Sicurezza
Lumache, lunghini e musica: è il cuore di Poggio Murella
di IVANA AGOSTINI
La storica Filarmonica e una sagra che ha compiuto 50 anni sono l’anima sociale di un piccolo borgo di Maremma
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Poggio Murella è una frazione del Comune di Manciano. Porta questo nome dal 1927, da quando il Comune decise di farne una vera e propria frazione dandole appunto il nome di Poggio Murella.
I poggiaioli, questo il nome degli abitanti, non sono certo numerosissimi ma il paese ha un forte legame con le sue tradizioni e con la storia.
Un paese nel quale sono presenti una chiesa, edificata a metà del XIX secolo per volere del possidente Giuseppe Zammarchi, il Palazzo Zammarchi, posto nella centrale piazza del Poggio e appartenuto a una ricca famiglia mancianese, e i Fontanili di Poggio Murella.
Al Poggio si trova anche un importante sito archeologico: il Castellum aquarum alle Murelle, grande cisterna a forma rettangolare con l’interno suddiviso in dieci navate con volte a botte. Nei dintorni del Castellum si possono trovare altri resti di epoca romana, tra cui una torre cilindrica.
Poggio Murella è però conosciuto anche come paese della musica, grazie alla sua storica Filarmonica Mascagni che nel tempo ha cresciuto fior di musicisti; e come paese della buona cucina, grazie a una sagra molto speciale, la Sagra della Lumaca Riganella. Due realtà inscindibili, che del piccolo borgo sono anima e sangue: la Filarmonica infatti organizza la sagra e l’incasso della sagra – oggi – è la fonte di sostentamento principale della Filarmonica Pietro Mascagni.
La Sagra della Lumaca Riganella proprio nel 2017 ha compiuto cinquant’anni. E con lei il Tirreno – che di anni ne compie 140 – vuole brindare, così come ha fatto il 6 settembre alla Cava di Roselle alla Festa dei Compleanni insieme con tante altre importanti realtà del territorio.
Della sagra, della sua storia, dei suoi inizi e della sua evoluzione parla Luciano Bischi, presidente della Filarmonica Mascagni, a sua volta un autentico pezzo di storia che quest’anno compie 133 anni dalla fondazione.
Presidente, quando è nata la Sagra della Lumaca Riganella?
«La Sagra della Lumaca è iniziata il 23 maggio 1967 per la festa di San Desiderio. La sua nascita è legata al caso, grazie ad alcuni paesani un po’ burloni che decisero di fare per scommessa questa festa».
Chi si prese l’onere di organizzarla?
«La società filarmonica Pietro Mascagni si incaricò di organizzare la sagra. Dal quel 1967 sono trascorsi cinquant’anni e la Filarmonica ancora oggi ne cura l’organizzazione con lo stesso spirito e lo stesso entusiasmo di allora».
Perché la scelta ricadde sulle lumache e non su un altro piatto tipico della zona?
«Semplicemente perché chi decise di dare inizio alla sagra era un amante delle lumache cucinate alla poggiaiola. E quindi la scelta ricadde su ciò che amavano mangiare di più».
Le lumache alla poggiaiola, per inciso, sono lumache accompagnate da un succulento sughetto, sulla cui ricetta però vige il più assoluto riserbo. Come in tutte le cose buone c’è un ingrediente segreto che non può essere svelato.
Le lumache venivano raccolte prima della sagra o comprate?
«Inizialmente le lumache venivano raccolte i giorni precedenti la sagra nelle campagne intorno a Poggio Murella. Da qualche anno vengono comprate in allevamento».
La sagra si celebra da mezzo secolo sempre nello stesso posto in cui è nata?
«Inizialmente veniva fatta nella piazza del paese, per la sede del bar venivano montate strutture provvisorie rivestite con scopi e ginestre, e altre adibite a uso cucina. I tavoli per mangiare venivano montati sempre nella piazza dove c’era anche un intrattenimento musicale e chi veniva poteva anche ballare. Negli ultimi anni la festa, anche per un aumento sempre maggiore di presenze, si è spostata all’interno dell’area attrezzata, dove sono state costruite una cucina a norma donata dal Comune di Manciano durante il mandato del sindaco Rossano Galli e una struttura in legno donata dalla ex Banca di Credito Cooperativo di Saturnia del presidente Enrico Petrucci. Negli anni l’area della sagra è stata migliorata dalle due associazioni del paese , Filarmonica e Proloco».
Chi cucina nei giorni della grande festa?
«Tutti i prodotti serviti durante la festa sono cucinati dalle eccellenti cuoche del paese. Oltre alla lumaca un piatto tipico della nostra tradizione sono i lunghini, un tipo di pasta, tutti rigorosamente tagliati a mano. Cucinare le lumache richiede molto tempo dato che prima della cottura vengono lavate una a una e poi cucinate»
In genere è un gruppo di uomini a occuparsi della pulizia delle lumache lavandole sotto l’acqua corrente, una a una, controllandole prima di lessarle in grossi pentoloni e poi cucinarle col famoso sughetto poggiaiolo.
Abbiamo scoperto quindi che oltre alle lumache ci sono i lunghini. Quale altro piatto servite agli ospiti della sagra?
«Oltre alle lumache vengono serviti altri piatti tradizionali tra cui l’acquacotta e le grigliate di carne, tutto accompagnato dal buon vino del posto».
In quale periodo si svolge la sagra?
«Da qualche anno la festa è stata spostata al primo fine settimana di giugno. La nostra Sagra della Lumaca ha partecipato, per alcuni anni, anche alla manifestazione di Montecatini “Sagra delle sagre”. Come ogni evento paesano non si potrebbe svolgere se non ci fossero i volontari che prestano la loro opera, allestiscono le strutture, cucinano, servono ai tavoli».
Li ringraziamo?
«Un ringraziamento speciale deve andare a tutti i volontari del paese, grazie ai quali da cinquant’anni a questa parte, è possibile la buona riuscita di questa festa. Senza di loro nulla sarebbe possibile. Invitiamo tutti a venire alla nostra sagra. A chi già la conosce a tornare, a chi non è mai venuto a Poggio Murella a farlo. Non rimarrà deluso».
I poggiaioli, questo il nome degli abitanti, non sono certo numerosissimi ma il paese ha un forte legame con le sue tradizioni e con la storia.
Un paese nel quale sono presenti una chiesa, edificata a metà del XIX secolo per volere del possidente Giuseppe Zammarchi, il Palazzo Zammarchi, posto nella centrale piazza del Poggio e appartenuto a una ricca famiglia mancianese, e i Fontanili di Poggio Murella.
Al Poggio si trova anche un importante sito archeologico: il Castellum aquarum alle Murelle, grande cisterna a forma rettangolare con l’interno suddiviso in dieci navate con volte a botte. Nei dintorni del Castellum si possono trovare altri resti di epoca romana, tra cui una torre cilindrica.
Poggio Murella è però conosciuto anche come paese della musica, grazie alla sua storica Filarmonica Mascagni che nel tempo ha cresciuto fior di musicisti; e come paese della buona cucina, grazie a una sagra molto speciale, la Sagra della Lumaca Riganella. Due realtà inscindibili, che del piccolo borgo sono anima e sangue: la Filarmonica infatti organizza la sagra e l’incasso della sagra – oggi – è la fonte di sostentamento principale della Filarmonica Pietro Mascagni.
La Sagra della Lumaca Riganella proprio nel 2017 ha compiuto cinquant’anni. E con lei il Tirreno – che di anni ne compie 140 – vuole brindare, così come ha fatto il 6 settembre alla Cava di Roselle alla Festa dei Compleanni insieme con tante altre importanti realtà del territorio.
Della sagra, della sua storia, dei suoi inizi e della sua evoluzione parla Luciano Bischi, presidente della Filarmonica Mascagni, a sua volta un autentico pezzo di storia che quest’anno compie 133 anni dalla fondazione.
Presidente, quando è nata la Sagra della Lumaca Riganella?
«La Sagra della Lumaca è iniziata il 23 maggio 1967 per la festa di San Desiderio. La sua nascita è legata al caso, grazie ad alcuni paesani un po’ burloni che decisero di fare per scommessa questa festa».
Chi si prese l’onere di organizzarla?
«La società filarmonica Pietro Mascagni si incaricò di organizzare la sagra. Dal quel 1967 sono trascorsi cinquant’anni e la Filarmonica ancora oggi ne cura l’organizzazione con lo stesso spirito e lo stesso entusiasmo di allora».
Perché la scelta ricadde sulle lumache e non su un altro piatto tipico della zona?
«Semplicemente perché chi decise di dare inizio alla sagra era un amante delle lumache cucinate alla poggiaiola. E quindi la scelta ricadde su ciò che amavano mangiare di più».
Le lumache alla poggiaiola, per inciso, sono lumache accompagnate da un succulento sughetto, sulla cui ricetta però vige il più assoluto riserbo. Come in tutte le cose buone c’è un ingrediente segreto che non può essere svelato.
Le lumache venivano raccolte prima della sagra o comprate?
«Inizialmente le lumache venivano raccolte i giorni precedenti la sagra nelle campagne intorno a Poggio Murella. Da qualche anno vengono comprate in allevamento».
La sagra si celebra da mezzo secolo sempre nello stesso posto in cui è nata?
«Inizialmente veniva fatta nella piazza del paese, per la sede del bar venivano montate strutture provvisorie rivestite con scopi e ginestre, e altre adibite a uso cucina. I tavoli per mangiare venivano montati sempre nella piazza dove c’era anche un intrattenimento musicale e chi veniva poteva anche ballare. Negli ultimi anni la festa, anche per un aumento sempre maggiore di presenze, si è spostata all’interno dell’area attrezzata, dove sono state costruite una cucina a norma donata dal Comune di Manciano durante il mandato del sindaco Rossano Galli e una struttura in legno donata dalla ex Banca di Credito Cooperativo di Saturnia del presidente Enrico Petrucci. Negli anni l’area della sagra è stata migliorata dalle due associazioni del paese , Filarmonica e Proloco».
Chi cucina nei giorni della grande festa?
«Tutti i prodotti serviti durante la festa sono cucinati dalle eccellenti cuoche del paese. Oltre alla lumaca un piatto tipico della nostra tradizione sono i lunghini, un tipo di pasta, tutti rigorosamente tagliati a mano. Cucinare le lumache richiede molto tempo dato che prima della cottura vengono lavate una a una e poi cucinate»
In genere è un gruppo di uomini a occuparsi della pulizia delle lumache lavandole sotto l’acqua corrente, una a una, controllandole prima di lessarle in grossi pentoloni e poi cucinarle col famoso sughetto poggiaiolo.
Abbiamo scoperto quindi che oltre alle lumache ci sono i lunghini. Quale altro piatto servite agli ospiti della sagra?
«Oltre alle lumache vengono serviti altri piatti tradizionali tra cui l’acquacotta e le grigliate di carne, tutto accompagnato dal buon vino del posto».
In quale periodo si svolge la sagra?
«Da qualche anno la festa è stata spostata al primo fine settimana di giugno. La nostra Sagra della Lumaca ha partecipato, per alcuni anni, anche alla manifestazione di Montecatini “Sagra delle sagre”. Come ogni evento paesano non si potrebbe svolgere se non ci fossero i volontari che prestano la loro opera, allestiscono le strutture, cucinano, servono ai tavoli».
Li ringraziamo?
«Un ringraziamento speciale deve andare a tutti i volontari del paese, grazie ai quali da cinquant’anni a questa parte, è possibile la buona riuscita di questa festa. Senza di loro nulla sarebbe possibile. Invitiamo tutti a venire alla nostra sagra. A chi già la conosce a tornare, a chi non è mai venuto a Poggio Murella a farlo. Non rimarrà deluso».
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