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Falusi, vince coop del nord «Servizi affidati a terzi»

Falusi, vince coop del nord «Servizi affidati a terzi»

MASSA MARITTIMA. Sarà la cooperativa Elleuno di Casale Monferrato a gestire i servizi socio assistenziali e sanitari in uno dei moduli del Falusi di Massa Marittima. È infatti stata la cooperativa...

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MASSA MARITTIMA. Sarà la cooperativa Elleuno di Casale Monferrato a gestire i servizi socio assistenziali e sanitari in uno dei moduli del Falusi di Massa Marittima.

È infatti stata la cooperativa della provincia di Alessandria a vincere la tanto discussa gara d’appalto che segna in questo modo una nuova esternalizzazione per l’istituto: secondo in graduatoria un consorzio fiorentino, il Co&So, e terza una cooperativa piombinese, la Cuore Liburnia. Ma il Partito Comunista Italiano rilancia nuove polemiche sull’istituto tirando in causa anche Giacomo Termine, il presidente della Società della Salute Colline Metallifere il quale, secondo Marco Barzanti e Luciano Fedeli, non avrebbe smentito il fatto che la cooperativa assumerà personale su indicazione dei dirigenti del Falusi: «Termine non ha smentito il fatto che non si proceda ad assegnazioni dei posti (o voucher) su disposizioni di dirigenti. Come tra giocatori di carte chiami cuori e Termine risponde a picche» dicono.

Anche il sindaco di Massa Marittima non avrebbe rispettato gli impegni presi: «Il tema sul quale si è caduti in silenzio è quello del consiglio di settembre, dove il chiaro impegno del sindaco era quello di convocare una commissione per valutare e fare chiarezza sulle numerose questioni sollevate nella seduta e nelle istanze pervenute all’amministrazione. Nulla è stato fatto ed il Pci intende denunciare quest’omertà scrivendo per l’ennesima volta a Giuntini affinché dia informazioni in merito e consenta la partecipazione in audizione, secondo quanto previsto dal regolamento». Dicono. «La commissione come abbiamo detto durante il consiglio verrà fatta, ne abbiamo discusso anche a margine della conferenza dei capigruppo – risponde Giuntini – quella del Pci è solo una ricerca della visibilità politica. Per quanto riguarda le richieste fatte non spetta a me decidere se possono essere ricevuti in audizione o meno; spetta alla commissione che deciderà in autonomia». Ci sarebbe poi una nuova polemica circa l’affidamento di servizi amministrativi: «Altra chicca di questi giorni è rappresentata da altre vicende che si suffragano con atti emessi dall’istituto con i quali si affidano per urgenze sopravvenute e imprevedibili una parte dei servizi amministrativi per un ammontare complessivo di circa 9mila euro alla società che gestisce la rete informatica – scrive il Pci – Invece di provvedere anche ad una assunzione a tempo determinato e parziale che avrebbe dato una risposta occupazionale sul territorio, si preferisce affidare a terzi. La filosofia sembra quella che pensare ad una assunzione in loco sarebbe stata troppa fatica, troppo lavoro».

Giulia Sili

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