Il Tirreno

Grosseto

Capuano resta in carcere Sequestrati documenti

di Francesca Gori
Capuano resta in carcere Sequestrati documenti

Nello studio del commercialista sono stati trovati assegni post datati e cambiali Per il giudice il quadro indiziario raccolto dai carabinieri è coerente

3 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. Evans Capuano, il commercialista di 57 anni accusato di estorsione con l’utilizzo di metodi mafiosi, resta in carcere. Qualche giorno fa era stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze Francesco Bagnai, al quale era stata avanzata, da parte dei difensori dell’uomo, la richiesta della sostituzione della misura cautelare con quella dei domiciliari. Per il giudice però - lo stesso che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare per il commercialista e per Angelo Murè - non ci sono le condizioni per permettere all’uomo di uscire dal carcere di Sollicciano, dove è rinchiuso dalla scorsa settimana.

Capuano, a differenza di Murè, indicato dai carabinieri del nucleo investigativo del comando di Grosseto che hanno svolto la delicata indagine insieme alle fiamme gialle, aveva deciso di rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari durante l’interrogatorio di garanzia.

Il commercialista accusato di estorsione ai danni di un imprenditore che aveva aperto tre attività in altrettanti capannoni di proprietà di una società che faceva capo a Capuano, non avrebbe infatti fornito elementi utili alle indagini. Al giudici avrebbe soltanto detto di aver avuto un contenzioso in sede civile con l’imprenditore, proprio per riprendersi i capannoni, aggiungendo che se Murè lo aveva davvero picchiato, non lo aveva fatto su sua precisa indicazione.

Nell’ordinanza però a Capuano e Murè viene contestato anche un pestaggio ai danni dell’uomo, fatto per mano del titolare dell’autolavaggio di Scarlino proprio nello studio del commercialista.

Nello studio del commercialista è stata trovata una pistola con la matricola abrasa e i militari, nel corso delle perquisizioni successive hanno anche portato via decine e decine di assegni post datati, cambiali e altri documenti firmati e in bianco. Materiale che ora è al vaglio della magistratura: l’inchiesta, partita dopo la denuncia dell’imprenditore per estorsione, è stata affidata al sostituto procuratore Marco Nassi che ha poi inoltrato il fascicolo alla Direzione distrettuale antimafia di Firenze dove è stato distaccato per mesi lavorando in coppia con il pm della Dda Giuseppina Mione. Il sostituto procuratore fiorentino aveva dato parere negativo alla scarcerazione del commercialista che resta così nel carcere di Sollicciano. Murè invece, accusato dalla Procura di essere il braccio esecutivo di Capuano, quello cioè che faceva i lavori più compromettenti, non ha risposto alle domande del giudice ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Anche lui resta in carcere.

Una vicenda, quella che ha visto coinvolto il commercialista follonichese, che rischia di allargarsi ancora: nell’ordinanza infatti, venivano ricordati anche altri incendi di auto e scooter, altri imprenditori minacciati. Episodi che la Procura sta valutando per capire se siano o meno riferibili al commercialista follonichese.

Le indagini, quindi, proseguono a tutto campo. Ora nelle mani dei carabinieri ci sono anche quei documenti che attesterebbero un’attività illecita messa in piedi dal commercialista cinquantasettenne.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web