A 92 anni mette in fuga giovane ladra
di Elisabetta Giorgi
Anziano passeggia col chihuahua. Una ragazza prova a rubargli una catena con una mossa seduttiva, ma lui non ci casca
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FOLLONICA. Giovane, spagnola, incinta (così dice). Tenta l’arma della seduzione e prova a derubare un signore a passeggio col chihuahua ma lui – che ha 92 anni – non ci casca e la mette in fuga.
«La tipa ha tentato di fregarmi ma mica ci è riuscita», racconta vittorioso l’anziano, classe 1925, che ieri ha subìto un approccio sensuale finalizzato al furto di una catenina dal collo. La ragazza gliel’aveva sfilata con uno stratagemma ma lui se n’è accorto subito, ha agguantato la giovane per la maglietta e ha ripreso il maltolto. Un tentato furto con destrezza raccontato da lui stesso, l’arzillo signore, ex insegnante in pensione che baciato da un intuito e riflessi formidabili ha fiutato l’inganno e l’ha sventato.
Follonica, pieno giorno, sono le 12,45. L’anziano ha origini umbre: arriva da uno dei borghi più belli sulle sponde del lago. Ha casa a Follonica.
Cos’è successo? «In poche parole – racconta lui - esco di casa col mio adorato chihuahua da cui non mi separo mai, come se fosse il mio alter ego. Scendiamo lì sotto per farci una passeggiata e io mi metto a sedere su una panchina in piazza Marinai d’Italia che costeggia via Matteotti: tengo lui al guinzaglio. A un certo punto arriva una ragazza».
È una sedicente 21enne che, dicendo di essere «in stato interessante e avere origini spagnole», con una scusa lo avvicina. «Mi chiede informazioni: in pratica vuole che io le scriva su un foglio il nome della via in cui siamo, ma per farlo mi chiede di spostarmi su un’altra panchina, laterale e più isolata di quella in cui siedo, perché io possa scrivere bene usufruendo dell’ombra». Una zona evidentemente fuori da occhi indiscreti. Pur tra qualche titubanza, l’anziano si sposta. «E scrivo sul taccuino: “via Matteotti”. La ragazza mi racconta del suo stato interessante e mi ringrazia per la gentilezza». In che modo? Prima a parole («Grazie»). Poi «mi bacia sulla guancia sinistra e su quella destra. Per la precisione ripete il gesto tre volte a guancia: 3 bacetti a sinistra e 3 bacetti a destra, alternati. Una pratica inusuale direi. A me, che me ne sto seduto col chihuahua, pare strana. Oltretutto, dandomi i bacetti, lei mi carezza il collo».
Allarme rosso.
«Che diamine – racconta il pensionato – Io ho 92 anni e lei 21. Insomma: può essere mia nipote. Mi metto a collegare: i bacini alternati, il lungo tempo per darmeli, la carezza. A quel punto vado a tastarmi il collo per sentire se c’è ancora la catenina e in effetti è sparita. Guardate, è proprio un’arte!», racconta l’anziano concitato.
Parte una reazione istintiva: «aggancio la tipa per il pullover e cerco di farmi restituire tutto subito». Lei che non si aspetta nulla del genere prova a fuggire e divincolarsi. «Io la traggo verso di me ingiungendole con grinta la restituzione della catenina. La giovane prova a indicarmi il guinzaglio del cane facendomi credere che è quella, la catena…. Ma figuriamoci».
Mette pure di mezzo il cane. Antonio insiste: «Guarda che la catena ce l’hai tu in mano». Sul terrazzo di un palazzo di fronte un ragazzo vede tutto e chiama i carabinieri. Scene surreali.
Passa un ciclista. «Io lo chiamo e lui si avvicina a me per aiutarmi, guarda con severità la ragazza che si sente ormai perduta. Lei tenta un’ultima volta di ingannarmi facendo finta che la catena sia caduta a terra e fruga tra le foglie. È lì che mi riprendo la collana, mollo il pullover e lei scappa». Tutto finisce qui, il furto non va in porto. E lui sporge denuncia ai carabinieri di Follonica, che fanno un plauso al pensionato per l’eccezionale prontezza di riflessi.
La catena ha un enorme valore affettivo per l’anziano. «Mi fu regalata da mia moglie per il mio compleanno nel 1967. Pensi lei: abbiamo fatto 66 anni di matrimonio e si figuri se me la faccio rubare ora».
«La tipa ha tentato di fregarmi ma mica ci è riuscita», racconta vittorioso l’anziano, classe 1925, che ieri ha subìto un approccio sensuale finalizzato al furto di una catenina dal collo. La ragazza gliel’aveva sfilata con uno stratagemma ma lui se n’è accorto subito, ha agguantato la giovane per la maglietta e ha ripreso il maltolto. Un tentato furto con destrezza raccontato da lui stesso, l’arzillo signore, ex insegnante in pensione che baciato da un intuito e riflessi formidabili ha fiutato l’inganno e l’ha sventato.
Follonica, pieno giorno, sono le 12,45. L’anziano ha origini umbre: arriva da uno dei borghi più belli sulle sponde del lago. Ha casa a Follonica.
Cos’è successo? «In poche parole – racconta lui - esco di casa col mio adorato chihuahua da cui non mi separo mai, come se fosse il mio alter ego. Scendiamo lì sotto per farci una passeggiata e io mi metto a sedere su una panchina in piazza Marinai d’Italia che costeggia via Matteotti: tengo lui al guinzaglio. A un certo punto arriva una ragazza».
È una sedicente 21enne che, dicendo di essere «in stato interessante e avere origini spagnole», con una scusa lo avvicina. «Mi chiede informazioni: in pratica vuole che io le scriva su un foglio il nome della via in cui siamo, ma per farlo mi chiede di spostarmi su un’altra panchina, laterale e più isolata di quella in cui siedo, perché io possa scrivere bene usufruendo dell’ombra». Una zona evidentemente fuori da occhi indiscreti. Pur tra qualche titubanza, l’anziano si sposta. «E scrivo sul taccuino: “via Matteotti”. La ragazza mi racconta del suo stato interessante e mi ringrazia per la gentilezza». In che modo? Prima a parole («Grazie»). Poi «mi bacia sulla guancia sinistra e su quella destra. Per la precisione ripete il gesto tre volte a guancia: 3 bacetti a sinistra e 3 bacetti a destra, alternati. Una pratica inusuale direi. A me, che me ne sto seduto col chihuahua, pare strana. Oltretutto, dandomi i bacetti, lei mi carezza il collo».
Allarme rosso.
«Che diamine – racconta il pensionato – Io ho 92 anni e lei 21. Insomma: può essere mia nipote. Mi metto a collegare: i bacini alternati, il lungo tempo per darmeli, la carezza. A quel punto vado a tastarmi il collo per sentire se c’è ancora la catenina e in effetti è sparita. Guardate, è proprio un’arte!», racconta l’anziano concitato.
Parte una reazione istintiva: «aggancio la tipa per il pullover e cerco di farmi restituire tutto subito». Lei che non si aspetta nulla del genere prova a fuggire e divincolarsi. «Io la traggo verso di me ingiungendole con grinta la restituzione della catenina. La giovane prova a indicarmi il guinzaglio del cane facendomi credere che è quella, la catena…. Ma figuriamoci».
Mette pure di mezzo il cane. Antonio insiste: «Guarda che la catena ce l’hai tu in mano». Sul terrazzo di un palazzo di fronte un ragazzo vede tutto e chiama i carabinieri. Scene surreali.
Passa un ciclista. «Io lo chiamo e lui si avvicina a me per aiutarmi, guarda con severità la ragazza che si sente ormai perduta. Lei tenta un’ultima volta di ingannarmi facendo finta che la catena sia caduta a terra e fruga tra le foglie. È lì che mi riprendo la collana, mollo il pullover e lei scappa». Tutto finisce qui, il furto non va in porto. E lui sporge denuncia ai carabinieri di Follonica, che fanno un plauso al pensionato per l’eccezionale prontezza di riflessi.
La catena ha un enorme valore affettivo per l’anziano. «Mi fu regalata da mia moglie per il mio compleanno nel 1967. Pensi lei: abbiamo fatto 66 anni di matrimonio e si figuri se me la faccio rubare ora».
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