Proteste
Si impaurisce in caserma e morde un carabiniere
di Francesca Gori
Arrestato un grossetano di 51 anni fermato durante un controllo dai militari Al giudice ha detto di aver perso la testa quando è stato ammanettato
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FOLLONICA. Alla fine per lui è andata meno peggio di quello che poteva essere. Perché alle tre di martedì mattina nei suoi confronti è scattato l’arresto: aveva spaccato qualche mobile della caserma dei carabinieri di Follonica, aveva minacciato e offeso i carabinieri e ne aveva ferito uno mordendolo a un braccio. E tutto questo perché, come lui stesso ha spiegato al giudice Andrea Stramenga ieri mattina durante il processo per direttissima, si era impaurito dopo che i carabinieri, per farlo stare fermo, gli avevano messo le manette. «Non mi era mai successo - ha detto l’uomo in aula - Mi sono impaurito per quello che stavo vivendo. Chiedo scusa a tutti».
Bisogna fare un passo indietro per spiegare come sia nato questo processo. L’uomo, 51 anni e un lavoro nell’edilizia, martedì poco prima delle due era in auto con sua moglie e stava passando da Pian d’Alma quando lo hanno fermato i carabinieri. Poco distanti c’erano altri uomini che alla vista della pattuglia se la sono data a gambe: il cinquantunenne e la moglie sono stati portati in caserma, a Follonica, per alcuni accertamenti. La donna che era al volante è stata sottoposta all’alcoltest che è risultato negativo. Ma quando lui ha cominciato ad agitarsi e ha visto che un carabiniere si stava avvicinando con le manette ha dato in escandescenza: ha cominciato ad offendere i militari, a tirare calci e pugni contro i mobili e contro gli oggetti. Ha strappato la manica del giacchetto di un carabiniere e poi ha tirato un morso nel braccio di un altro militare che stava cercando di tenerlo fermo. L’uomo è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni personali aggravate. Difeso dall’avvocato Sabrina Pollini, l’uomo ieri mattina è stato processato per direttissima e ha deciso di rispondere alle domande del giudice. L’arresto è stato convalidato, come richiesto dal sostituto procuratore Marco Nassi che ha dato il proprio consenso alla richiesta di patteggiamento. Roberto Ciani se l’è cavata con una pena di 12 mesi, sospesa e senza che venisse applicata alcuna misura cautelare nei suoi confronti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Bisogna fare un passo indietro per spiegare come sia nato questo processo. L’uomo, 51 anni e un lavoro nell’edilizia, martedì poco prima delle due era in auto con sua moglie e stava passando da Pian d’Alma quando lo hanno fermato i carabinieri. Poco distanti c’erano altri uomini che alla vista della pattuglia se la sono data a gambe: il cinquantunenne e la moglie sono stati portati in caserma, a Follonica, per alcuni accertamenti. La donna che era al volante è stata sottoposta all’alcoltest che è risultato negativo. Ma quando lui ha cominciato ad agitarsi e ha visto che un carabiniere si stava avvicinando con le manette ha dato in escandescenza: ha cominciato ad offendere i militari, a tirare calci e pugni contro i mobili e contro gli oggetti. Ha strappato la manica del giacchetto di un carabiniere e poi ha tirato un morso nel braccio di un altro militare che stava cercando di tenerlo fermo. L’uomo è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni personali aggravate. Difeso dall’avvocato Sabrina Pollini, l’uomo ieri mattina è stato processato per direttissima e ha deciso di rispondere alle domande del giudice. L’arresto è stato convalidato, come richiesto dal sostituto procuratore Marco Nassi che ha dato il proprio consenso alla richiesta di patteggiamento. Roberto Ciani se l’è cavata con una pena di 12 mesi, sospesa e senza che venisse applicata alcuna misura cautelare nei suoi confronti.
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