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Grosseto

i gessi rossi 

«C’è da mantenere la produttività»

«C’è da mantenere la produttività»

Sinistra italiana punta l’attenzione sul futuro dei lavoratori

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SCARLINO. La garanzia della salute da una parte, le esigenze di produzione e le ricadute occupazionali dall’altra.

Il nodo sul prossimo sito destinato a ospitare i gessi rossi della Tioxide continua a tener banco nella zona nord della Maremma, tra forze politiche, amministrazioni e comitati. Dopo la presa di posizione di Giulio Querci, vicesindaco di Gavorrano, che ha detto di non ritenere che nel suo comune ad oggi «ci siano le condizioni» per ospitare i gessi, dicendo di fatto no sia alla cava della Bartolina che a quella della Vallina, ora interviene Sinistra Italiana di Scarlino, forza che sostiene la maggioranza del sindaco Marcello Stella. «La risoluzione del problema è di vitale importanza per il futuro del polo industriale del Casone e per il futuro lavorativo di centinaia di lavoratori, questo è un sito industriale tra i maggiori della Toscana – si legge nella nota – Pertanto la discussione va portata avanti senza pregiudizi e senza mettere veti a prescindere ma valutando progetti e fattibilità di realizzazione». In questo senso, Si ricorda che «già adesso i gessi vengono utilizzati per il ripristino di una cava dismessa e che con i dovuti accorgimenti e controlli crediamo che sia possibile individuare un nuovo posto che permetta il proseguo delle attività lavorative. Continuità lavorativa che è stata possibile mantenere nel corso degli anni dai Comuni di Follonica e di Scarlino che si sono fatti carico del problema dei gessi. Auspichiamo quindi la stessa responsabilità anche da altri soggetti, il tutto sotto la regia della Regione». Un appello che probabilmente sarà rinnovato nella riunione che Querci intende convocare tra tutti i soggetti dell’accordo del 2004, in cui rientrano azienda ed enti. Ma le opposizioni verso determinati siti restano invariate.

Come quelle del Comitato per la Difesa del Bruna, sempre più impegnate nel dire no alla cava della Bartolina. «Noi agricoltori – dicono – continueremo nel percorso che abbiamo iniziato, a difesa dei nostri diritti, andando avanti con fermezza nella già intrapresa attività legale, che è da tempo cominciata con le perizie, le analisi, le varie Pec agli Enti, e continuerà con ogni altra attività che sarà conseguente, in ogni sede, senza clamori, ma solo perché non vogliamo danneggiare altri equilibri». Un’opposizione che cesserà solo quando arriveranno delle rassicurazioni sulla destinazione del sito. «Siamo pronti in qualunque momento a “deporre le armi” e tornare a casa – continua il Comitato – perché il nostro unico obiettivo è la salvaguardia del fiume Bruna con la sua falda. Speriamo di poter presto ringraziare il Comune di Gavorrano, e costruire tutti insieme un futuro responsabile, per fare fronte alle grandi emergenze che ci attendono, quali i cambiamenti climatici e la siccità». (a.f.)

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