La manifestazione
commercio
Export del manifatturiero a +12%
Salgono le vendite ma in Toscana la provincia resta fanalino di coda
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GROSSETO. Nel primo semestre 2017 Grosseto si conferma la provincia toscana meno incline al commercio con l’estero, nonostante si siano registrati incrementi di scambi sia nell’import che nell’export. L’analisi arriva dai dati raccolti dalla Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, elaborati dal suo Centro Studi e ricerche.
Rispetto allo stesso periodo del 2016, l’export del primo semestre 2017 è andato a gonfie vele per le province toscane, tutte con variazioni al rialzo anche piuttosto pronunciate, con la sola esclusione di Arezzo (-2,6% tendenziale). Grosseto si trova al secondo posto insieme a Massa Carrara e Siena con un aumento del 12% degli scambi, alle spalle di Livorno (+47%), senza dimenticare il fondamentale apporto di Firenze (+8,5%), territorio che, da solo, vale un terzo dell’export regionale. Più contenuto l’incremento dell’import, che nel Grossetano registra un +7.1% (Livorno +18,5%, Firenze +10%), ma c’è di che tirare un sospiro di sollievo, viste le performance di Arezzo (-6,6%) e Prato (-20%). Per un confronto, in Toscana l’import ha fatto registrare +3,7% e l’export +8,8%, mentre in Italia i dati sono +11,3% e +8%.
Percentuali che, in provincia, si traducono in 99 milioni di euro di merci importate e 185 milioni in merci esportate. Sul fronte delle esportazioni, l’incidenza grossetana è pari all’1,1% toscano, il dato più basso in assoluto, contro il 6,5% livornese. Ancora più marcato è il distacco per quanto riguarda le importazioni, con Livorno che pesa per oltre un quarto del valore regionale e che, superando Firenze, diventa la prima provincia, mentre Grosseto si ferma allo 0,9%. Insomma, nonostante i buoni progressi osservati nel semestre appena trascorso, Grosseto conferma di essere la provincia toscana meno incline al commercio con l’estero.
Ma cosa arriva e cosa esce dalla provincia di Grosseto? Le importazioni grossetane appaiono, rispetto alla provincia livornese, più variegate e, cosa più importante, tutti i comparti sono in aumento tendenziale.
Le importazioni delle imprese grossetane riguardano tre settori: i prodotti delle attività manifatturiere (61% del totale al primo semestre 2017); estrazione di minerali da cave e miniere (21%) e prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (17%). Solo per il primo si riscontra una variazione tendenziale positiva, +13,2%, gli altri sono rimasti all’incirca sui valori dell’anno precedente (prodotti estrattivi -3,2%, agricoltura -0,3%).
Nel manifatturiero, spicca il comparto dei prodotti alimentari, bevande e tabacco, che pesa per il 26% con una crescita delle importazioni dell’8%. Tra gli altri comparti che hanno un’incidenza degna di nota nell’import provinciale spiccano le crescite di prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori, delle sostanze e prodotti chimici, dei prodotti delle altre attività manifatturiere e dei mezzi di trasporto.
Sul fronte esportazioni, in provincia di Grosseto la quasi totalità riguarda i prodotti manifatturieri (99,4%), il cui export è aumentato dell’11,9%. Quasi la metà delle vendite all’estero nei primi sei mesi del 2017 sono state di prodotti alimentari, bevande e tabacco (42%) che risultano invariate (+0,8%). Il secondo comparto per importanza, quello di sostanze e prodotti chimici, ha fatto un balzo del 22%.
Il principale mercato estero per Grosseto è rappresentato dall’Unione europea, seguito dall’America del nord da cui proviene un quinto delle importazioni e dove è destinato un terzo delle esportazioni. (f.f.)
Rispetto allo stesso periodo del 2016, l’export del primo semestre 2017 è andato a gonfie vele per le province toscane, tutte con variazioni al rialzo anche piuttosto pronunciate, con la sola esclusione di Arezzo (-2,6% tendenziale). Grosseto si trova al secondo posto insieme a Massa Carrara e Siena con un aumento del 12% degli scambi, alle spalle di Livorno (+47%), senza dimenticare il fondamentale apporto di Firenze (+8,5%), territorio che, da solo, vale un terzo dell’export regionale. Più contenuto l’incremento dell’import, che nel Grossetano registra un +7.1% (Livorno +18,5%, Firenze +10%), ma c’è di che tirare un sospiro di sollievo, viste le performance di Arezzo (-6,6%) e Prato (-20%). Per un confronto, in Toscana l’import ha fatto registrare +3,7% e l’export +8,8%, mentre in Italia i dati sono +11,3% e +8%.
Percentuali che, in provincia, si traducono in 99 milioni di euro di merci importate e 185 milioni in merci esportate. Sul fronte delle esportazioni, l’incidenza grossetana è pari all’1,1% toscano, il dato più basso in assoluto, contro il 6,5% livornese. Ancora più marcato è il distacco per quanto riguarda le importazioni, con Livorno che pesa per oltre un quarto del valore regionale e che, superando Firenze, diventa la prima provincia, mentre Grosseto si ferma allo 0,9%. Insomma, nonostante i buoni progressi osservati nel semestre appena trascorso, Grosseto conferma di essere la provincia toscana meno incline al commercio con l’estero.
Ma cosa arriva e cosa esce dalla provincia di Grosseto? Le importazioni grossetane appaiono, rispetto alla provincia livornese, più variegate e, cosa più importante, tutti i comparti sono in aumento tendenziale.
Le importazioni delle imprese grossetane riguardano tre settori: i prodotti delle attività manifatturiere (61% del totale al primo semestre 2017); estrazione di minerali da cave e miniere (21%) e prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (17%). Solo per il primo si riscontra una variazione tendenziale positiva, +13,2%, gli altri sono rimasti all’incirca sui valori dell’anno precedente (prodotti estrattivi -3,2%, agricoltura -0,3%).
Nel manifatturiero, spicca il comparto dei prodotti alimentari, bevande e tabacco, che pesa per il 26% con una crescita delle importazioni dell’8%. Tra gli altri comparti che hanno un’incidenza degna di nota nell’import provinciale spiccano le crescite di prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori, delle sostanze e prodotti chimici, dei prodotti delle altre attività manifatturiere e dei mezzi di trasporto.
Sul fronte esportazioni, in provincia di Grosseto la quasi totalità riguarda i prodotti manifatturieri (99,4%), il cui export è aumentato dell’11,9%. Quasi la metà delle vendite all’estero nei primi sei mesi del 2017 sono state di prodotti alimentari, bevande e tabacco (42%) che risultano invariate (+0,8%). Il secondo comparto per importanza, quello di sostanze e prodotti chimici, ha fatto un balzo del 22%.
Il principale mercato estero per Grosseto è rappresentato dall’Unione europea, seguito dall’America del nord da cui proviene un quinto delle importazioni e dove è destinato un terzo delle esportazioni. (f.f.)
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