Toscana
Alla Colfrutta i ladri si portano via tre euro di bottino
di Fiora Bonelli
Raid alle Cellane: spunta un’altra azienda tra quelle visitate «Ce ne siamo accorti perché hanno lasciato la porta aperta»
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CASTEL DEL PIANO. C’è una settima azienda delle Cellane visitata da ladri professionisti che nella notte fra mercoledì e giovedì hanno messo a segno una vera e propria incursione nella zona artigianale. Il bottino? Tre euro.
In prima battuta risultavano sei le imprese tappa del raid alle Cellane di Castel del Piano: ne spunta una settima, anche se il furto ha comportato una perdita irrisoria. I ladri sono entrati dunque anche nel capannone della Colfrutta del grossista Paolo Colombini; hanno usato una porticina nella parte retrostante del magazzino. «Sono entrati da dietro – spiega Colombini – da un varco che non usiamo mai e che si trova dietro materiali ammassati: quasi mi ero scordato che quella porta esistesse, probabilmente i ladri la conoscevano». Il padre di Paolo Colombini, giovedì, entrando nel capannone, non si è accorto di nulla, «ma quando io sono arrivato in ufficio – continua il grossista – ho visto che era stata tolta roba dai cassetti. Ho notato una cassettiera aperta e un mobiletto spostato. Era stato mosso anche il pc e una vaschetta che teniamo nel cassetto e nella quale si appoggiano spiccioli: ricordo di averci lasciato 3 euro ed era vuota. Solo dopo abbiamo notato che nell’ufficio doveva esserci stato qualcuno perché c’erano oggetti spostati, i tre euro dalla vaschetta erano spariti e la porticina del magazzino era stata aperta». «Ci è andata bene – aggiunge Colombini – Non hanno lasciato nemmeno disordine. Sono però preoccupato – spiega – Parto di notte per il mio lavoro e mi chiedo cosa farei se dentro l’azienda trovassi ladri. Anzi, mi chiedo cosa farebbero a me».
Intanto di fronte a tanti furti si muove Forza Nuova Amiata: il segretario Luca Santi annuncia «una mobilitazione a sostegno degli imprenditori locali derubati e – dice – abbandonati dallo Stato. Sono bande organizzate che conoscono bene il mestiere e la zona dove colpiscono – dice – I sistemi di sorveglianza non sono sufficienti, serve la presenza “fisica” delle forze dell’ordine». Anche la Lega Nord si muove: appena eletto il nuovo direttivo provinciale, il segretario Andrea Ulmi informa che sull’Amiata verrà creata una sezione intercomunale «per monitorerà la situazione e che sarà di pungolo alle attuali amministrazioni».
In prima battuta risultavano sei le imprese tappa del raid alle Cellane di Castel del Piano: ne spunta una settima, anche se il furto ha comportato una perdita irrisoria. I ladri sono entrati dunque anche nel capannone della Colfrutta del grossista Paolo Colombini; hanno usato una porticina nella parte retrostante del magazzino. «Sono entrati da dietro – spiega Colombini – da un varco che non usiamo mai e che si trova dietro materiali ammassati: quasi mi ero scordato che quella porta esistesse, probabilmente i ladri la conoscevano». Il padre di Paolo Colombini, giovedì, entrando nel capannone, non si è accorto di nulla, «ma quando io sono arrivato in ufficio – continua il grossista – ho visto che era stata tolta roba dai cassetti. Ho notato una cassettiera aperta e un mobiletto spostato. Era stato mosso anche il pc e una vaschetta che teniamo nel cassetto e nella quale si appoggiano spiccioli: ricordo di averci lasciato 3 euro ed era vuota. Solo dopo abbiamo notato che nell’ufficio doveva esserci stato qualcuno perché c’erano oggetti spostati, i tre euro dalla vaschetta erano spariti e la porticina del magazzino era stata aperta». «Ci è andata bene – aggiunge Colombini – Non hanno lasciato nemmeno disordine. Sono però preoccupato – spiega – Parto di notte per il mio lavoro e mi chiedo cosa farei se dentro l’azienda trovassi ladri. Anzi, mi chiedo cosa farebbero a me».
Intanto di fronte a tanti furti si muove Forza Nuova Amiata: il segretario Luca Santi annuncia «una mobilitazione a sostegno degli imprenditori locali derubati e – dice – abbandonati dallo Stato. Sono bande organizzate che conoscono bene il mestiere e la zona dove colpiscono – dice – I sistemi di sorveglianza non sono sufficienti, serve la presenza “fisica” delle forze dell’ordine». Anche la Lega Nord si muove: appena eletto il nuovo direttivo provinciale, il segretario Andrea Ulmi informa che sull’Amiata verrà creata una sezione intercomunale «per monitorerà la situazione e che sarà di pungolo alle attuali amministrazioni».
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