Sicurezza
«Il dibattito sul Piano lupo non eclissi il tema ibridi»
di Fiora Bonelli
Mirella Pastorelli del Comitato pastori d’Italia lancia l’appello a Regione e politici E replica a Sì Toscana a sinistra: «Ci sono aziende rovinate dalle predazioni»
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MAGLIANO. Il dibattito sull’apertura della Regione Toscana agli abbattimenti dei lupi nella misura del 5%, come previsto dal Piano lupo (in attesa di approvazione), rischia di far passare in secondo piano quello che secondo molti pastori è principale problema degli attacchi alle greggi: la presenza di ibridi tra cane e lupo.
L’allarme lo lancia il comitato maremmano Pastori d’Italia attraverso la sua presidente Mirella Pastorelli, che replica duramente alla presa di posizione degli ambientalisti, contrari all’adozione del Piano, come proposto dall’assessore regionale all’Agricoltura Marco Remaschi.
Gli ambientalisti ritengono anche che l’unica via di uscita si la convivenza tra lupo e pecore con adeguati strumenti di prevenzione. Ed è questo che il comitato contesta, insieme alla complessa questione degli ibridi che, a dire del comitato, sono spariti dai ragionamenti collettivi.
«Il problema vero in questo territorio – dice il comitato – sono gli ibridi in crescita esponenziale. Ma adesso l’ultimo escamotage per salvare capra e cavoli è di far passare gli ibridi come fossero lupi. Cioè, anche se hanno una percentuale minima di “lupinità” nel loro patrimonio genetico, gli ibridi diventano lupi e sono intoccabili. Nessuno più ne parla. Né l’assessore Remaschi né tanto meno gli ambientalisti. E meno male che vorrebbero salvare la purezza del lupo. In questa maniera abbiamo in circolazione animali che nemmeno vengono considerati e valutati dalla legge tanto sono animali non classificabili. Così il lupo diventa una specie che si sta imbastardendo e in questo modo si prende in giro la categoria degli allevatori».
Il comitato è per le misure drastiche. «Noi come comitato chiediamo l’eliminazione fisica di tutti gli ibridi – spiega Pastorelli –. Per i lupi chiediamo che vengano allontanati dai nostri pascoli e non soppressi, nemmeno quel 5% che prevede il Piano lupo. A patto che siano lupi in purezza».
«Come sempre – aggiunge Pastorelli – questo del lupo è un bello spot pubblicitario che fa presa in tempo di elezioni e che è indirizzato contro gli allevatori a cui si guarda poco perché costituiscono solo una manciata di voti. Si preferisce, pur di difendere politiche indifendibili alimentare la proliferazione di una razza imbastardita, pericolosa e utile solo a distruggere un’economia».
E infine, sulla convivenza lupo pecora «non è possibile nemmeno se facciamo loro scuola – dice Pastorelli –. Dalle reti antilupo si entra e si esce come dimostrano vari recenti episodi e con i cani da guardiania si provocano altro che disastri».
Pastorelli ne ha anche per Sì Toscana a sinistra. «Dicono di essere esterrefatti di quest’accanimento contro il lupo, una specie che al di là del clamore mediatico, provoca danni limitati al mondo agricolo e agli allevatori rispetto ad altri animali. Noi del comitato – aggiunge Pastorelli – possiamo solo dire che vi sono aziende che sono andate e stanno andando in rovina a causa delle predazioni continue. Sì Toscana a sinistra parla di danni limitati. Ma non sa di che cosa parla».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’allarme lo lancia il comitato maremmano Pastori d’Italia attraverso la sua presidente Mirella Pastorelli, che replica duramente alla presa di posizione degli ambientalisti, contrari all’adozione del Piano, come proposto dall’assessore regionale all’Agricoltura Marco Remaschi.
Gli ambientalisti ritengono anche che l’unica via di uscita si la convivenza tra lupo e pecore con adeguati strumenti di prevenzione. Ed è questo che il comitato contesta, insieme alla complessa questione degli ibridi che, a dire del comitato, sono spariti dai ragionamenti collettivi.
«Il problema vero in questo territorio – dice il comitato – sono gli ibridi in crescita esponenziale. Ma adesso l’ultimo escamotage per salvare capra e cavoli è di far passare gli ibridi come fossero lupi. Cioè, anche se hanno una percentuale minima di “lupinità” nel loro patrimonio genetico, gli ibridi diventano lupi e sono intoccabili. Nessuno più ne parla. Né l’assessore Remaschi né tanto meno gli ambientalisti. E meno male che vorrebbero salvare la purezza del lupo. In questa maniera abbiamo in circolazione animali che nemmeno vengono considerati e valutati dalla legge tanto sono animali non classificabili. Così il lupo diventa una specie che si sta imbastardendo e in questo modo si prende in giro la categoria degli allevatori».
Il comitato è per le misure drastiche. «Noi come comitato chiediamo l’eliminazione fisica di tutti gli ibridi – spiega Pastorelli –. Per i lupi chiediamo che vengano allontanati dai nostri pascoli e non soppressi, nemmeno quel 5% che prevede il Piano lupo. A patto che siano lupi in purezza».
«Come sempre – aggiunge Pastorelli – questo del lupo è un bello spot pubblicitario che fa presa in tempo di elezioni e che è indirizzato contro gli allevatori a cui si guarda poco perché costituiscono solo una manciata di voti. Si preferisce, pur di difendere politiche indifendibili alimentare la proliferazione di una razza imbastardita, pericolosa e utile solo a distruggere un’economia».
E infine, sulla convivenza lupo pecora «non è possibile nemmeno se facciamo loro scuola – dice Pastorelli –. Dalle reti antilupo si entra e si esce come dimostrano vari recenti episodi e con i cani da guardiania si provocano altro che disastri».
Pastorelli ne ha anche per Sì Toscana a sinistra. «Dicono di essere esterrefatti di quest’accanimento contro il lupo, una specie che al di là del clamore mediatico, provoca danni limitati al mondo agricolo e agli allevatori rispetto ad altri animali. Noi del comitato – aggiunge Pastorelli – possiamo solo dire che vi sono aziende che sono andate e stanno andando in rovina a causa delle predazioni continue. Sì Toscana a sinistra parla di danni limitati. Ma non sa di che cosa parla».
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