Proteste
Raid nella notte: sei aziende svaligiate
di Fiora Bonelli
Assalto alla zona artigianale di Castel del Piano: rubati incassi e sradicate telecamere. Colpita anche Corsini biscotti
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CASTEL DEL PIANO. Incursione vera di ladri professionisti, nella notte fra mercoledì e giovedì, nella zona artigianale delle Cellane di Castel del Piano. Per lo meno sei i capannoni visitati dai ladri, sicuramente una banda organizzata, esperta di funzionamento di telecamere e di allarmi, intraprendente e sicura di non essere scoperta.
Nell’occhio del ciclone sono finiti il capannone Eurocar di Vartolo e Colombini, Effeti frigoriferi, Corsini biscotti, l’azienda meccanica Mosci, la palestra Safiro e la falegnameria Bertini.
Un disastro di cui alcuni dei titolari d’azienda non si sanno dare pace, temendo che i malviventi tornino ancora, vista la facilità con cui si sono introdotti negli uffici e negli spazi di lavoro, hanno forzato cancelli elettrificati, strappato telecamere, distrutto i mezzi di allarme.
Antonio Vartolo titolare, con Giuliano Colombini, di Eurocar, mostra il disastro che i ladri hanno lasciato dietro di sé dopo aver forzato la porta del capannone.
«Sono entrati nell’ufficio – dice – e subito hanno sbarbato la centralina dell’allarme che è collegata coi nostri cellulari, che, naturalmente, non hanno suonato, aperto e sventrato la macchinetta del caffè che conteneva pochi denari, poi hanno aperto e messo a soqquadro i cassetti. Lì avevo lasciato dei contanti di pagamenti che mi erano stati fatti ieri. Hanno portato tutto via. Una bella cifra, ma da una parte sono contento che abbiano trovato soldi, così non hanno distrutto nulla, come a volte fanno».
Del disastro i titolari si sono accorti ieri, quando il socio di Vartolo è arrivato a lavoro. «E pensare che fino a ieri sera alle 8 era tutto a posto», dice.
Nonostante cerchi d farsi coraggio, Toto – così è conosciuto a Castel del Piano dove risiede da oltre trent’anni – è molto turbato.
«Proviamo disagio interiore – dice – una sensazione di insicurezza totale. I carabinieri fanno il massimo, ma sono troppo pochi. In questa situazione bisognerebbe rinforzare le forze dell’ordine. Secondo me si tratta di gente molto organizzata, professionalmente preparata a rubare in tutta sicurezza, che conosce marchingegni di protezione ed è in grado di rendere nullo il loro funzionamento».
Ed elenca gli altri capannoni dove sono arrivati i malviventi, compresa l’azienda Corsini biscotti, che si apre sopra la zona di Eurocar.
Andrea Corsini, uno dei titolari dell’azienda dolciaria, spiega che «sono stati forzati i cancelli della zona sottostante al capannone. Da lì si sono introdotti nella zona uffici, hanno aperto tutti i cassetti, ma qui di soldi non ne teniamo a parte un limitato fondo cassa. Si sono impadroniti proprio di quello e dopo aver ispezionato tutto, hanno richiuso cassettiere e risistemato la scena. Infatti quando siamo arrivati a prima vista non ci siamo accorti di nulla. Solo in un secondo momento abbiamo visto il cancello forzato e i soldi della cassettina spariti».
Ma al di là delle «poche centinaia di euro» sottratte, resta a Corsini l’amaro in bocca per «la grande capacità che hanno di entrare, di introdursi in ogni ambito anche in quello più protetto. Questi – commenta – non sono rubagalline, ma è gente organizzata e specializzata in furti e raid di questo genere. Una dinamica per loro facilissima e anche furba. Ripeto che noi, se non ci avvertiva un’azienda vicina, neppure ce ne eravamo accorti, perché hanno avuto cura, addirittura, di richiudere le cassettiere. Eppure quando abbiamo ispezionato meglio, ci siamo resi conto che avevano rovistato proprio tutto».
E che siano esperti e ben organizzati lo dimostra pure il fatto che alla palestra Safiro hanno portato via pure l’hard disk delle telecamere per essere certi di non essere individuati e che si sono cercati, poi, una via di fuga da lì più breve di quella dell’andata.
Per lo meno così pensa Claudia, titolare della falegnameria Bertini «Da noi – dice – era tutto a posto fino alla serata. Devono essere arrivati qui molto tardi: hanno rotto le reti e sono scappati dal cancello elettrificato dopo averlo forzato. Ma non sono entrati dentro il capannone. Probabilmente il nostro ingresso è servito ai ladri solo come via di fuga. Può darsi che quando sono usciti dalla palestra, invece di rifare il giro lungo hanno preferito risalire: così, non essendoci un passaggio, se lo sono creato irrompendo nella nostra proprietà».
Il sindaco Claudio Franci, di fronte al quadro problematico, promette di fare nei prossimi giorni il punto con le forze dell’ordine. «Occorre intensificare la sorveglianza. E bisogna far presto», dice.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nell’occhio del ciclone sono finiti il capannone Eurocar di Vartolo e Colombini, Effeti frigoriferi, Corsini biscotti, l’azienda meccanica Mosci, la palestra Safiro e la falegnameria Bertini.
Un disastro di cui alcuni dei titolari d’azienda non si sanno dare pace, temendo che i malviventi tornino ancora, vista la facilità con cui si sono introdotti negli uffici e negli spazi di lavoro, hanno forzato cancelli elettrificati, strappato telecamere, distrutto i mezzi di allarme.
Antonio Vartolo titolare, con Giuliano Colombini, di Eurocar, mostra il disastro che i ladri hanno lasciato dietro di sé dopo aver forzato la porta del capannone.
«Sono entrati nell’ufficio – dice – e subito hanno sbarbato la centralina dell’allarme che è collegata coi nostri cellulari, che, naturalmente, non hanno suonato, aperto e sventrato la macchinetta del caffè che conteneva pochi denari, poi hanno aperto e messo a soqquadro i cassetti. Lì avevo lasciato dei contanti di pagamenti che mi erano stati fatti ieri. Hanno portato tutto via. Una bella cifra, ma da una parte sono contento che abbiano trovato soldi, così non hanno distrutto nulla, come a volte fanno».
Del disastro i titolari si sono accorti ieri, quando il socio di Vartolo è arrivato a lavoro. «E pensare che fino a ieri sera alle 8 era tutto a posto», dice.
Nonostante cerchi d farsi coraggio, Toto – così è conosciuto a Castel del Piano dove risiede da oltre trent’anni – è molto turbato.
«Proviamo disagio interiore – dice – una sensazione di insicurezza totale. I carabinieri fanno il massimo, ma sono troppo pochi. In questa situazione bisognerebbe rinforzare le forze dell’ordine. Secondo me si tratta di gente molto organizzata, professionalmente preparata a rubare in tutta sicurezza, che conosce marchingegni di protezione ed è in grado di rendere nullo il loro funzionamento».
Ed elenca gli altri capannoni dove sono arrivati i malviventi, compresa l’azienda Corsini biscotti, che si apre sopra la zona di Eurocar.
Andrea Corsini, uno dei titolari dell’azienda dolciaria, spiega che «sono stati forzati i cancelli della zona sottostante al capannone. Da lì si sono introdotti nella zona uffici, hanno aperto tutti i cassetti, ma qui di soldi non ne teniamo a parte un limitato fondo cassa. Si sono impadroniti proprio di quello e dopo aver ispezionato tutto, hanno richiuso cassettiere e risistemato la scena. Infatti quando siamo arrivati a prima vista non ci siamo accorti di nulla. Solo in un secondo momento abbiamo visto il cancello forzato e i soldi della cassettina spariti».
Ma al di là delle «poche centinaia di euro» sottratte, resta a Corsini l’amaro in bocca per «la grande capacità che hanno di entrare, di introdursi in ogni ambito anche in quello più protetto. Questi – commenta – non sono rubagalline, ma è gente organizzata e specializzata in furti e raid di questo genere. Una dinamica per loro facilissima e anche furba. Ripeto che noi, se non ci avvertiva un’azienda vicina, neppure ce ne eravamo accorti, perché hanno avuto cura, addirittura, di richiudere le cassettiere. Eppure quando abbiamo ispezionato meglio, ci siamo resi conto che avevano rovistato proprio tutto».
E che siano esperti e ben organizzati lo dimostra pure il fatto che alla palestra Safiro hanno portato via pure l’hard disk delle telecamere per essere certi di non essere individuati e che si sono cercati, poi, una via di fuga da lì più breve di quella dell’andata.
Per lo meno così pensa Claudia, titolare della falegnameria Bertini «Da noi – dice – era tutto a posto fino alla serata. Devono essere arrivati qui molto tardi: hanno rotto le reti e sono scappati dal cancello elettrificato dopo averlo forzato. Ma non sono entrati dentro il capannone. Probabilmente il nostro ingresso è servito ai ladri solo come via di fuga. Può darsi che quando sono usciti dalla palestra, invece di rifare il giro lungo hanno preferito risalire: così, non essendoci un passaggio, se lo sono creato irrompendo nella nostra proprietà».
Il sindaco Claudio Franci, di fronte al quadro problematico, promette di fare nei prossimi giorni il punto con le forze dell’ordine. «Occorre intensificare la sorveglianza. E bisogna far presto», dice.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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