Proteste
L’ultima serenata per il maestro Secondi
di Fiora Bonelli
Arcidosso dà l’addio al musicista che ha fondato la corale Verdi e ha avvicinato al pentagramma generazioni di studenti
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ARCIDOSSO. L’ultima serenata della corale Verdi al suo maestro e fondatore. Arcidosso in lutto dà l’addio all’amatissimo maestro Vito Secondi, scomparso dopo una malattia a 89 anni. «Un pezzo di storia arcidossina che ci lascia – commenta commosso il sindaco Jacopo Marini –. Tutta l’amministrazione si stringe a confortare il dolore della figlia Elisa e della famiglia. Caro Maestro, ci mancherà».
Il sindaco interpreta il sentire collettivo, perché il maestro Secondi ha costruito davvero un tassello importante della storia di Arcidosso nella seconda metà del Novecento, lasciando in eredità con l’amore per la musica anche uno spessore umano di alto profilo. La musica ha rappresentato per lui la vita. Nella veste di maestro e insegnante Secondi ha allevato centinaia di allievi e li ha formati sul pentagramma.
Uomo di grande cultura, si era diplomato al conservatorio di Firenze studiando con il maestro Dalla Piccola. È stato ottimo pianista e compositore infaticabile e per Arcidosso ha composto la celebre serenata del 1947, che è entrata a far parte come punta di diamante nel canzoniere arcidossino.
Ma Secondi non ha realizzato solo una serenata, perché sono centinaia gli spartiti di suoi pezzi fra musica classica e repertorio moderno che dimostrano quanto Secondi precorresse con la sua abilità e il suo talento, i tempi in fatto di cultura musicale: fra le tante spiccano le ballate da “Nostro tempo”, oppure “Pagliaccio” o “Rapsodia maremmana” e l’Ave Maria dedicata alla morte dell’amatissima moglie Maria per la quale, fino alla fine, ha continuato a suonare al piano “L’amore è una cosa meravigliosa”.
Il maestro è stato a lungo insegnante di musica nelle scuole professionali e superiori, compreso l’istituto magistrale Peri dove era amatissimo dai ragazzi alcuni dei quali, grazie alla sua guida, hanno imparato e continuato poi lo studio dello strumento.
Negli anni Sessanta ha diretto la banda di Arcidosso ed è stato pure il fondatore della corale Giuseppe Verdi che ha diretto dal 1982 al 1997.
«Quando il maestro Secondi decise di fondare la corale Verdi – rammenta l’assessore alla cultura di Arcidosso Adriano Crescenzi, che è anche un corista della Verdi e che è stato allievo di Secondi al magistrale – Arcidosso rispose alla grande e per far parte del coro si presentarono allora almeno ottanta persone. Una risposta di massa, direi, segno dell’amore di Arcidosso per la musica ma soprattutto segno della grande stima e fiducia di cui il maestro godeva. Il nostro coro era la sua passione e la sua vita. Obbedendo alla sua bacchetta, la corale Verdi ha conosciuto momenti emozionanti e di grande spessore culturale e ha messo radici nella nostra comunità visto che sono ormai 37 anni che continua la sua attività in maniera permanente».
Come maestro di musica della banda lo ricorda l’attuale presidente della Street band Carlo Morganti. «Una grande personalità – rammenta – che ci faceva crescere con la sua critica spesso incisiva e incalzante ma sempre costruttiva. È stato maestro della banda di Arcidosso dal 1960 al 1972. Me lo ricordo bene perché, formato da lui alla scuola professionale e allo strumento, uscii per la prima volta in banda nel 1961 quando Vito aveva cominciato appena da un anno. Secondi aveva composto, oltre che a brani musicali anche molte poesie, una raccolta che dipinge fra il serio e l’ironico la società arcidossina in vari momenti e situazioni e che varrebbe la pena di pubblicare».
Un artista, insomma, a tutto tondo, la cui scomparsa lascia dolore e nostalgia fra gli arcidossini. I funerali sono stati celebrati ieri nella chiesa di San Niccolò. Vi hanno partecipato la comunità e le istituzioni e sono stati accompagnati dalla voce della corale Verdi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il sindaco interpreta il sentire collettivo, perché il maestro Secondi ha costruito davvero un tassello importante della storia di Arcidosso nella seconda metà del Novecento, lasciando in eredità con l’amore per la musica anche uno spessore umano di alto profilo. La musica ha rappresentato per lui la vita. Nella veste di maestro e insegnante Secondi ha allevato centinaia di allievi e li ha formati sul pentagramma.
Uomo di grande cultura, si era diplomato al conservatorio di Firenze studiando con il maestro Dalla Piccola. È stato ottimo pianista e compositore infaticabile e per Arcidosso ha composto la celebre serenata del 1947, che è entrata a far parte come punta di diamante nel canzoniere arcidossino.
Ma Secondi non ha realizzato solo una serenata, perché sono centinaia gli spartiti di suoi pezzi fra musica classica e repertorio moderno che dimostrano quanto Secondi precorresse con la sua abilità e il suo talento, i tempi in fatto di cultura musicale: fra le tante spiccano le ballate da “Nostro tempo”, oppure “Pagliaccio” o “Rapsodia maremmana” e l’Ave Maria dedicata alla morte dell’amatissima moglie Maria per la quale, fino alla fine, ha continuato a suonare al piano “L’amore è una cosa meravigliosa”.
Il maestro è stato a lungo insegnante di musica nelle scuole professionali e superiori, compreso l’istituto magistrale Peri dove era amatissimo dai ragazzi alcuni dei quali, grazie alla sua guida, hanno imparato e continuato poi lo studio dello strumento.
Negli anni Sessanta ha diretto la banda di Arcidosso ed è stato pure il fondatore della corale Giuseppe Verdi che ha diretto dal 1982 al 1997.
«Quando il maestro Secondi decise di fondare la corale Verdi – rammenta l’assessore alla cultura di Arcidosso Adriano Crescenzi, che è anche un corista della Verdi e che è stato allievo di Secondi al magistrale – Arcidosso rispose alla grande e per far parte del coro si presentarono allora almeno ottanta persone. Una risposta di massa, direi, segno dell’amore di Arcidosso per la musica ma soprattutto segno della grande stima e fiducia di cui il maestro godeva. Il nostro coro era la sua passione e la sua vita. Obbedendo alla sua bacchetta, la corale Verdi ha conosciuto momenti emozionanti e di grande spessore culturale e ha messo radici nella nostra comunità visto che sono ormai 37 anni che continua la sua attività in maniera permanente».
Come maestro di musica della banda lo ricorda l’attuale presidente della Street band Carlo Morganti. «Una grande personalità – rammenta – che ci faceva crescere con la sua critica spesso incisiva e incalzante ma sempre costruttiva. È stato maestro della banda di Arcidosso dal 1960 al 1972. Me lo ricordo bene perché, formato da lui alla scuola professionale e allo strumento, uscii per la prima volta in banda nel 1961 quando Vito aveva cominciato appena da un anno. Secondi aveva composto, oltre che a brani musicali anche molte poesie, una raccolta che dipinge fra il serio e l’ironico la società arcidossina in vari momenti e situazioni e che varrebbe la pena di pubblicare».
Un artista, insomma, a tutto tondo, la cui scomparsa lascia dolore e nostalgia fra gli arcidossini. I funerali sono stati celebrati ieri nella chiesa di San Niccolò. Vi hanno partecipato la comunità e le istituzioni e sono stati accompagnati dalla voce della corale Verdi.
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