Il Tirreno

Grosseto

Per 25 euro vigili urbani all’opera in veste privata

di Alfredo Faetti
Luciano Mattarelli
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Luciano Mattarelli

Una nuova norma prevede che attività commerciali possano ingaggiare agenti della polizia Municipale per la sorveglianza notturna

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GROSSETO. Venticinque euro a testa ed ecco una sorveglianza attiva sia durante la sera che la notte. Non una vigilanza privata, ma sempre legata a luoghi d’interesse pubblico, benché gli straordinari alla polizia municipale, in questo caso, li pagherebbero ristoranti, locali e attività commerciali di vario genere.

Lo prevede la legge del resto, grazie a una modifica al codice della strada arrivata il febbraio scorso e già inserita nella Gazzetta Ufficiale, secondo cui agli «obiettivi per l’incremento dei servizi di controllo del territorio – si legge nel testo dell’atto – possono concorrere, sotto il profilo del sostegno strumentale, finanziario e logistico» anche «soggetti privati».

Un’opportunità, oltre che uno strumento, da non lasciarsi sfuggire secondo l’Anvu (associazione professionale polizia locale d’Italia), che attraverso il suo portavoce nazionale Luciano Mattarelli ha già avanzato l’idea all’amministrazione di Grosseto. «Niente di nuovo, lo abbiamo già visto in altre zone del Paese», spiega Mattarelli.

Sono le ore buie le peggiori per i commercianti e i titolari delle attività non solo del centro ma anche delle periferie. Ore in cui il servizio di vigilanza cala notevolmente, data la difficoltà nel reperire le risorse necessarie per allargare gli orari della municipale.

Ecco allora che può essere di aiuto un sistema già visto in altre città italiane, tra cui Roma e Milano. «A Roma, quando ci sono le sfilate di Fendi, la casa di moda versa un contribuito al comando della municipale di via del Corso, che non interviene per vigilanza privata, ma si occupa sempre del controllo nella zona pubblica», spiega Mattarelli, che già aveva scoperto questo metodo quand’era carabiniere a Piacenza. Un sistema, garantisce, valido e che porta dei risultati, sancito oggi anche da un decreto divenuto legge.

«Nel decreto si va oltre, prevedendo di poter versare dei contributi alla polizia locale, garantendo servizi notturni su un territorio più ampio», continua il portavoce Anvu, arrivando così alla sua proposta per Grosseto.

«Calcolando un contributo una tantum da parte di ogni pubblico esercizio (bar, ristoranti, alberghi, negozi e così via) si avrebbe la cifra per fare una o due pattuglie nel turno 1-7 – spiega –. Se il personale del corpo di Grosseto non fosse sufficiente, ovvero aderissero in pochi a questo servizio specifico, svolto oltre l’ordinario servizio, si potrebbe ricorrere anche a personale di altri comandi della provincia».

Ma quanto sarebbe questa «una tantum»? «Beh, con 25 euro a fondo perduto concessi da ogni attività riusciremmo ad avere una o due pattuglie attive per tutto l’anno – spiega Mattarelli – Quante saranno le attività a Grosseto? Cinquemila? Allora forse basta una quota anche inferiore. L’Ascom potrebbe attivarsi con il Comune per pensare a un metodo simile».

Metodo che andrebbe a collegarsi, secondo l’esponente Anvu, con le altre forze di polizia. «Se dividiamo il territorio in diverse fasce, da Alberse a Braccagni – immagina Mattarelli – potremmo assegnarne ciascuna a una diversa forza di polizia: carabinieri, polizia di Stato e polizia municipale, con quest’ultima che si andrebbe a coordinare direttamente con la Questura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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