Sicurezza
Tenta di uccidere l’amico dandogli fuoco
Denunciato un uomo di 46 anni: i due avevano litigato, poi era scoppiato l’incendio. Trovato l’innesco vicino alla roulotte
GROSSETO. Lo aveva raccontato subito ai carabinieri: «È stato il mio amico ad appiccare le fiamme alla roulotte, avevamo litigato. Voleva uccidermi». E i militari lo avevano preso sul serio, svolgendo accurate indagini che hanno permesso loro di denunciare un quarantaseienne per tentato omicidio. Ora, in questa vicenda, entrano in scena anche gli uomini del Ris che dovranno fare tutti gli accertamenti e le analisi sui reperti raccolti dai militari della compagnia prima e da quelli del nucleo investigativo poi. Accertamenti ed analisi che sono state richieste dal sostituto procuratore Marco Nassi che sta coordinando le indagini.
È una storia minima, di persone che non si incrociano nei salotti buoni della città, che non si trovano con il colletto inamidato a fare colazione al bar quella sulla quale stanno lavorando gli uomini del comando dei carabinieri di Grosseto. È la storia di due uomini che vivono ai margini, che dividono una roulotte e tutta la loro disperazione di senza tetto e senza lavoro. Sono amici da anni, tanto da riuscire a vivere in quella roulotte in via Giordania, con un solo letto e un giaciglio ricavato alla bell’e meglio.
Alle 3,50 del 17 giugno però, le cose non sono più state le stesse: la roulotte ha preso fuoco e all’interno c’era un uomo di nazionalità romena di 57 anni che stava dormendo. Era lui l’amico che il quarantaseienne ha tentato di uccidere appiccando le fiamme a quella che fino ad allora era stata la loro casa.
I due avevano litigato, poche ore prima. Erano ubriachi e hanno cominciato a discutere senza che ce ne fosse stato un motivo preciso. Avevano bevuto molto e non erano lucidi. Il cinquantasettenne a un certo punto, distrutto dall’alcol e dal sonno, è andato a dormire, senza aver preso sul serio il suo amico che gli aveva urlato dietro «Ti brucio la roulotte». Lo ha detto e, poche ore dopo, lo ha fatto. È uscito dalla loro abitazione, ha preso un bastone sul quale ha sistemato un innesco. Una specie di stoppino. Poi ha acceso il fuoco e ha appiccato le fiamme alla roulotte parcheggiata in via Giordania, in quel fazzoletto di terra nella zona artigianale a nord della città dove spesso i senza tetto si rifugiano. Poi era scappato.
Il romeno che stava dormendo ha sentito l’odore di fumo. Quell’odore che gli ha punto il naso, così forte da svegliarlo. E da salvargli la vita. È uscito, ha dato l’allarme ed è rimasto imbambolato davanti a quelle fiamme che avevano anche attaccato un piccolo annesso vicino, anche questo utilizzato come rifugio.
Quando i vigili del fuoco del comando di Grosseto sono arrivati hanno trovato la roulotte semi distrutta dalle fiamme. Poi sono arrivati anche i carabinieri, che hanno scoperto quell’innesco poco distante. Un innesco rudimentale che confermava però il sospetto che quell’incendio fosse stato doloso.
L’uomo che si era appena messo in salvo ha raccontato ai militari della compagnia di Grosseto quello che era successo poco prima e le minacce che aveva ricevuto. Il quarantaseienne è stato trovato poco dopo, mentre vagava senza una meta per la città ed è stato denunciato: e ora, sul materiale che è stato sequestrato, verranno svolti gli accertamenti del Ris dei carabinieri.
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