Il Tirreno

Grosseto

Piro ai pescatori: «Teniamo duro»

di Ivana Agostini
Piro ai pescatori: «Teniamo duro»

Dall’autunno 2018 ci sarà pesce in quantità sufficiente, ma per le anguille adulte si dovrà attendere 5-8 anni dalla morìa

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ORBETELLO. Tenere duro fino al 2018 per avere i primi risultati e soprattutto evitate che la laguna subisca dei danni. Sembra questo l’obiettivo dei Pescatori di Orbetello e del loro presidente Pier Luigi Piro. «Anche quest’anno, come avevamo previsto – spiega Piro – sarà una stagione non abbastanza promettente per la pesca».

Si tratta di una previsione che Piro aveva già annunciato in passato, dopo la morìa del luglio 2015. «Sapevamo che ci sarebbero voluti due anni per avere di nuovo pesce con una taglia adatta alla vendita – dice – Abbiamo seminato per avere, a partire dall’autunno 2018, una quantità di prodotto idoneo a soddisfare le esigenze imprenditoriali di rilancio e quindi, per i primi veri risultati dobbiamo ancora aspettare un anno».

Questa per ora è la situazione: e non riguarda solo l’orata, prodotto di maggiore richiesta, non è sufficiente a soddisfare le necessità almeno non adesso. Riguarda anche l’anguilla, per la cui pesca vige un’imposizione prevista dalla normativa Ue che riduce lo sforzo di pesca, cioè i mezzi di cattura; tale norma è in vigore dal 2014 e la Regione Toscana ha adottato un piano di valutazione e ripopolamento relativo alle anguille.

«I Pescatori – aggiunge Piro – hanno iniziato una fase sperimentale di svezzamento delle anguille dallo stato larvale (ceche) fino alla trasformazione in “ragani”, che sono anguille indipendenti, che vengono lanciate una parte in laguna e una parte a mare come da disposizione del piano regionale della Toscana. Quindi, la cattura delle anguille è comunque controllata e limitata. Dobbiamo inoltre considerare che dalla morìa – aggiunge Piro – per avere anguille adulte, occorreranno da cinque a otto anni: e questo vuol dire catture praticamente azzerate».

Dimezzata anche la pesca del mazzone, cefalo da bottarga. «La Laguna – sostiene il presidente della cooperativa – rispetto a venti anni fa è cambiata, le criticità ambientali hanno determinato un stato di cose di difficile interpretazione».

Piro lancia un appello: «Dobbiamo far sì che si possa arrivare all’autunno 2018 senza altri problemi e l’aspetto ambientale sarà determinante. Confidiamo nell’attenzione degli organi preposti alla salvaguardia della laguna (leggi la Regione, ndr) e dell’ambiente. La situazione rispetto alla firma dell’ultima convenzione è cambiata sensibilmente, anche in virtù di aspetti che nessuno poteva prevedere, come, appunto, la riduzione dello sforzo di pesca dell’anguilla imposto dall’Europa. La laguna – conclude Piro – deve essere messa in sicurezza per garantire un futuro a tutto il territorio».

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