Il Tirreno

Grosseto

Riflettori su viabilità e degrado

Riflettori su viabilità e degrado

Domattina alle 11 i cronisti di Caffè Tirreno incontrano i cittadini al Bar Galli in via Santerno

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GROSSETO. Segnaletica, viabilità, posti auto, illuminazione e sicurezza. Avete segnalazioni da fare su via Santerno, via Liri, zona tribunale, la Scansanese, piazza Barsanti, Cottolengo, Sterpeto, via Adda, via Lago di Varano, la Senese...? Domattina alle 11 i cittadini possono incontrare i cronisti del quotidiano Il Tirreno al Bar Galli di via Santerno, il notissimo caffè guidato da Rinaldo Galli, 65 anni, e dal figlio Michele, 37 e dove fa tappa Caffè Tirreno.

Da 15 anni la simpatica coppia di baristi padre/figlio porta avanti con il solito entusiasmo iniziale un’avventura professionale che li fa lavorare a fianco dei 3 dipendenti. Rinaldo e Michele lavorano sodo, e con una clientela fedele. Incontriamo Michele Galli per una breve intervista che fa da preludio e presentazione al Caffè di domattina. Sono le 11 e suo padre, Rinaldo, non c’è: è andato come ogni giorno a riposare per quei minuscoli “45 minuti” che gli servono per ricaricarsi, prima di rituffarsi a capofitto nel lavoro. Rinaldo – prima titolare con la moglie, il fratello Romildo e la cognata dell’altro storico bar Perugina in centro storico poi passato all’attuale gestore – tutte le mattine si sveglia alle 3,30 e - carico di energia - apre il bar alle 4,30. Per quell’ora l’esercizio è già operativo con colazioni e dolci già pronti da servire. A metà mattinata, piccolo break di Rinaldo. «Fa pausa». Intanto lavorano dietro al bancone Michele e i 3 dipendenti. Poi Rinaldo torna alle 15 e si rimette per tutto il giorno al lavoro, senza sosta fino a sera. «L’hobby di mio padre? È il lavoro, solo il lavoro», sorride Michele Galli che ricorda con serenità il giorno in cui il bar fu inaugurato. «Era il 3 agosto 2002 – dice – Io avevo 22 anni e fu un battesimo coi fiocchi. C’era tantissima gente, che col tempo è rimasta. E pure aumentata. L’attività è cresciuta e si è consolidata, anche perché abbiamo cercato di adattare il lavoro alle esigenze e a una clientela variegata».

I problemi in zona ci sono eccome e se ne parlerà domani. Per esempio la segnaletica che per Michele è «insufficiente e difettosa, a cominciare dalle strisce pedonali». Poi altre piccole grandi magagne su viabilità e decoro pubblico: campo sportivo di via Adda in abbandono, fette d’asfalto senza marciapiedi. Pochi posti auto. In compenso c’è un parcheggio sotterraneo inutilizzato.

Tra via Legnano e via Santerno c’è il problema dei camion che fanno manovra in spazi angusti e ostruiscono il traffico di tutta la via.

C’è chi lamenta che la zona è piuttosto isolata e la sera c’è da aver paura.

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