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Grosseto

il progetto di filiera 

Nocciole e Loacker un’opportunità per il territorio

Nocciole e Loacker un’opportunità per il territorio

GROSSETO. La Maremma potrebbe essere, presto, non solo vigne, oliveti, grano e girasoli, ma anche nocciole. La Loacker, azienda dolciaria altoatesina, dal 2011 ha investito in Maremma, a Fonteblanda...

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GROSSETO. La Maremma potrebbe essere, presto, non solo vigne, oliveti, grano e girasoli, ma anche nocciole. La Loacker, azienda dolciaria altoatesina, dal 2011 ha investito in Maremma, a Fonteblanda prima e a Roccastrada poi, acquistando due tenute, Corte Migliorina e Collelungo, proprio per avviare, qui, un progetto per la coltivazione di nocciole di qualità, finalizzato a coprire il suo fabbisogno.

Nasce da qui l’incontro che ha visto, ieri, riuniti all’Hotel Granduca, numerosi agricoltori che potrebbero essere interessati a sottoscrivere con Loacker un contratto di filiera e a partecipare, insieme a Loacker, a un bando della Regione Toscana per un progetto integrato di filiera che permetterebbe di accompagnare gli investimenti necessari per gli impianti – si parla di 7.200-7.300 euro a ettaro – con finanziamenti importanti. Loacker punta a coltivare direttamente, circa 600 ettari di noccioleti, ma l’obiettivo è arrivare, in Toscana, a circa 2.800 ettari. Attualmente l’azienda ha, a disposizione circa 400 ettari propri, mentre già quaranta aziende hanno aderito al pif portando in dote altri 400 ettari. Ma c’è ancora spazio, e non poco, dal momento che l’obiettivo di Loacker è arrivare a circa 2.800 ettari per coprire il proprio fabbisogno.

«Abbiamo visto che è uscito un pif – ha spiegato Wanda Hager, responsabile del settore agricolo dell’azienda Loacker – e abbiamo pensato di spronare gli agricoltori anche con un incentivo anche economico-finanziario». Per il resto Loacker ci mette consulenze, servizi e l’impegno a ritirare il prodotto a un prezzo minio garantito, sotto il quale non si potrà scendere, oltre a un premio per la qualità del prodotto. Un progetto di filiera che anche il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Luca Sani, ha giudicato particolarmente interessante, un’opportunità per il territorio: «È un’occasione di sviluppo da cogliere al volo per il nostro territorio nel solco già tracciato della produzione agroalimentare di qualità».

«È un progetto – dice ancora Hager – che, a regime, dovrebbe portare occupazione in agricoltura, ma anche per tutto l’indotto. Noi stessi stiamo utilizzando imprese locali che ci stanno aiutando nei lavori nelle due aziende, stiamo lavorando con il Consorzio agrario, che fra l’altro parteciperà al pif come centro di stoccaggio, pulizia ed essiccazione, e poi c’è la manodopera occasionale e posti di lavoro che aumenteranno con l’aumento degli ettari coltivati».

Enrico Pizzi

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