Sicurezza
Presìdi in farmacia Appello di Termine
Siena accoglie il modello di distribuzione e aderiscono tutti In Maremma invece i privati continuano a rifiutare il servizio
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GROSSETO. Mentre il modello grossetano adottato dalle farmacie comunali fa scuola e a breve sarà “esportato” oltre i confini provinciali, le farmacie private grossetane continuano a restare al palo nella partita della distribuzione di integratori alimentari, alimenti dietetici, dispositivi e ausili che l’Asl fornisce ai propri pazienti. Da qui l’appello del presidente della Conferenza aziendale dei sindaci, Giacomo Termine, alle farmacie private perché accettino di riprendere la distribuzione, e ai colleghi sindaci della provincia perché sensibilizzino le farmacie private dei propri territori a procedere all’accordo.
Il nuovo capitolo di questa vicenda che si trascina dal 2012 arriva con l’adozione, prevista a breve, anche a Siena del modello dell’assistenza integrativa farmaceutica già in funzione a Grosseto, con una convenzione tra Asl sud est, Federfarma e Cispel, l’associazione regionale delle imprese di servizio pubblico che operano in Toscana. Secondo questo sistema, le farmacie pubbliche e private possono distribuire, per conto dell’Asl, integratori alimentari, alimenti dietetici, dispositivi e ausili.
Tuttavia, mentre a Siena è in programma l’adesione di tutte le farmacie, sia pubbliche che private, a Grosseto, per ora la parte privata è rimasta fuori.
Non è una novità. La distribuzione di si è interrotta il 1º settembre 2012 per decisione dell’Associazione dei titolari delle farmacie private. Da anni i pazienti lamentano i disagi di un servizio a metà. L’ultimo appello è stato quello dell’Associazione diabetici di Grosseto. Ma il disagio non riguarda solo loro.
L’accordo prevede che le farmacie possano distribuire dispositivi e ausili per le ulcere da decubito, per il cateterismo vescicale, per le persone che non possono alimentarsi normalmente; prodotti alimentari, dispositivi e ausili per chi soffre di malattie metaboliche, latte per l’infanzia in caso di impossibilità di allattamento al seno, integratori per le malattie rare. L’Asl, inoltre, sta mettendo a punto anche un sistema per consentire il rinnovo delle autorizzazioni per l’assistenza integrativa, direttamente nelle farmacie aderenti. Gli assistiti dovranno solo presentarsi con la richiesta del medico in farmacia e un addetto invierà la richiesta per via telematica all’ufficio Asl competente, che rinnoverà l’autorizzazione.
«Avere la possibilità di prendere i prodotti previsti dall’assistenza integrativa nella farmacia più vicina a casa è una grande passo avanti nella qualità dei servizi per pazienti più fragili e che abitano in aree decentrate», dice Giacomo Termine. «Sarebbe importantissimo – prosegue – che le farmacie private aderissero all’accordo e avviassero la collaborazione con l’Asl, già sperimentata con successo in altri settori, ad esempio i servizi Cup. Il mio auspicio è che si possa rapidamente arrivare anche a Grosseto, che ha fatto da apripista, all’estensione dell’accordo già in essere con le farmacie pubbliche. Un ruolo importante in questo percorso devono giocarlo i Comuni, sensibilizzando le farmacie private dei propri territori a procedere all’accordo. Invito pertanto i colleghi sindaci a avviare un confronto e un’azione comune nell’interesse dei cittadini, del loro benessere, e per la qualità dei servizi sanitari».
Il nuovo capitolo di questa vicenda che si trascina dal 2012 arriva con l’adozione, prevista a breve, anche a Siena del modello dell’assistenza integrativa farmaceutica già in funzione a Grosseto, con una convenzione tra Asl sud est, Federfarma e Cispel, l’associazione regionale delle imprese di servizio pubblico che operano in Toscana. Secondo questo sistema, le farmacie pubbliche e private possono distribuire, per conto dell’Asl, integratori alimentari, alimenti dietetici, dispositivi e ausili.
Tuttavia, mentre a Siena è in programma l’adesione di tutte le farmacie, sia pubbliche che private, a Grosseto, per ora la parte privata è rimasta fuori.
Non è una novità. La distribuzione di si è interrotta il 1º settembre 2012 per decisione dell’Associazione dei titolari delle farmacie private. Da anni i pazienti lamentano i disagi di un servizio a metà. L’ultimo appello è stato quello dell’Associazione diabetici di Grosseto. Ma il disagio non riguarda solo loro.
L’accordo prevede che le farmacie possano distribuire dispositivi e ausili per le ulcere da decubito, per il cateterismo vescicale, per le persone che non possono alimentarsi normalmente; prodotti alimentari, dispositivi e ausili per chi soffre di malattie metaboliche, latte per l’infanzia in caso di impossibilità di allattamento al seno, integratori per le malattie rare. L’Asl, inoltre, sta mettendo a punto anche un sistema per consentire il rinnovo delle autorizzazioni per l’assistenza integrativa, direttamente nelle farmacie aderenti. Gli assistiti dovranno solo presentarsi con la richiesta del medico in farmacia e un addetto invierà la richiesta per via telematica all’ufficio Asl competente, che rinnoverà l’autorizzazione.
«Avere la possibilità di prendere i prodotti previsti dall’assistenza integrativa nella farmacia più vicina a casa è una grande passo avanti nella qualità dei servizi per pazienti più fragili e che abitano in aree decentrate», dice Giacomo Termine. «Sarebbe importantissimo – prosegue – che le farmacie private aderissero all’accordo e avviassero la collaborazione con l’Asl, già sperimentata con successo in altri settori, ad esempio i servizi Cup. Il mio auspicio è che si possa rapidamente arrivare anche a Grosseto, che ha fatto da apripista, all’estensione dell’accordo già in essere con le farmacie pubbliche. Un ruolo importante in questo percorso devono giocarlo i Comuni, sensibilizzando le farmacie private dei propri territori a procedere all’accordo. Invito pertanto i colleghi sindaci a avviare un confronto e un’azione comune nell’interesse dei cittadini, del loro benessere, e per la qualità dei servizi sanitari».
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