Il Tirreno

Grosseto

Aiuto, Braccagni è invasa dai topi

di Giovanna Mezzana
Aiuto, Braccagni è invasa dai topi

Arrivano dai rifiuti di una potatura di palme dimenticati in un campo. E tombini e fossi sono sporchi

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GROSSETO. Ben venga la potatura del verde, l’importante è che i rifiuti dello sfalcio non siano poi abbandonati “sul campo”: a Braccagni la buona pratica è rimasta a metà e una colonia di topi ha trovato lì una sorta di habitat naturale. È quanto segnala Doriano Orlandini, segretario provinciale di Snalpi Cisas ma anche residente della frazione, e che – dopo le tante segnalazioni arrivate dalle nostre sentinelle di Caffè Tirreno – riaccende anche i riflettori sull’annosa questione delle fossette a bordo strada e dei tombini che gridano vendetta.

Allarme topi. Siamo in via Garibaldini. Qui durante l’estate sono state potate alcune palme, «ma i rifiuti dello sfalcio – segnala Orlandini – non sono stati portati via». Giacciono buttati tra l’argine della fossa stradale e un terreno di cui non è dato sapere la proprietà: è del Comune o di Ferrovie dello Stato (lì corrono le “rotaie”)? È quanto si chiedono i residenti. Il problema è che il cumulo di rami tagliati dalle palme è diventato un crogiolo di topi: per ratti, non per topolini di campagna che, quasi quasi, fanno pure tenerezza. Ed è così che tra abitazioni e giardini, su e giù per via Garibaldini, i roditori scorrazzano.

Tombini e fossi. Rimaniamo in via Garibaldini: siamo al passaggio a livello, alle spalle abbiamo l’abitato di Braccagni, davanti, procedendo, si arriva al cimitero; sulla destra c’è la linea ferroviaria che porta a Siena; al confine tra “le rotaie” e il paese c’è un fosso di raccolta dell’acqua piovana che va a finire in un tombino cementato e a cielo aperto. «È un bosco» dice Orlandini. Il quesito è sempre il medesimo: «Chi deve pulire? Abbiamo contattato telefonicamente le Ferrovie – dettaglia Orlandini – ma non siamo giunti a nulla. Chiediamo all’amministrazione comunale di intervenire – sottolinea – e, nel caso in cui non fosse di competenza del Comune, di sollecitare Ferrovie dello Stato perché lo ripulisca. Il fossato non ha più la pendenza che aveva in origine» e quindi non fa più la funzione per cui è stato progettato. Orlandini si è fatto portavoce anche di altri residenti della zona, tant’è che ha scritto al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna per sollecitare la pulizia del tombino cementato, il ripristino del fossato a bordo strada e la pulizia di tutte le caditoie della frazione: «Quando a settembre c’è stato il maltempo – dice – abbiamo visto quel che succede dopo solo 20 minuti di pioggia: se l’acquazzone non fosse finito, Braccagni sarebbe andata sott’acqua». Possibile, si chiedono i residenti, che fossi e tombini a Braccagni vengano puliti solo come effetto di continui solleciti?

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