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Le nutrie bucano gli argini Preoccupazione a Roselle

Le nutrie bucano gli argini Preoccupazione a Roselle

ROSELLE. «Guardi là! Guardi com’è grossa quella tana!». Non c’è bisogno di avere una vista eccezionale o di inoltrarsi lungo il greto del torrente: le buche lasciate dalle nutrie sono numerose ed...

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ROSELLE. «Guardi là! Guardi com’è grossa quella tana!». Non c’è bisogno di avere una vista eccezionale o di inoltrarsi lungo il greto del torrente: le buche lasciate dalle nutrie sono numerose ed evidenti. E sono numerosi anche gli esemplari di questo animale, mezzo topo mezzo castoro per dirla all’ingrosso, frequente lungo i corsi d’acqua della Maremma.

A Roselle, da dove è partita la segnalazione, qualche pensiero ce l’hanno: temono che la presenza così massiccia di nutrie mini la sicurezza degli argini, qualora le piogge dovessero ingrossare il livello dei corsi d’acqua. Temono per la sicurezza ma gettano anche l’occhio sui loro orti, dal momento che questi animali, che si nutrono di vegetali, molto spesso si introducono nei giardini e orti delle abitazioni della frazione, causando danni. Perché le nutrie non sono lontane dalle abitazioni: ormai vivono quasi gomito a gomito.

Ma il problema ha davvero grandi dimensioni? Siamo andati a vedere. Nell’argine del fosso in località Canonica abbiamo constatato che l’argine di questo corso d’acqua che lambisce esternamente l’abitato di Roselle al confine con la statale Aurelia è realmente popolato da una numerosa colonia di nutrie: numerose le buche, se non vere e proprie voragini, lungo varie parti dell’argine. Voragini nei quali l’acqua potrebbe infilarsi, trapassando i terrapieni e sbucando proprio dove invece non dovrebbe. Le nutrie hanno lasciato tracce anche oltre: lungo il Salica, nella parte che da Roselle corre verso Stiacciole lungo la strada dei Laghi, sono facilmente visibili altre tane, magari un po’ più piccole, anche se per la verità le nutrie non si vedono. E oltre? A Casalecci non si vede nulla, come se questi animali avessero scelto come base principale solo e soltanto l’abitato di Roselle. E del resto ciò è confermato dall’ultima tappa di questo mini reportage: anche a San Martino, nei pressi della chiusa come anche vicino al ponte sulla Scansanese, non si vede nemmeno una buca. A Roselle però il problema c’è e chi vi abita nutre più di una preoccupazione.

Franco Ferretti

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