Il dolore
Lupi e ibridi vivono nello stesso branco
di Gabriele Baldanzi
Primi risultati del progetto Life Medwolf: mappati 15 nuclei riproduttivi tra Maremma, Colline Metallifere e Amiata
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GROSSETO . Il progetto Life Medwolf sta per chiudersi e ieri, a palazzo Aldobrandeschi, a Grosseto, sono stati presentati dal team guidato da Valeria Salvatori i dati preliminari sulla presenza e sulla distribuzione del lupo tra Colline Metallifere, Amiata e pianura maremmana. Si tratta di un’indagine cominciata a marzo e conclusa a settembre, che tira le somme di anni di monitoraggi e approfondimenti finalizzati a trovare un equilibrio tra la conservazione della specie e le attività dell’uomo. Salvatori è la coordinatrice dei progetti Life Ibriwolf e Medwolf ed è una biologa della conservazione che da tempo ricopre anche l’incarico di segretario generale dell’Istituto di Ecologia Applicata (Iea). Da anni, sul lupo, si registrano prese di posizione, polemiche tra associazioni, interventi di allevatori e animalisti che dipingono scenari non sempre esatti.
Le tecniche. Le tecniche d’indagine utilizzate per le rilevazioni sono state tre: la raccolta di escrementi per le analisi genetiche, l’utilizzo di trappole fotografiche e la tecnica dell’ululato indotto. Le attività di campo hanno interessato una porzione significativa del territorio, selezionata sulla base di un modello di idoneità per la specie, realizzato nel 2014 nell’ambito dello stesso progetto.
La mappa. In particolare sono stati individuati tre settori distinti: il nord della provincia, la parte centro-meridionale e l’Amiata. I risultati ottenuti hanno evidenziato la presenza continua e stabile del lupo su tutto il territorio monitorato e la distribuzione dei branchi locali lascia presupporre che la specie abbia occupato tutto il territorio idoneo disponibile.
Quanti sono. Sono stati mappati, infatti, quindici nuclei riproduttivi e in altre quattro aree è stata registrata la presenza stabile di almeno due o più individui; quarantasei i predatori individuati solo nel periodo maggio-giugno 2017. Il lupo, insomma, risulta presente quasi ovunque e saranno necessarie per questo ulteriori verifiche per una corretta classificazione della situazione e per definire meglio la sua presenza su tutto il territorio provinciale.
L’identità genetica. L’analisi dei dati è ancora in corso e i numeri precisi verranno resi noti nel corso di un simposio conclusivo l’8 e il 9 novembre. Poi, una volta esaminati i campioni biologici raccolti, si potrà definire meglio l’identità genetica degli animali, per stimare l’eventuale presenza di individui ibridi. «Allo stato attuale, sulla base degli avvistamenti e dei risultati del fototrappolaggio – conclude la Salvatori – possiamo affermare che sono stati rilevati alcuni animali che presentano caratteristiche riconducibili all’ibridazione, a volte imbrancati con lupi».
Le tecniche. Le tecniche d’indagine utilizzate per le rilevazioni sono state tre: la raccolta di escrementi per le analisi genetiche, l’utilizzo di trappole fotografiche e la tecnica dell’ululato indotto. Le attività di campo hanno interessato una porzione significativa del territorio, selezionata sulla base di un modello di idoneità per la specie, realizzato nel 2014 nell’ambito dello stesso progetto.
La mappa. In particolare sono stati individuati tre settori distinti: il nord della provincia, la parte centro-meridionale e l’Amiata. I risultati ottenuti hanno evidenziato la presenza continua e stabile del lupo su tutto il territorio monitorato e la distribuzione dei branchi locali lascia presupporre che la specie abbia occupato tutto il territorio idoneo disponibile.
Quanti sono. Sono stati mappati, infatti, quindici nuclei riproduttivi e in altre quattro aree è stata registrata la presenza stabile di almeno due o più individui; quarantasei i predatori individuati solo nel periodo maggio-giugno 2017. Il lupo, insomma, risulta presente quasi ovunque e saranno necessarie per questo ulteriori verifiche per una corretta classificazione della situazione e per definire meglio la sua presenza su tutto il territorio provinciale.
L’identità genetica. L’analisi dei dati è ancora in corso e i numeri precisi verranno resi noti nel corso di un simposio conclusivo l’8 e il 9 novembre. Poi, una volta esaminati i campioni biologici raccolti, si potrà definire meglio l’identità genetica degli animali, per stimare l’eventuale presenza di individui ibridi. «Allo stato attuale, sulla base degli avvistamenti e dei risultati del fototrappolaggio – conclude la Salvatori – possiamo affermare che sono stati rilevati alcuni animali che presentano caratteristiche riconducibili all’ibridazione, a volte imbrancati con lupi».
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