La manifestazione
Muore a caccia ucciso da un malore
di Francesca Gori
Massimo Pallari aveva 56 anni: era su un capanno all’altezza di 5 metri quando si è sentito male, inutili i soccorsi
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MONTIANO. Il mercoledì è giorno di caccia e Massimo Pallari, 57 anni di Granaione nel comune di Campagnatico, non si è voluto perdere la possibilità di passare una mattinata con il fucile in mano. Gli ingredienti perché fosse un giorno speciale c’erano tutti: il sole, la passione per la doppietta e la presenza di suo figlio e di un amico.
L’uomo è arrivato nei boschi di Montiano, quelli che si trovano davanti al cimitero del paese e si è messo ad aspettare il passaggio dei colombacci. È salito su un capanno a un’altezza di cinque metri da terra. La giornata prometteva bene: l’uomo era con suo figlio, con il quale condivideva quella grande passione per la caccia quando è successo qualcosa. Si è sentito male e si è accasciato in cima a quel capanno sul quale era salito.
Il ragazzo ha capito subito che la situazione era grave e ha dato l’allarme al 118. Una squadra di soccorritori è arrivata immediatamente nel bosco, ma per tentare di rianimare l’uomo hanno dovuto attendere l’arrivo dei vigili del fuoco che li aiutassero a tirare giù Pallari da quell’albero. A Montiano è atterrato anche Pegaso che però, purtroppo, è dovuto ripartire vuoto.
L’uomo è stato ucciso da un malore. A niente sono serviti i tentativi di rianimazione dei sanitari del 118.
Pallari è morto sotto gli occhi disperati di suo figlio che ha visto suo padre andarsene così, in una giornata d’ottobre baciata da un sole quasi primaverile, mentre si dedicava alla sua grandissima passione, la caccia.
A Montiano sono arrivati anche i carabinieri della compagnia di Orbetello che hanno ascoltato le persone che erano con il cinquantaseienne. La salma dell’uomo è stata portata all’obitorio dell’ospedale Misericordia: il magistrato non ha disposto l’autopsia. L’uomo aveva avuto qualche problema di salute ma nulla che facesse pensare a un epilogo così tragico. Lavorava alla cava Perna Palazzesi alle Trasubbie e aveva un podere a Granaione, dove viveva da sempre con la sua famiglia. Innamoratissimo di suo figlio, al quale aveva trasmesso la passione della caccia, Pallari era conosciuto e ben voluto da tutta la comunità. Una persona per bene, lo ricorda chi lo aveva conosciuto, un uomo con il sorriso sulle labbra e con quella grande passione che lo ha accompagnato fino all’ultimo istante della sua vita.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’uomo è arrivato nei boschi di Montiano, quelli che si trovano davanti al cimitero del paese e si è messo ad aspettare il passaggio dei colombacci. È salito su un capanno a un’altezza di cinque metri da terra. La giornata prometteva bene: l’uomo era con suo figlio, con il quale condivideva quella grande passione per la caccia quando è successo qualcosa. Si è sentito male e si è accasciato in cima a quel capanno sul quale era salito.
Il ragazzo ha capito subito che la situazione era grave e ha dato l’allarme al 118. Una squadra di soccorritori è arrivata immediatamente nel bosco, ma per tentare di rianimare l’uomo hanno dovuto attendere l’arrivo dei vigili del fuoco che li aiutassero a tirare giù Pallari da quell’albero. A Montiano è atterrato anche Pegaso che però, purtroppo, è dovuto ripartire vuoto.
L’uomo è stato ucciso da un malore. A niente sono serviti i tentativi di rianimazione dei sanitari del 118.
Pallari è morto sotto gli occhi disperati di suo figlio che ha visto suo padre andarsene così, in una giornata d’ottobre baciata da un sole quasi primaverile, mentre si dedicava alla sua grandissima passione, la caccia.
A Montiano sono arrivati anche i carabinieri della compagnia di Orbetello che hanno ascoltato le persone che erano con il cinquantaseienne. La salma dell’uomo è stata portata all’obitorio dell’ospedale Misericordia: il magistrato non ha disposto l’autopsia. L’uomo aveva avuto qualche problema di salute ma nulla che facesse pensare a un epilogo così tragico. Lavorava alla cava Perna Palazzesi alle Trasubbie e aveva un podere a Granaione, dove viveva da sempre con la sua famiglia. Innamoratissimo di suo figlio, al quale aveva trasmesso la passione della caccia, Pallari era conosciuto e ben voluto da tutta la comunità. Una persona per bene, lo ricorda chi lo aveva conosciuto, un uomo con il sorriso sulle labbra e con quella grande passione che lo ha accompagnato fino all’ultimo istante della sua vita.
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