La manifestazione
massa marittima
«Cablaggi elettrici tra le Mura»
Interrogazione del consigliere Galeotti sul giardino di Norma Parenti
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MASSA MARITTIMA. La polemica era sorta ancora prima che il giardino intitolato a Norma Parenti e realizzato dall’artista Maria Dompè venisse inaugurato ma ancora oggi, a distanza di un anno, il consigliere Gabriele Galeotti continua a battere sullo stesso tasto.
La prima pietra dello scandalo era stata quella dell’apertura di un varco all’interno delle Mura Massetane, mura che costituivano il sistema difensivo del nucleo storico di Massa Marittima. Il passaggio che dal giardino conduce a via Massetana Nord attraverso una lunga scalinata aveva fatto gridare allo scandalo il consigliere Galeotti: «Le antiche Mura Massetane sono state violentate, hanno deturpato un monumento storico della città per inserire una porta che sembra un metal detector» aveva detto. In realtà l’antica cinta muraria non era stata intaccata dai lavori per la costruzione del giardino: «La porta di accesso è stata costruita su un tratto di mura risalente agli anni ’60 – rassicurava l’assessore alla cultura Marco Paperini – In passato era già stato aperto un varco che aveva danneggiato la cinta muraria originale; l’intervento di oggi è stato fatto quindi su un tratto molto recente che non ha intaccato minimamente il patrimonio cittadino».
Oggi arriva in consiglio comunale una nuova interrogazione: «Ricordando che nelle ringhiere e in quello che viene affettuosamente chiamato “metal detector” in ferro-acciaio corten, per l’installazione del quale sono state offese e straziate le Mura Medievali Massetane nel più assoluto dispregio di ogni principio rivolto alla tutela del patrimonio storico-artistico – ribadisce Galeotti – risiederebbero addirittura i cablaggi elettrici interrogo il sindaco per sapere e far sapere alla cittadinanza se, dal gennaio scorso, circa la potenziale pericolosità delle strutture metalliche del celeberrimo giardino d’artista, magistralmente e inutilmente realizzato in via Maremma, il Comune ha promosso, anche solo a scopo precauzionale, una qualche verifica circa la corretta “messa a terra” delle stesse».
L’interrogazione sarà presentata al prossimo consiglio comunale ma intanto l’assessore Maurizio Giovannetti replica: «i lavori sono stati fatti seguendo le norme del caso e abbiamo le certificazione del tecnico, se il consigliere Galeotti ha elementi in più gli chiediamo di fornirceli sennò dobbiamo affidarci alla certificazione sulla regolare esecuzione firmata dal tecnico e che risulta del tutto regolare». (g.s.)
La prima pietra dello scandalo era stata quella dell’apertura di un varco all’interno delle Mura Massetane, mura che costituivano il sistema difensivo del nucleo storico di Massa Marittima. Il passaggio che dal giardino conduce a via Massetana Nord attraverso una lunga scalinata aveva fatto gridare allo scandalo il consigliere Galeotti: «Le antiche Mura Massetane sono state violentate, hanno deturpato un monumento storico della città per inserire una porta che sembra un metal detector» aveva detto. In realtà l’antica cinta muraria non era stata intaccata dai lavori per la costruzione del giardino: «La porta di accesso è stata costruita su un tratto di mura risalente agli anni ’60 – rassicurava l’assessore alla cultura Marco Paperini – In passato era già stato aperto un varco che aveva danneggiato la cinta muraria originale; l’intervento di oggi è stato fatto quindi su un tratto molto recente che non ha intaccato minimamente il patrimonio cittadino».
Oggi arriva in consiglio comunale una nuova interrogazione: «Ricordando che nelle ringhiere e in quello che viene affettuosamente chiamato “metal detector” in ferro-acciaio corten, per l’installazione del quale sono state offese e straziate le Mura Medievali Massetane nel più assoluto dispregio di ogni principio rivolto alla tutela del patrimonio storico-artistico – ribadisce Galeotti – risiederebbero addirittura i cablaggi elettrici interrogo il sindaco per sapere e far sapere alla cittadinanza se, dal gennaio scorso, circa la potenziale pericolosità delle strutture metalliche del celeberrimo giardino d’artista, magistralmente e inutilmente realizzato in via Maremma, il Comune ha promosso, anche solo a scopo precauzionale, una qualche verifica circa la corretta “messa a terra” delle stesse».
L’interrogazione sarà presentata al prossimo consiglio comunale ma intanto l’assessore Maurizio Giovannetti replica: «i lavori sono stati fatti seguendo le norme del caso e abbiamo le certificazione del tecnico, se il consigliere Galeotti ha elementi in più gli chiediamo di fornirceli sennò dobbiamo affidarci alla certificazione sulla regolare esecuzione firmata dal tecnico e che risulta del tutto regolare». (g.s.)
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