Sicurezza
«Rischio alluvioni: mappe contrastanti» Ance vuole chiarezza
di Gabriele Baldanzi
Il consiglio regionale sta lavorando sulla difesa del suolo Per gli edìli c’è disparità tra le carte di Firenze e dei Comuni
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GROSSETO. Il consiglio regionale sta esaminando e modificando la legge regionale in materia di difesa del suolo, tutela delle risorse idriche, della costa e degli abitati costieri. Il testo è da tempo al centro di consultazioni e valutazioni (alcune critiche), provenienti in questa fase dal tessuto produttivo, cioè dalle associazioni di categoria.
Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili di Grosseto, ieri ha diffuso una nota in cui si evidenzia un corto circuito rispetto alla rivisitazione degli indici di pericolosità alluvionale di alcune aree. «In pratica – spiega il direttore di Ance, Mauro Carri – la cartografia di riferimento a Firenze risulta diversa, non sovrapponibile a quella in mano ai Comuni. Così facendo, se non verrà fatta chiarezza, si rischia di impedire e fermare insediamenti e interventi di un certo rilievo, anche nel nostro territorio». Il provvedimento in discussione dovrebbe superare e migliorare la normativa previgente, che era stata adottata “a caldo”, dopo i disastri alluvionali accaduti all’inizio di questo decennio. Ance riconosce che «è articolata meglio rispetto al passato, ma le ricadute anche sul territorio non sono immediatamente valutabili, proprio per l’assenza di una univoca e condivisa cartografia di riferimento dei vincoli derivanti dal reticolo idrografico e dalla sua classificazione di rischio». «Abbiamo scritto ai sindaci dei Comuni di Grosseto e Orbetello, quelli che sono maggiormente interessati dalla modifica della legge – prosegue Carri – e chiediamo informazioni e un impegno diretto. L’associazione vuole sapere se hanno proceduto a una puntuale valutazione delle nuove disposizioni in base alle cartografie possedute, se è stato considerato l’impatto tecnico ed economico che la proposta di modifica della legge potrebbe avere per i rispettivi territori». «La questione – spiega il consigliere regionale espressione del territorio, Leonardo Marras, capogruppo Pd a palazzo Panciatichi – non è solo grossetana. Comprendo, però, i timori di Carri, che teme per gli associati di Ance Grosseto e non vorrebbe ricadute penalizzanti sul territorio per quanto concerne la realizzabilità di nuovi investimenti. Non lo so, sinceramente, quale sia la cartografia corretta, quale aggiornata; di certo va garantita la sicurezza e laddove qualificati tecnici ritengono che non si possa costruire, non si deve costruire. Cosa posso fare? Intanto mi impegnerò affinché non si ingenerino situazioni di conflitto tra il Piano di gestione servizio alluvioni (Pgra) e la regolamentazione degli ex bacini regionali, ovvero tra la cartografia dell’Autorità di distretto e le cartografie comunali. La discussione su mappe e misure di salvaguardia è ancora in corso. Abbiamo ricevuto molte osservazioni e stiamo cercando di gestire al meglio le eventuali incongruenze tra carte vecchie e nuove, senza recare danni o ritardi a nuovi possibili investimenti». Ance Grosseto chiede che le nuove norme non costituiscano un ulteriore elemento di aggravamento procedurale degli iter amministrativi, «perché la carta e i tempi lunghi non rallentano l’innalzamento del livello di sicurezza dal rischio alluvioni».
Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili di Grosseto, ieri ha diffuso una nota in cui si evidenzia un corto circuito rispetto alla rivisitazione degli indici di pericolosità alluvionale di alcune aree. «In pratica – spiega il direttore di Ance, Mauro Carri – la cartografia di riferimento a Firenze risulta diversa, non sovrapponibile a quella in mano ai Comuni. Così facendo, se non verrà fatta chiarezza, si rischia di impedire e fermare insediamenti e interventi di un certo rilievo, anche nel nostro territorio». Il provvedimento in discussione dovrebbe superare e migliorare la normativa previgente, che era stata adottata “a caldo”, dopo i disastri alluvionali accaduti all’inizio di questo decennio. Ance riconosce che «è articolata meglio rispetto al passato, ma le ricadute anche sul territorio non sono immediatamente valutabili, proprio per l’assenza di una univoca e condivisa cartografia di riferimento dei vincoli derivanti dal reticolo idrografico e dalla sua classificazione di rischio». «Abbiamo scritto ai sindaci dei Comuni di Grosseto e Orbetello, quelli che sono maggiormente interessati dalla modifica della legge – prosegue Carri – e chiediamo informazioni e un impegno diretto. L’associazione vuole sapere se hanno proceduto a una puntuale valutazione delle nuove disposizioni in base alle cartografie possedute, se è stato considerato l’impatto tecnico ed economico che la proposta di modifica della legge potrebbe avere per i rispettivi territori». «La questione – spiega il consigliere regionale espressione del territorio, Leonardo Marras, capogruppo Pd a palazzo Panciatichi – non è solo grossetana. Comprendo, però, i timori di Carri, che teme per gli associati di Ance Grosseto e non vorrebbe ricadute penalizzanti sul territorio per quanto concerne la realizzabilità di nuovi investimenti. Non lo so, sinceramente, quale sia la cartografia corretta, quale aggiornata; di certo va garantita la sicurezza e laddove qualificati tecnici ritengono che non si possa costruire, non si deve costruire. Cosa posso fare? Intanto mi impegnerò affinché non si ingenerino situazioni di conflitto tra il Piano di gestione servizio alluvioni (Pgra) e la regolamentazione degli ex bacini regionali, ovvero tra la cartografia dell’Autorità di distretto e le cartografie comunali. La discussione su mappe e misure di salvaguardia è ancora in corso. Abbiamo ricevuto molte osservazioni e stiamo cercando di gestire al meglio le eventuali incongruenze tra carte vecchie e nuove, senza recare danni o ritardi a nuovi possibili investimenti». Ance Grosseto chiede che le nuove norme non costituiscano un ulteriore elemento di aggravamento procedurale degli iter amministrativi, «perché la carta e i tempi lunghi non rallentano l’innalzamento del livello di sicurezza dal rischio alluvioni».
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