Il Tirreno

Grosseto

sensi (coop nuova grosseto) 

«Irrilevante il giudizio del Tar Altri magistrati hanno deciso»

«Irrilevante il giudizio del Tar Altri magistrati hanno deciso»

GROSSETO. Sbagliato dire ai proprietari delle case al Peep Pizzetti che devono pagare il conguaglio – la scadenza è oggi – sulla base della sentenza del Tar della Toscana favorevole al Comune di...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Sbagliato dire ai proprietari delle case al Peep Pizzetti che devono pagare il conguaglio – la scadenza è oggi – sulla base della sentenza del Tar della Toscana favorevole al Comune di Grosseto e del respingimento da parte del Consiglio di Stato dell’istanza di sospensione dell’esecutività della delibera impugnata.

«Quel ricorso non c’entra niente con l’obbligo o meno di pagare», spiega Christian Sensi, presidente della cooperativa La Nuova Grosseto e tra gli avvocati che seguono cittadini e cooperative edilizie nelle varie azioni contro il Comune di Grosseto nella vicenda del maxiconguaglio.

Anche Sensi, come il Movimento 5 stelle, contesta le dichiarazioni dell’assessore Fabrizio Rossi e del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna (vedi articolo principale). E spiega cosa non va nella ricostruzione dei due amministratori.

«È vero che c’è una sentenza del Tar negativa – dice Sensi – ma non è la premessa alla richiesta di pagamento. Lo dimostra il fatto che il “calcolo” fatto dal Comune è stato comunicato ai cittadini prima del ricorso al Tar».

La richiesta di pagare 6,9 milioni di euro è legittimata da una sentenza del 2012 della Corte d’Appello, a cui le proprietarie del terreno si erano rivolte contro il Comune. I giudici hanno condannato quest’ultimo a versare alle proprietarie 7,2 milioni di euro. Il Comune si è così rivalso su chi aveva costruito e comprato le case. Nel 2015 era però riuscito a trovare un accordo: uno “sconto” di 300mila euro e la rateizzazione dei pagamenti. Le tre rate scadono oggi ma quasi nessun privato ha pagato. Cittadini e coop sostengono infatti che il Comune abbia fatto il “pasticcio”, sottostimando il valore dei terreni e tacendo ai privati la richiesta delle Cavalli.

Ebbene, spiega Sensi, la richiesta dei pagamenti risale alla sentenza del 2012, mentre il ricorso al Tar è relativo all’accordo successivo, «nell’ambito – spiega Sensi – di una più ampia strategia processuale rispetto alla quale non c’è quell’automatismo rispetto al quale i cittadini devono pagare. È il Comune che strumentalmente crea questo automatismo».

La cooperativa Nuova Grosseto, conclude Sensi, «sta mettendo in pratica tutte le azioni giudiziarie possibili per tutelare i soci».

Quanto all’istanza cautelare, «nessuno – dice Sensi – vi ha rinunciato. Abbiamo solo chiesto che sia discussa insieme al merito». (f.f.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web