Il Tirreno

Grosseto

L’inceneritore potrà ripartire con la NewCo di Periccioli

di Alfredo Faetti
L’inceneritore potrà ripartire con la NewCo di Periccioli

L’amministratore delegato è il presidente di Scarlino Energia: ancora però non c’è il piano industriale. Si chiama Ambiente Toscana e fanno parte della compagine aziende che si occupano del ciclo dei rifiuti

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SCARLINO. Ad oggi è una scatola che deve essere riempita. Non c’è ancora un piano industriale e il capitale sociale ammonta a 50.000 euro: tanto ha dichiarato Ambiente Toscana nel momento in cui si è registrata alla Camera di Commercio di Firenze.

La newco pronta – almeno così dicono i suoi protagonisti – a rilevare le quote Sta, divenendo così il primo azionista di Sei, è composta da quattro aziende specializzate nel trattamento dei rifiuti, che possono ridisegnare in tutta l’area vasta i ruoli di ditte e società che orbitano attorno al gestore unico. Maremma compresa, dove le carte in tavola possono cambiare le sorti, tra le tante, dell’inceneritore di Scarlino.

Una prospettiva ben incisa nell’oggetto sociale con cui Ambiente Toscana si è costituita.

La società ha infatti per oggetto diverse attività, tra cui «l’acquisizione, la realizzazione e la gestione di impianti di smaltimento e riciclaggio di rifiuti e sottoprodotti, industriali, agricoli e civili, anche allo scopo di produrre energia». Non solo: ha inoltre la possibilità di gestire e condurre «complessi industriali» e «stabilimenti» capaci di svolgere svariate attività, tra cui «la vendita di energia elettrica, con le dovute autorizzazioni, utilizzando biomasse, biogas e rifiuti solidi urbani». Descrizione che calza a pennello per l’inceneritore del Casone, a cui manca uno studio approfondito da parte della Regione Toscana e di diversi ammodernamenti all’impianto, fissati dal Tar come prescrizioni. Svolti questi passaggi, poi, a Scarlino Energia, società al comando dell’inceneritore, mancherebbe solo di rimettere in sesto i bilanci, gravati dai debiti accumulati con i creditori. Ed è qui che la newco può giocare un ruolo decisivo, visto non solo che l’amministratore unico è anche il presidente di Scarlino Energia, Moreno Periccioli, ma anche perché Sta, il socio privato fiorentino a cui Ambiente Toscana vuole subentrare, detiene anche quote della stessa Scarlino Energia.

Così, con una serie di passaggi di mano tra società private, l’inceneritore del Casone potrebbe avere nuova linfa per riaccendere i forni, contando poi che tra le società che compongono la newco c’è la Montello spa, società bergamasca, produttrice del “css”, “combustibile solido secondario”, ossia gli scarti eterogenei degli imballaggi da immettere nel ciclo della produzione energetica. Ossia negli inceneritori.

Le altre tre società, poi, sono l’emiliana Coopservice (pulizia e sanificazione degli ambienti ma anche raccolta e smaltimento rifiuti speciali), la Splendorini Molini Ecopartner srl (trasforma in energia gli scarti dell’industria agro-alimentare) e la Protosc srl di Pontassieve. Insomma, le carte in tavola, quando e se arriverà un piano industriale, possono cambiare gli assetti odierni. Certo è che i Comuni della zona, da Scarlino a Follonica arrivando fino a quelli limitrofi, da mesi chiedono di tener alta l’attenzione perché Sei (partecipata in parte pubblica) non entri nella compagine di Scarlino Energia.

Nello scenario paventato di cui sopra, però, non sarebbe l’ingresso della partecipata a cambiare gli assetti, ma della newco che si candida come sua azionista maggioritario. Ma l’inceneritore di Scarlino è solo una delle novità negli assetti che può portare Ambiente Toscana, dato che prevede tra le sue funzioni «la progettazione, la realizzazione di impianti per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e non».

Ha la possibilità, insomma, di mettere mano in tutti gli impianti già presenti nell’area vasta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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