Sicurezza
allagamenti a follonica: i commercianti
«Adesso basta, sulle fogne servono interventi strutturali»
di Paola Villani
FOLLONICA. «Servono interventi strutturali sulle fognature», dicono i commercianti. «Non è possibile che al primo acquazzone più forte la città vada in tilt: se tutto è funzionato a dovere allora c’è...
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FOLLONICA. «Servono interventi strutturali sulle fognature», dicono i commercianti. «Non è possibile che al primo acquazzone più forte la città vada in tilt: se tutto è funzionato a dovere allora c’è qualcosa che non torna».
Questo il pensiero di tanti residenti del golfo. Il post temporale è stato caratterizzato dai commenti e soprattutto dalle critiche all’amministrazione comunale, incapace secondo molti di non riuscire a trovare soluzioni efficaci al problema degli allagamenti. A Follonica ci sono quattro sottopassi, cinque se viene contato anche quello di Sanvenero che non è costruito sotto i binari ma sotto degli appartamenti. I tunnel circondano la città tanto che se sono impraticabili Follonica rimane bloccata, almeno in gran parte.
Il sindaco Andrea Benini con una nota domenica sera ha tenuto a precisare che tutto è funzionato a dovere: le criticità, ha sottolineato il primo cittadino, non sono dovute alla pulizia delle caditoie, avvenuta prima dell’evento anche nei sottopassi, ma alla violenza e alla quantità di acqua caduta. Anche il sistema di pompaggio, dalle verifiche tecniche effettuate durante la mattinata, è stato perfettamente funzionante. Ed è questo che non torna a molti cittadini: come è possibile che ogni volta Follonica vada sott’acqua? Tanti follonichesi hanno trascorso la domenica a pulire le loro proprietà non tralasciando le adiacenze pubbliche: c’è chi racconta di aver tolto le foglie fatte cadere dal forte vento, altri hanno sollevato le griglie dei tombini tentando di liberarli il più possibile. «Una situazione vergognosa», questo uno dei commenti più in voga sui social domenica. E quelle parole di Benini che proprio non vanno giù a molti, compresi i commercianti. «Il nubifragio che si è abbattuto su Follonica nella tarda mattinata di domenica ha causato ancora una volta problemi in varie zone della città – dice il presidente di Confesercenti Follonica, Alessandro Ricci – Due sottopassi puntualmente allagati, via Roma trasformata in un torrente con rischio di allagamento delle attività commerciali. Situazioni purtroppo già viste negli ultimi anni. Diamo atto ad amministrazione e associazioni varie di essere intervenute con tempestività e di essersi prodigate per ripristinare quanto prima la sicurezza e la viabilità, ma non possiamo non evidenziare la necessità e l’urgenza di interventi strutturali. Dobbiamo prendere atto, ormai – continua Ricci – che negli ultimi anni il meteo nel nostro territorio è profondamente cambiato: a lunghi periodi di siccità si alternano tremendi nubifragi che in poche ore riversano sulle città una quantità di pioggia che evidentemente il sistema fognario non è in grado di assorbire e smaltire. Probabilmente anche la manutenzione e la pulizia necessitano di essere intensificati poiché non sufficienti a garantire il giusto deflusso delle acque». «Ci preme evidenziare che interventi strutturali importanti sul sistema fognario non possono più essere rimandati – conclude –, ne va della incolumità dei cittadini e della salvaguardia degli investimenti fatti dalle attività economiche».
Questo il pensiero di tanti residenti del golfo. Il post temporale è stato caratterizzato dai commenti e soprattutto dalle critiche all’amministrazione comunale, incapace secondo molti di non riuscire a trovare soluzioni efficaci al problema degli allagamenti. A Follonica ci sono quattro sottopassi, cinque se viene contato anche quello di Sanvenero che non è costruito sotto i binari ma sotto degli appartamenti. I tunnel circondano la città tanto che se sono impraticabili Follonica rimane bloccata, almeno in gran parte.
Il sindaco Andrea Benini con una nota domenica sera ha tenuto a precisare che tutto è funzionato a dovere: le criticità, ha sottolineato il primo cittadino, non sono dovute alla pulizia delle caditoie, avvenuta prima dell’evento anche nei sottopassi, ma alla violenza e alla quantità di acqua caduta. Anche il sistema di pompaggio, dalle verifiche tecniche effettuate durante la mattinata, è stato perfettamente funzionante. Ed è questo che non torna a molti cittadini: come è possibile che ogni volta Follonica vada sott’acqua? Tanti follonichesi hanno trascorso la domenica a pulire le loro proprietà non tralasciando le adiacenze pubbliche: c’è chi racconta di aver tolto le foglie fatte cadere dal forte vento, altri hanno sollevato le griglie dei tombini tentando di liberarli il più possibile. «Una situazione vergognosa», questo uno dei commenti più in voga sui social domenica. E quelle parole di Benini che proprio non vanno giù a molti, compresi i commercianti. «Il nubifragio che si è abbattuto su Follonica nella tarda mattinata di domenica ha causato ancora una volta problemi in varie zone della città – dice il presidente di Confesercenti Follonica, Alessandro Ricci – Due sottopassi puntualmente allagati, via Roma trasformata in un torrente con rischio di allagamento delle attività commerciali. Situazioni purtroppo già viste negli ultimi anni. Diamo atto ad amministrazione e associazioni varie di essere intervenute con tempestività e di essersi prodigate per ripristinare quanto prima la sicurezza e la viabilità, ma non possiamo non evidenziare la necessità e l’urgenza di interventi strutturali. Dobbiamo prendere atto, ormai – continua Ricci – che negli ultimi anni il meteo nel nostro territorio è profondamente cambiato: a lunghi periodi di siccità si alternano tremendi nubifragi che in poche ore riversano sulle città una quantità di pioggia che evidentemente il sistema fognario non è in grado di assorbire e smaltire. Probabilmente anche la manutenzione e la pulizia necessitano di essere intensificati poiché non sufficienti a garantire il giusto deflusso delle acque». «Ci preme evidenziare che interventi strutturali importanti sul sistema fognario non possono più essere rimandati – conclude –, ne va della incolumità dei cittadini e della salvaguardia degli investimenti fatti dalle attività economiche».
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