Proteste
zona casalone
In tre sotto processo per una discarica di materiale edile
GROSSETO. Quando la polizia municipale si era presentata in quel terreno di strada Magenta (zona Casalone), aveva notato parecchi mucchi di resti di demolizioni (poi contati: erano venti per 60.000...
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GROSSETO. Quando la polizia municipale si era presentata in quel terreno di strada Magenta (zona Casalone), aveva notato parecchi mucchi di resti di demolizioni (poi contati: erano venti per 60.000 kg stimati - più un altro da 12.000 kg di mattonelle e ceramiche), ma anche una decina di bombole di gas vuote, cinque secchi di pittura da 15 kg ciascuno, sacchi di sabbia, pedane per pontili, rampe per saliscendi di escavatore, un autocarro di colore rosso.
Una discarica abusiva di rifiuti speciali non pericolosi, così era stata qualificata dalla Procura, che ha finito per mettere nei guai con la giustizia il proprietario di quel terreno (un vigneto, secondo il catasto), il titolare della ditta, il dipendente che era stato notato mentre effettuava le operazioni e la ditta stessa. Il giudice Gian Marco De Vincenzi ha mandato assolto con la formula dubitativa Alessandro Tatò, legale rappresentante del Consorzio cooperative Acli proprietario di quei 1.400 metri quadrati di terreno (difesa Luciano Giorgi). Ha condannato invece a 8 mesi e 3000 euro il dipendente della Edilmaremma Restauri srl, Jonathan Sassetti, che quel pomeriggio del 13 dicembre 2013 conduceva l’autocarro che trasportò e scaricò il materiale di risulta e che fu visto e identificato dagli agenti del servizio di vigilanza, messi in guardia tempo prima da alcune segnalazioni. Condannata anche la società incolpata per l’illecito amministrativo: la sanzione è pari a 250 quote da 280 euro l’una, per un totale di 70.000 euro. Consorzio ed Edilmaremma avevano stipulato verbalmente un contratto di comodato.
Il processo rimane in piedi (c’è stato uno stralcio) per il titolare di Edilmaremma, Francesco Rinaldi, anche lui imputato in concorso con Sassetti e Tatò: per lui il procedimento si concluderà nei prossimi giorni. Anche lui quel pomeriggio era intervenuto sul terreno e aveva dato alcune spiegazioni sulla presenza temporanea di quel materiale. La polizia municipale aveva concluso l’intervento mettendo sotto sequestro l’area. (p.s.)
Una discarica abusiva di rifiuti speciali non pericolosi, così era stata qualificata dalla Procura, che ha finito per mettere nei guai con la giustizia il proprietario di quel terreno (un vigneto, secondo il catasto), il titolare della ditta, il dipendente che era stato notato mentre effettuava le operazioni e la ditta stessa. Il giudice Gian Marco De Vincenzi ha mandato assolto con la formula dubitativa Alessandro Tatò, legale rappresentante del Consorzio cooperative Acli proprietario di quei 1.400 metri quadrati di terreno (difesa Luciano Giorgi). Ha condannato invece a 8 mesi e 3000 euro il dipendente della Edilmaremma Restauri srl, Jonathan Sassetti, che quel pomeriggio del 13 dicembre 2013 conduceva l’autocarro che trasportò e scaricò il materiale di risulta e che fu visto e identificato dagli agenti del servizio di vigilanza, messi in guardia tempo prima da alcune segnalazioni. Condannata anche la società incolpata per l’illecito amministrativo: la sanzione è pari a 250 quote da 280 euro l’una, per un totale di 70.000 euro. Consorzio ed Edilmaremma avevano stipulato verbalmente un contratto di comodato.
Il processo rimane in piedi (c’è stato uno stralcio) per il titolare di Edilmaremma, Francesco Rinaldi, anche lui imputato in concorso con Sassetti e Tatò: per lui il procedimento si concluderà nei prossimi giorni. Anche lui quel pomeriggio era intervenuto sul terreno e aveva dato alcune spiegazioni sulla presenza temporanea di quel materiale. La polizia municipale aveva concluso l’intervento mettendo sotto sequestro l’area. (p.s.)
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