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Addio “Ortica”, tifoso con il cuore rossoblù

Addio “Ortica”, tifoso con il cuore rossoblù

GAVORRANO. Lo chiamavano “Ortica” e non è difficile capire il perché. Basta un aneddoto: alcuni anni fa, davanti ai cancelli dello stadio di Terni, era in fila con gli altri tifosi rossoblù per...

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GAVORRANO. Lo chiamavano “Ortica” e non è difficile capire il perché. Basta un aneddoto: alcuni anni fa, davanti ai cancelli dello stadio di Terni, era in fila con gli altri tifosi rossoblù per assistere alla partita contro lo Sporting. «Oggi siamo messi male – disse l’uomo al cancello mentre strappava uno ad uno i biglietti d’ingresso – Ce ne mancano sei». «Se ve ne mancavano sette era meglio», prese la palla al balzo Franco Ciampoli, facendo partire la risata collettiva. «Era così, pungeva sempre – racconta l’amico Mauro Giusti – Per questo già da ragazzi gli abbiamo dato il soprannome Ortica». Ciampoli era nato e cresciuto a Bagno di Gavorrano e benché si fosse trasferito da molto tempo nel dì senese, era sempre rimasto in contatto con la vecchia combriccola, seguendo l’U.S. Gavorrano ogni volta che poteva. La sua passione per i colori minerari si è spenta ieri mattina, quando è deceduto all’età di 78 anni, nell’ospedale di Poggibonsi.

Sono passati oltre quarant’anni da quando Ciampoli si era trasferito a Chiusdino, dove ha sposato sua moglie Lucia. Il cuore, però, è sempre rimasto rossoblù e nonostante i cento e rotti chilometri di distanza e di curve, quando il Gavorrano giocava in casa lui tornava sempre in Maremma, accompagnato dalla consorte. Lui sugli spalti a incitare i minerari, lei in giro per i musei, le chiese e se non trovava nulla di meglio da fare lo aspettava in macchina, temporeggiando con l’uncinetto. Una passione, quella per il calcio, che la signora ha sempre rispettato nel marito. E che Ciampoli ha mantenuto fino all’ultimo: anche a questo inizio di stagione era presente sugli spalti del Picchi alla prima del Gavorrano in Lega Pro, contro il Livorno.

Era pronto a rinnovare l’abbonamento, allo Zecchini dato che i rossoblù quest’anno giocano a Grosseto, ma il destino ci si è messo di mezzo e i problemi di salute hanno avuto la meglio su di lui. «Seguiva il Gavorrano anche nelle trasferte, quelle vicine con la moglie Lucia, quelle più lontane approfittava della nostra ospitalità in macchina. Lo scorso anno, a Forte dei Marmi, Savona, Recco, sono state le partite che lo resero felice sugli spalti, anche la prima di Lega Pro – lo ricorda Giusti in un post su facebook – Nonostante abitasse in provincia di Siena, comprava sempre il giornale con la cronaca di Grosseto perché voleva sempre essere informato della sua squadra». La passione del resto non conosce confini.

Alfredo Faetti

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