazione dei controlli. Ma non è sufficiente, non basta: occorre intensificare la presenza e i controlli da parte degli organi preposti».

Per quanto riguarda il recupero del monumento, e la sua valorizzazione, la possibilità che le Mura tornino a essere utilizzate e vissute dai cittadini e non restino in mano a spacciatori e sbandati, Agresti è convinto che si sia intrapreso il percorso giusto. «Intanto – dice – iniziamo con il sistemare la nuova illuminazione, rendendo le Mura più sicure anche di sera, e poi iniziamo a intervenire su singole porzioni con interventi di recupero».

Il progetto di cui ha parlato l’architetto Marri è ormai accantonato? «Non sono abituato ad accantonare mai nulla – dice Agresti – ma dobbiamo fare i conti con le risorse finanziarie disponibili e commisurare le scelte con quel che possiamo fare. Abbiamo iniziato con un bando sulla Cavallerizza, stiamo cercando di attivare l’Art bonus e ci siano rivolti, per questo, all’Ente Cassa di Risparmio di Firenze».

Marri parla della Mura come «monumento a scala urbana... un unico sistema che è necessario trattare in modo contestuale e non disgiunto». Non sarebbe necessario recuperare una visione d’insieme? «Abbiamo una visione d’insieme – dice Agresti – ma occorre procedere per porzioni. Alcune parti potranno trovare un nuovo uso, per altre dovremo essere più creativi ma l’idea complessiva c’è».

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