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Grosseto

Via alla demolizione della “casa rossa”

Via alla demolizione della “casa rossa”

L’immobile era stato al centro di varie interrogazioni: alcune parti sarebbero state non conformi

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MASSA MARITTIMA. È in via di demolizione la cosiddetta “casa rossa” di Ghirlanda, l’edificio che più volte era divenuto argomento delle interrogazioni presentate dal consigliere Gabriele Galeotti. I lavori sono partiti ieri mattina: alla base dell’ordinanza ci sarebbe una violazione delle leggi urbanistiche. Quella ad opera nell’ex podere Gussoni – costituito da un immobile principale, alcuni annessi, un fienile, un capannone ed altri edifici adiacenti – doveva essere una ristrutturazione edilizia ed urbanistica con ampliamento volumetrico.

La prima concessione edilizia era arrivata nel 2003: lì era previsto l’abbattimento di volumi esistenti e l’ampliamento del complesso. Nel 2009, con la fine dei lavori, era stata presentata una parziale agibilità, senza però aver effettuato la demolizione della casa, con una conseguente differenza tra i metri cubi effettivi e quelli del progetto approvato. Nel 2010 viene rilasciato nuovamente un permesso per la ristrutturazione della Casa Rossa ma anche questa volta i lavori non vengono eseguiti. Non solo: in seguito a delle misurazioni è risultato che la distanza tra il vecchio fabbricato e il nuovo complesso residenziale risultava essere di circa 3 metri. Inferiore quindi alla distanza minima tra edificio ed edificio di 10 metri. «Il lotto in questione è stato spesso argomento di interrogazioni da parte mia – ha detto Galeotti – perché i lavori a mio parere non sono stati eseguiti in modo legittimo: prima di costruire il nuovo fabbricato avrebbero dovuto demolire tutto invece la casa rossa è rimasta in pedi con la conseguenza di un esubero di volumi».

Il nuovo fabbricato è stato diviso in appartamenti venduti a privati e alcuni sono di proprietà di un ex responsabile dell’ufficio Urbanistica. La cosiddetta ristrutturazione edilizia, oggi non più attuabile, permetteva di demolire le volumetrie di uno stesso lotto per edificare delle strutture più funzionali: è questo il caso del lotto del podere Gussoni dove però, fino a ieri mattina, non erano ancora state demolite parte delle strutture. «Forse si sono dimenticati di demolirlo? – ha commentato Galeotti – nessuno ci ha messo il naso fino a che non me ne sono occupato io trovando delle illegittimità di fondo perché in pratica quello era un volume fantasma». Ci sarebbe poi anche il problema eternit: «ce ne sono ancora molte porzioni ma sicuramente chi di dovere se ne sarà occupato» ha concluso il consigliere. (g.s.)

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