Sicurezza
Appalti: «Manca un elenco fornitori»
di Enrico Pizzi
Carlicchi fa la mappa degli ostacoli sui cui si arenano le imprese locali spesso escluse dalle gare. E propone delle soluzioni
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Troppo spesso le imprese edili locali sono tagliate fuori dagli appalti del Comune di Grosseto: se ne sono lamentate Confartigianato prima, e poi anche Cna, puntando il dito sull’abitudine – ormai diffusa per ogni tipo di appalto – di fare ricorso alla piattaforma Start della Regione Toscana, sistema che funziona con una manifestazione di interesse, quindi con un sorteggio casuale di un certo numero di imprese, a cui segue la gara.
Il risultato – come sottolinea il capogruppo di Passione per Grosseto Rinaldo Carlicchi in una mozione che porterà nel prossimo consiglio comunale – è che «nelle ultime 9 maggiori gare indette dal Comune di Grosseto sono state solo 14 le imprese grossetane invitate su un totale di 275». La mozione Carlicchi chiede di operare, dove possibile, con un metodo diverso, che offra maggiori possibilità di partecipazione anche alle piccole e medie imprese locali. Il ricorso alla piattaforma Start non solo non è l’unico sistema possibile, ma ha anche delle criticità come evidenzia Carlicchi nel suo atto. Innanzitutto «La piattaforma Start – scrive il consigliere – non è un albo fornitori, ma è un indirizzario fornitori, nel quale gli operatori economici indicano categorie e classifiche di lavori a loro piacimento e senza che il sistema verifichi la veridicità di quanto dichiarato». E Start si limita a segnalare all’impresa bandi che potrebbero essere di suo interesse. «Non ci sarebbe poi nessun controllo – sottolinea Carlicchi – sul possesso dei requisiti per partecipare ai bandi».
La Regione Toscana avrebbe, poi, una nuova piattaforma Start che «prevede la possibilità di richiedere la documentazione che comprova il possesso dei requisiti già nella fase di manifestazione di interesse. Attualmente – nota Carlicchi – sul portale Start del Comune di Grosseto si manifesta il proprio interesse solamente premendo un tasto, ma non risulta possibile allegare nulla».
Il capogoruppo di Passione per Grosseto nota inoltre che per le procedure “sottosoglia”, cioè lavori al di sotto di un milione di euro, «la normativa consente di affidare i lavori mediante procedura negoziata, previa consultazione di almeno 5 operatori economici (fino a 150mila euro) e di almeno 10 operatori economici (fino a 1 milione)», ma per farlo, occorre utilizzare un elenco fornitori «che – a sentire Carlicchi – il Comune di Grosseto non avrebbe».
Così ci si affida a Start ed è Start a scegliere «a prescindere dal possesso dei requisiti, le imprese da far partecipare alle gare». E succede, come è accaduto per i lavori alla Biblioteca Chelliana, che Start abbia sorteggiato 30 imprese e tra queste una sola grossetana, 21 fuori regione e cinque prive delle caratteristiche richieste dal bando. Alla fine hanno partecipato solo in 19 su 30 invitate, togliendo una possibilità ad altre imprese tra cui avrebbe potuto figurare anche qualche operatore grossetano.
La mozione Carlicchi impegna sindaco e giunta a «ricreare l’albo fornitori del Comune», revisionare il regolamento per accedere all’albo, aggiornarlo e tenere conto della “virtuosità” delle imprese presenti. L’invito è a «selezionare gli operatori economici dall’albo fornitori, sia per la ricerca della ditte a cui inviare l’invito a manifestare interesse e sia per le procedure negoziate ristrette».
Per le gare in piattaforma Start, invece, chiede di individuare «meccanismi per accertare l’effettiva volontà di partecipazione delle imprese alle procedure per le quali esse manifestano interesse inserendo l’obbligatorietà del sopralluogo» e si propone di chiedere di allegare anche la dichiarazione del possesso dei requisiti e anche a questo scopo Carlicchi chiede che si utilizzi la nuova piattaforma Start.
Il risultato – come sottolinea il capogruppo di Passione per Grosseto Rinaldo Carlicchi in una mozione che porterà nel prossimo consiglio comunale – è che «nelle ultime 9 maggiori gare indette dal Comune di Grosseto sono state solo 14 le imprese grossetane invitate su un totale di 275». La mozione Carlicchi chiede di operare, dove possibile, con un metodo diverso, che offra maggiori possibilità di partecipazione anche alle piccole e medie imprese locali. Il ricorso alla piattaforma Start non solo non è l’unico sistema possibile, ma ha anche delle criticità come evidenzia Carlicchi nel suo atto. Innanzitutto «La piattaforma Start – scrive il consigliere – non è un albo fornitori, ma è un indirizzario fornitori, nel quale gli operatori economici indicano categorie e classifiche di lavori a loro piacimento e senza che il sistema verifichi la veridicità di quanto dichiarato». E Start si limita a segnalare all’impresa bandi che potrebbero essere di suo interesse. «Non ci sarebbe poi nessun controllo – sottolinea Carlicchi – sul possesso dei requisiti per partecipare ai bandi».
La Regione Toscana avrebbe, poi, una nuova piattaforma Start che «prevede la possibilità di richiedere la documentazione che comprova il possesso dei requisiti già nella fase di manifestazione di interesse. Attualmente – nota Carlicchi – sul portale Start del Comune di Grosseto si manifesta il proprio interesse solamente premendo un tasto, ma non risulta possibile allegare nulla».
Il capogoruppo di Passione per Grosseto nota inoltre che per le procedure “sottosoglia”, cioè lavori al di sotto di un milione di euro, «la normativa consente di affidare i lavori mediante procedura negoziata, previa consultazione di almeno 5 operatori economici (fino a 150mila euro) e di almeno 10 operatori economici (fino a 1 milione)», ma per farlo, occorre utilizzare un elenco fornitori «che – a sentire Carlicchi – il Comune di Grosseto non avrebbe».
Così ci si affida a Start ed è Start a scegliere «a prescindere dal possesso dei requisiti, le imprese da far partecipare alle gare». E succede, come è accaduto per i lavori alla Biblioteca Chelliana, che Start abbia sorteggiato 30 imprese e tra queste una sola grossetana, 21 fuori regione e cinque prive delle caratteristiche richieste dal bando. Alla fine hanno partecipato solo in 19 su 30 invitate, togliendo una possibilità ad altre imprese tra cui avrebbe potuto figurare anche qualche operatore grossetano.
La mozione Carlicchi impegna sindaco e giunta a «ricreare l’albo fornitori del Comune», revisionare il regolamento per accedere all’albo, aggiornarlo e tenere conto della “virtuosità” delle imprese presenti. L’invito è a «selezionare gli operatori economici dall’albo fornitori, sia per la ricerca della ditte a cui inviare l’invito a manifestare interesse e sia per le procedure negoziate ristrette».
Per le gare in piattaforma Start, invece, chiede di individuare «meccanismi per accertare l’effettiva volontà di partecipazione delle imprese alle procedure per le quali esse manifestano interesse inserendo l’obbligatorietà del sopralluogo» e si propone di chiedere di allegare anche la dichiarazione del possesso dei requisiti e anche a questo scopo Carlicchi chiede che si utilizzi la nuova piattaforma Start.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google