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Non versò i contributi all’Inps: assolto

Non versò i contributi all’Inps: assolto

Il difensore: «Aveva comunque pagato tutti gli stipendi». La ditta era in difficoltà per fatture non saldate

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CAPALBIO. La ditta aveva lavorato, e bene, a lungo, nel campo dell’edilizia. Poi si era trovata in difficoltà. «Aveva però pagato tutti gli stipendi, tant’è che nessuno dei dipendenti ha fatto causa», ha sottolineato nell’arringa l’avvocato Francesco Paolo Giambrone. Gli stipendi sì ma i contributi previdenziali no: e per questo motivo - per quegli oltre 48.000 euro non versati all’Inps tra il 2007 e il 2009 - Emanuele Merra era finito sotto processo, in qualità di amministratore unico della M3 Costruzioni srl. Ma l’imprenditore, 59 anni, abitante a Bagheria (Palermo), è stato assolto perché il fatto non costituisce reato, pur se con la formula dubitativa del secondo comma.

Occorrerà attendere il deposito delle motivazioni, che avverrà entro un mese, per capire il ragionamento seguito dal giudice Giovanni Puliatti. Il fascicolo era stato aperto dalla Procura di via Monterosa dopo la segnalazione dell’Inps: Merra, titolare di una ditta con sede a Capalbio Scalo, non aveva pagato le ritenute previdenziali e assistenziali riferite al mese di settembre 2007 e al periodo compreso tra gennaio 2008 e aprile 2009, per un totale di 48.358 euro. «Non poteva pagare anche perché non era andato a buon fine un pagamento da oltre 700.000 mila euro», ha detto Giambrone. Era il 2008 e la committente, una ditta di Civitavecchia con la quale la M3 aveva costituito un’associazione di impresa, non aveva saldato due fatture per un lavoro eseguito a Roma. Erano mancati quei soldi e Merra si era trovato in difficoltà. Di questa vicenda, che aveva avuto anche risvolti giudiziari diversi, il titolare aveva riassunto i dati salienti in una comunicazione inviata nell’ottobre 2009 all’Inps, rispondendo alla diffida inviata pochi giorni prima dall’istituto. «Non ho pagato perché le fatture non sono state saldate». La comunicazione era finalizzata a ottenere la non punibilità della M3, anche perché all’altra ditta era stato conferito il mandato collettivo speciale con rappresentanza.

Le difficoltà si erano poi sommate ed era anche sopraggiunto il fallimento, ha ricordato Giambrone. Nel frattempo si è aggiunto il fascicolo penale, sfociato nel dibattimento in Tribunale. È stato sentito un solo testimone, il funzionario dell’Inps che ha confermato le pendenze, e poi il giudice ha invitato le parti a concludere. La viceprocuratrice onoraria Elena Bartalini si è detta convinta delle responsabilità di Merra e ha chiesto per lui comunque una pena minima, 1 mese di arresto 500 euro di multa. Il difensore ha invece fatto notare l’impossibilità al versamento di quanto dovuto. Il dottor Puliatti, accogliendo le osservazioni difensive, ha ritenuto prescritti i fatti del 2007 e non previsti come reato quelli del 2009, assolvendo per il resto Merra.

Pierluigi Sposato

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