La manifestazione
Velocità, l’ipotesi è omicidio stradale
di Francesca Gori
Travolta e uccisa sull’Aurelia, il conducente della Porsche è stato sottoposto all’alcoltest risultato negativo
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GAVORRANO. Rischia una denuncia per omicidio stradale il macedone di 44 anni che era alla guida della Porsche Cayenne che giovedì mattina ha travolto e ucciso Carla Mariotti, la donna di 65 anni di Siena che era nell’abitacolo della sua auto finita prima contro il muro di cemento della statale e che è finita poi nella corsia di sorpasso.
La donna non era riuscita nemmeno a uscire dall’abitacolo della sua auto quando la Cayenne gli è piombata addosso come un proiettile, uccidendola probabilmente sul colpo. Viaggiava a velocità sostenuta, secondo quanto hanno raccontato i testimoni dell’incidente agli uomini della polizia stradale che sono intervenuti per i rilievi dell’incidente.
Il tagliaboschi macedone di 44 anni che vive a Massa Marittima ora rischia una denuncia per omicidio stradale: i periti della Procura sono al lavoro per stabilire la velocità alla quale il potente Suv stava viaggiando quando ha centrato in pieno l’utilitaria nella quale era rimasta la sessantacinquenne, ex dipendente del Monte dei Paschi di Siena.
Nel caso in cui la velocità risulti essere stata superiore al limite che vige su quel tratto di strada, il quarntaquattrenne dovrà rispondere di omicidio stradale per non aver rispettato le norme del codice.
L’uomo viaggiava sul potente suv insieme ad altre tre persone. Stavano rientrando verso Massa Marittima quando, all’altezza del bivio per Ravi, ha visto la lunga fila di auto sulla corsia di destra dell’Aurelia e ha cominciato la manovra di sorpasso senza pensare che quelle vetture fossero incolonnate perché era appena successo un incidente.
Carla era nella sua Toyota Yaris che dopo aver sbandato e dopo essersi schiantata sul muro che c’è lungo l’Aurelia ha tagliato la carreggiata e si è fermata sulla corsia di sorpasso. Gli automobilisti che hanno assistito allo schianto si sono fermati per dare l’allarme: hanno sentito Carla parlare, nella sua auto. La donna sarebbe stata ancora viva quando è arrivata la Cayenne che l’ha travolta, spostandola avanti da alcune decine di metri.
Il quarantaquattrenne che era al volante della Porsche non ha visto l’utilitaria e c’è finito addosso.
Gli uomini della polizia stradale che hanno fatto i rilievi dell’incidente hanno sentito tantissimi testimoni, molti dei quali hanno raccontato che il Suv correva ad alta velocità e che l’impatto è stato devastante.
Carla è morta e la sua salma è stata portata all’obitorio dell’ospedale Misericordia.
Il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio, ha disposto l’autopsia sulla salma della sessantacinquenne che sarà effettuata dall’equipe medico legale del dipartimento di Siena nei prossimi giorni, dopodiché il corpo della donna sarà restituito ai suoi familiari e potrà tornare nella sua città per i funerali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La donna non era riuscita nemmeno a uscire dall’abitacolo della sua auto quando la Cayenne gli è piombata addosso come un proiettile, uccidendola probabilmente sul colpo. Viaggiava a velocità sostenuta, secondo quanto hanno raccontato i testimoni dell’incidente agli uomini della polizia stradale che sono intervenuti per i rilievi dell’incidente.
Il tagliaboschi macedone di 44 anni che vive a Massa Marittima ora rischia una denuncia per omicidio stradale: i periti della Procura sono al lavoro per stabilire la velocità alla quale il potente Suv stava viaggiando quando ha centrato in pieno l’utilitaria nella quale era rimasta la sessantacinquenne, ex dipendente del Monte dei Paschi di Siena.
Nel caso in cui la velocità risulti essere stata superiore al limite che vige su quel tratto di strada, il quarntaquattrenne dovrà rispondere di omicidio stradale per non aver rispettato le norme del codice.
L’uomo viaggiava sul potente suv insieme ad altre tre persone. Stavano rientrando verso Massa Marittima quando, all’altezza del bivio per Ravi, ha visto la lunga fila di auto sulla corsia di destra dell’Aurelia e ha cominciato la manovra di sorpasso senza pensare che quelle vetture fossero incolonnate perché era appena successo un incidente.
Carla era nella sua Toyota Yaris che dopo aver sbandato e dopo essersi schiantata sul muro che c’è lungo l’Aurelia ha tagliato la carreggiata e si è fermata sulla corsia di sorpasso. Gli automobilisti che hanno assistito allo schianto si sono fermati per dare l’allarme: hanno sentito Carla parlare, nella sua auto. La donna sarebbe stata ancora viva quando è arrivata la Cayenne che l’ha travolta, spostandola avanti da alcune decine di metri.
Il quarantaquattrenne che era al volante della Porsche non ha visto l’utilitaria e c’è finito addosso.
Gli uomini della polizia stradale che hanno fatto i rilievi dell’incidente hanno sentito tantissimi testimoni, molti dei quali hanno raccontato che il Suv correva ad alta velocità e che l’impatto è stato devastante.
Carla è morta e la sua salma è stata portata all’obitorio dell’ospedale Misericordia.
Il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio, ha disposto l’autopsia sulla salma della sessantacinquenne che sarà effettuata dall’equipe medico legale del dipartimento di Siena nei prossimi giorni, dopodiché il corpo della donna sarà restituito ai suoi familiari e potrà tornare nella sua città per i funerali.
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