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Grosseto

M5s contro sindaco: «Pronti a querelarlo»

M5s contro sindaco: «Pronti a querelarlo»

Dopo averli paragonati a vermi, ora Vivarelli Colonna dà degli ignoranti ai grillini sul caso Peep: «Ma l’incompetente è lui»

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GROSSETO. Finché si è trattato di mandare a casa il Pd, a Grosseto centrodestra e Movimento 5 Stelle si sono guardati con grande rispetto. Anzi addirittura – caso che sembrava dover essere “pilota” per l’Italia intera – prima del ballottaggio decisivo contro il Pd il candidato sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna offrì ai grillini l’impegno ad affidare loro, se eletto, una serie di ruoli chiave nei settori più vicini alle battaglie pentastellate, a partire dai rifiuti.

Vivarelli Colonna è diventato sindaco, per qualche settimana sorrisi e dialogo, poi le tensioni e infine lo scontro. Nella scorsa primavera il feeling si rompe proprio sulla questione rifiuti e – dalla sera alla mattina – volano gli stracci, con lo stesso primo cittadino che paragona i 5 stelle a vermi e chiude a ogni collaborazione.

Sembrava finita lì, e invece rieccoci. Il M5s contesta le mosse della giunta Vivarelli Colonna sulla questione Peep (vicenda peraltro assai spinosa per il Pd e dunque ampiamente cavalcata da entrambe le forze politiche in campagna elettorale), e il sindaco li copre di aggettivi non proprio elegantissimi.

Il Movimento registra e ribatte, ma stavolta fa un passo in più: promette querela, qualora la controparte dovesse insistere. Perché, scrivono i 5 stelle in una nota, «essere sindaco non dà il diritto di offendere e mancare di rispetto».

«Ignoranti, incompetenti, anellidi (vermi)... sono solo alcuni degli epiteti con cui siamo stati offesi», ricordano i grillini. «Questa volta Vivarelli Colonna, nel condividere l’errato ragionamento del suo assessore Fabrizio Rossi, ci taccia di essere addirittura istigatori di reato, in quanto sulla vicenda Peep Pizzetti staremmo sobillando qualcosa di assimilabile alla disobbedienza fiscale. E qui “casca l’asino” – assicurano i pentastellati – e si vede chi è davvero ignorante». Perché – spiega il M5s – la disobbedienza fiscale qui non c’entra un fico secco: «Ciò che i cittadini coinvolti nella vicenda Peep sono invitati a pagare non è infatti un’imposizione fiscale, una tassa, una tariffa o un’imposta. Bensì un corrispettivo contrattuale, in altre parole un prezzo. C’è una bella differenza. Allora chi è ignorante e incompetente?».

E allora «piuttosto che continuare a offendere chi non la pensa come lui, il sindaco farebbe meglio a esprimersi solo quando sa di cosa si sta parlando. Anche perché – conclude la nota – se c’è qualcuno che rischia di rispondere di un reato, è lui: alla prossima offesa useremo le vie legali, che evidentemente conosciamo e sappiamo percorrere molto meglio del sindaco e del suo assessore».



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