Il dolore
Compensi di Sei, la parola passa ai soci
di Gabriele Baldanzi
Giovedì l’argomento all’ordine del giorno dell’assemblea dopo che il cda aveva sospeso il capitolo aumenti
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GROSSETO . L’assemblea dei soci di Sei Toscana tornerà a riunirsi giovedì mattina, alle 10, quarantacinque giorni dopo l’approvazione della discussa delibera che stabiliva l’aumento delle retribuzioni per gli amministratori. E all’ordine del giorno - dopodomani - c’è di nuovo la questione dei compensi.
L’antefatto. Era stato il consiglio di amministrazione, i primi di ottobre, nel mezzo di un’autentica bufera mediatica e politica, a compiere un passo indietro, non apportando alcun cambiamento all’attuale remunerazione degli incarichi percepiti dai consiglieri, dal presidente e dall’amministratore delegato. Il cda era stato convocato appositamente dal presidente Roberto Paolini per affrontare quanto deliberato nell’assemblea dei soci l’11 settembre e in quell’occasione il consiglio aveva ritenuto opportuno congelare l’atto e richiedere ai soci di esprimersi attraverso una nuova delibera. La palla torna adesso all’assemblea.
Le cifre in ballo. Il budget massimo per i compensi agli amministratori è fissato attualmente in 180.000 euro all’anno. L’aumento previsto con la delibera (poi non adottata) che aveva innescato il polverone sarebbe stato nell’ordine dei 120.000 euro. I compensi sono così strutturati: 50.000 per il presidente (che al momento della nomina ha rinunciato al previsto rimborso spese forfettario), 29.000 per l’amministratore delegato, 36.000 complessivi per i vicepresidenti (18.000 a testa). Ci sono inoltre i gettoni di presenza per la partecipazione ai consigli d’amministrazione (300 euro) per ognuno dei membri del cda fino a un massimo di 5.000 ciascuno. Al presidente sarebbe inoltre destinato un premio di 20.000 euro al raggiungimento di determinati risultati, per il quale non è attualmente prevista la corresponsione.
Parla Vivarelli Colonna. L’esame dei compensi dell’organo amministrativo sarà quindi oggetto di un dibattito bis tra le rappresentanze delle società private titolari delle quote di Sei Toscana, un confronto in cui si spera possano pesare le istanze pervenute dalla componente pubblica della società. Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ieri, ha parlato di nuovo di quella che aveva definito «una scelta immorale», chiedendo all’assemblea di valutare meglio la portata della decisione assunta l’11 settembre scorso: «Il Comune di Grosseto, la Provincia di Grosseto, sono fuori da questa partita, ma non lo sono purtroppo i cittadini, a cui si fruga in tasca. Ripeto quanto dissi un paio di settimane fa: gli aumenti di stipendio in Sei Toscana sono immotivati, inaccettabili. E ogni volta che si discute di certi temi mi accorgo di quanto noi amministratori siamo impotenti nel praticare azioni di controllo sulle politiche di area vasta, soprattutto in questa materia, i rifiuti. Spero che presto ne possiamo riparlare anche nell’assemblea dei sindaci dell'Ato sud est Toscana».
Novità nel capitale. Ma in questi giorni la bega dei compensi passa quasi in secondo piano di fronte alla scalata compiuta da “Ambiente Toscana”, la newco che fa capo a Moreno Periccioli, nei confronti di Sta, la società che con il 26,8% deteneva la parte maggioritaria delle quote di Sei e che al suo interno ha come socie le cooperative Cooplat e Unieco (in liquidazione coatta amministrativa) - oltre a Banca Etruria (che non esiste più) e alla Castelnuovese (in fallimento). Con l’ingresso di Ambiente Toscana in Sei Toscana sarà partorito un nuovo piano industriale e, almeno in teoria, la società dovrebbe fortificarsi per la parte privata.
L’antefatto. Era stato il consiglio di amministrazione, i primi di ottobre, nel mezzo di un’autentica bufera mediatica e politica, a compiere un passo indietro, non apportando alcun cambiamento all’attuale remunerazione degli incarichi percepiti dai consiglieri, dal presidente e dall’amministratore delegato. Il cda era stato convocato appositamente dal presidente Roberto Paolini per affrontare quanto deliberato nell’assemblea dei soci l’11 settembre e in quell’occasione il consiglio aveva ritenuto opportuno congelare l’atto e richiedere ai soci di esprimersi attraverso una nuova delibera. La palla torna adesso all’assemblea.
Le cifre in ballo. Il budget massimo per i compensi agli amministratori è fissato attualmente in 180.000 euro all’anno. L’aumento previsto con la delibera (poi non adottata) che aveva innescato il polverone sarebbe stato nell’ordine dei 120.000 euro. I compensi sono così strutturati: 50.000 per il presidente (che al momento della nomina ha rinunciato al previsto rimborso spese forfettario), 29.000 per l’amministratore delegato, 36.000 complessivi per i vicepresidenti (18.000 a testa). Ci sono inoltre i gettoni di presenza per la partecipazione ai consigli d’amministrazione (300 euro) per ognuno dei membri del cda fino a un massimo di 5.000 ciascuno. Al presidente sarebbe inoltre destinato un premio di 20.000 euro al raggiungimento di determinati risultati, per il quale non è attualmente prevista la corresponsione.
Parla Vivarelli Colonna. L’esame dei compensi dell’organo amministrativo sarà quindi oggetto di un dibattito bis tra le rappresentanze delle società private titolari delle quote di Sei Toscana, un confronto in cui si spera possano pesare le istanze pervenute dalla componente pubblica della società. Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ieri, ha parlato di nuovo di quella che aveva definito «una scelta immorale», chiedendo all’assemblea di valutare meglio la portata della decisione assunta l’11 settembre scorso: «Il Comune di Grosseto, la Provincia di Grosseto, sono fuori da questa partita, ma non lo sono purtroppo i cittadini, a cui si fruga in tasca. Ripeto quanto dissi un paio di settimane fa: gli aumenti di stipendio in Sei Toscana sono immotivati, inaccettabili. E ogni volta che si discute di certi temi mi accorgo di quanto noi amministratori siamo impotenti nel praticare azioni di controllo sulle politiche di area vasta, soprattutto in questa materia, i rifiuti. Spero che presto ne possiamo riparlare anche nell’assemblea dei sindaci dell'Ato sud est Toscana».
Novità nel capitale. Ma in questi giorni la bega dei compensi passa quasi in secondo piano di fronte alla scalata compiuta da “Ambiente Toscana”, la newco che fa capo a Moreno Periccioli, nei confronti di Sta, la società che con il 26,8% deteneva la parte maggioritaria delle quote di Sei e che al suo interno ha come socie le cooperative Cooplat e Unieco (in liquidazione coatta amministrativa) - oltre a Banca Etruria (che non esiste più) e alla Castelnuovese (in fallimento). Con l’ingresso di Ambiente Toscana in Sei Toscana sarà partorito un nuovo piano industriale e, almeno in teoria, la società dovrebbe fortificarsi per la parte privata.
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