Il dolore
due imprenditori
«Le strade sono sempre più deserte e spopolate»
GROSSETO. Centro storico vuoto e spopolato: è il problema principale lamentano da altri notissimi commercianti del centro storico che parlano di desertificazione crescente. Roberto Canella, romano, è...
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GROSSETO. Centro storico vuoto e spopolato: è il problema principale lamentano da altri notissimi commercianti del centro storico che parlano di desertificazione crescente.
Roberto Canella, romano, è uno dei più conosciuti ristoratori che lavora entro le Mura e gestisce l’Osteria del Mare (ex Mercedes Caffè) in via Manin.
Ha una bella parlantina, è orgoglioso del suo lavoro e della sua cucina. «Da me si mangia benissimo, c’è un’ottima cucina – dice subito – Il mio, senza timore di essere immodesto, è uno dei locali più belli e noti di Grosseto nel quale investo parecchie delle mie energie. Faccio questo mestiere da 50 anni. Ma c’è un po’ di crisi. Rispetto all’anno scorso non c’è paragone. Il giorno gli affari vanno bene e ho parecchi clienti - dice - Vengono da me i dipendenti degli enti pubblici e delle attività commerciali e insomma, c’è movimento e c’è lavoro. La sera invece tutto cambia ed è un mortorio, non ci sono soldi. Non gira un’anima da queste parti. E parliamo di centro storico. Lavoriamo in una delle zone più centrali della città e che a una certa ora diventa un deserto. Tutto ciò è assurdo». Canella intanto – per non stare con le mani in mano – spiega di essersi lanciato anche in un’altra piccola impresa imprenditoriale. «Circa tre mesi fa ho rilevato la licenza della Frutteria a Portavecchia», locale prima gestito da altre persone. «Sono subentrato io: ho preso l’attività da qualche mese ma sono stato chiuso finora perché non mi era ancora arrivato il permesso di avere tavolini e sedie fuori. Ora è arrivato e sto riaprendo». Un modo per vivacizzare gli affari e contribuire ad animare la vita imprenditoriale del centro storico.
In via Mazzini, sempre a due passi dal Bar Perugina dove ieri mattina si è svolto Caffè Tirreno, c’è la gioielleria Trilli. Il titolare, Gianni Trilli, parla pure lui di uno «spopolamento progressivo del centro storico e di un conseguente degrado che evidentemente fanno parte di certe scelte, anche politiche. Non ci sono stati investimenti in centro, anzi: sono stati dati cambi di destinazione d’uso a fondi commerciali per farci abitazioni. In tutto il mondo funziona in un modo per il quale le zone dove durante il giorno lavorano gli uffici si trasformano in movida la sera. Se tu rendi sempre più residenziale un quartiere diventa dormitorio. E alla fine ti trovi centri storici in cui, in mancanza di attività che fanno da presidio, subentra il degrado». (el.gi.)
Roberto Canella, romano, è uno dei più conosciuti ristoratori che lavora entro le Mura e gestisce l’Osteria del Mare (ex Mercedes Caffè) in via Manin.
Ha una bella parlantina, è orgoglioso del suo lavoro e della sua cucina. «Da me si mangia benissimo, c’è un’ottima cucina – dice subito – Il mio, senza timore di essere immodesto, è uno dei locali più belli e noti di Grosseto nel quale investo parecchie delle mie energie. Faccio questo mestiere da 50 anni. Ma c’è un po’ di crisi. Rispetto all’anno scorso non c’è paragone. Il giorno gli affari vanno bene e ho parecchi clienti - dice - Vengono da me i dipendenti degli enti pubblici e delle attività commerciali e insomma, c’è movimento e c’è lavoro. La sera invece tutto cambia ed è un mortorio, non ci sono soldi. Non gira un’anima da queste parti. E parliamo di centro storico. Lavoriamo in una delle zone più centrali della città e che a una certa ora diventa un deserto. Tutto ciò è assurdo». Canella intanto – per non stare con le mani in mano – spiega di essersi lanciato anche in un’altra piccola impresa imprenditoriale. «Circa tre mesi fa ho rilevato la licenza della Frutteria a Portavecchia», locale prima gestito da altre persone. «Sono subentrato io: ho preso l’attività da qualche mese ma sono stato chiuso finora perché non mi era ancora arrivato il permesso di avere tavolini e sedie fuori. Ora è arrivato e sto riaprendo». Un modo per vivacizzare gli affari e contribuire ad animare la vita imprenditoriale del centro storico.
In via Mazzini, sempre a due passi dal Bar Perugina dove ieri mattina si è svolto Caffè Tirreno, c’è la gioielleria Trilli. Il titolare, Gianni Trilli, parla pure lui di uno «spopolamento progressivo del centro storico e di un conseguente degrado che evidentemente fanno parte di certe scelte, anche politiche. Non ci sono stati investimenti in centro, anzi: sono stati dati cambi di destinazione d’uso a fondi commerciali per farci abitazioni. In tutto il mondo funziona in un modo per il quale le zone dove durante il giorno lavorano gli uffici si trasformano in movida la sera. Se tu rendi sempre più residenziale un quartiere diventa dormitorio. E alla fine ti trovi centri storici in cui, in mancanza di attività che fanno da presidio, subentra il degrado». (el.gi.)
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