Il Tirreno

Grosseto

Parco utilizzato dai migranti come toilette

di Gabriele Baldanzi
Parco utilizzato dai migranti come toilette

Avevano organizzato una festa di compleanno poi degenerata: il sindaco chiede controlli

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RIBOLLA. Stavolta si è arrabbiato anche il sindaco, solitamente tranquillo e accogliente. «L’integrazione che vogliamo favorire sul nostro territorio – attacca Francesco Limatola, primo cittadino di Roccastrada – passa, prima di tutto, dal rispetto delle regole e della civile convivenza e non accettiamo comportamenti come quelli che si sono verificati a Ribolla, martedì, da parte di alcuni migranti in arrivo anche da altri comuni. Questo è quello che ho ribadito ai soggetti che gestiscono i centri di accoglienza di Ribolla e Castellaccia, subito dopo aver appreso quanto accaduto. Ho chiesto maggiori controlli e attenzione per tutelare la comunità e il patrimonio pubblico».

Ma cosa è successo martedì pomeriggio?

Una festa al parco giochi di Ribolla si è trasformata, in paese, nell’argomento del giorno. Nella zona del campo sportivo qualche decina di ragazzi, tutti richiedenti asilo, si sono ritrovati per festeggiare il compleanno di un’amica, anche lei migrante.

Una situazione normale, che poi però è degenerata. Il parchetto è stato usato come una toilette a cielo aperto, ci sono state urla, minacce, insomma un brutto spettacolo. E da qui ne è scaturita una polemica, prima sui social e poi in ambito politico.

«I responsabili degli atti nel parco di Ribolla – prosegue Limatola – saranno individuati con la collaborazione di coloro che gestiscono le strutture di accoglienza e nei loro confronti saranno assunti dei provvedimenti per far comprendere che il rispetto delle regole è il primo elemento per integrarsi nel territorio che li ha accolti».

E proprio questa vicenda, insieme alla volontà di Roccastrada di aderire allo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, sostenuto dal Ministero dell’Interno, sarà al centro di un doppio incontro convocato a Ribolla per giovedì 2 novembre e a Roccastrada martedì 7 novembre, entrambi alle 21.

«Ho appreso quanto accaduto dal consigliere comunale Antonio Senserini e da alcuni cittadini presenti – continua Limatola – e poi ho verificato i fatti con i carabinieri e con i soggetti gestori dei due centri di accoglienza. Stamattina (ieri) e ho parlato con la Prefettura. Ciò che è avvenuto non deve più ripetersi».

«Anche alla luce di questi fatti, che confermano posizioni già assunte da questa amministrazione comunale – sono ancora parole del primo cittadino di Roccastrada – diventa ancora più urgente ridurre il numero di migranti sul nostro territorio, per garantire una loro gestione più puntuale e tranquilla. Per questo motivo abbiamo chiesto di aderire allo Sprar, che prevede l’assegnazione in base al numero degli abitanti e, soprattutto, consente una gestione diretta da parte dei Comuni e un’integrazione reale attraverso percorsi specifici e il coinvolgimento in progetti di pubblica utilità». Ma Limatola vorrebbe anche arginare la speculazione da parte di qualche soggetto che, in alcune parti d’Italia, è più al business dell’immigrazione che a una gestione competente e professionale.

Sui fatti del parco è intervenuta anche la Lega Nord. «A quanto pare – si legge nella nota del Carroccio – il parco giochi è divento off limits per i naturali utilizzatori, i bambini, in quanto occupato per un intero pomeriggio da bivacchi di presunti profughi. Poi è stato lasciato sporco di escrementi e preservativi». Tiziano Rombai, della segreteria provinciale della Lega Nord, si definisce preoccupato e si domanda chi controlla queste persone: «Visto anche l’incidente stradale di pochi giorni fa, forse ci deve scappare il morto o uno stupro?»”.



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