Il Tirreno

Grosseto

«No alla posta a giorni alterni in campagna»

di Gabriele Baldanzi
«No alla posta a giorni alterni in campagna»

Proteste dei sindacati dopo che il progetto è stato avallato da Agcom: «Così si creano cittadini di serie A e di serie B»

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GROSSETO. Da tempo amministratori pubblici, cittadini e dipendenti si interrogano sulla privatizzazione di Poste Italiane, che comporta – soprattutto in zone come la Maremma e l’Amiata – l’aumento dei giorni alterni nella consegna della posta e altri tagli e razionalizzazioni che rischiano di peggiorare la qualità del servizio. In questi giorni, come già accaduto ad aprile, i sindacati di categoria Slc Cgil, Slp Cisl, Failp Cisal, Confsal Com e Ugl Com della provincia di Grosseto stanno protestando con i vertici aziendali contro la prevista partenza dei giorni alterni nei comuni di Manciano, Pitigliano, Civitella Paganico, Castell’Azzara, Semproniano, Cinigiano, Campagnatico, Sorano e Roccastrada, «zone – spiegano i sindacalisti – regolate da Agcom e che non avranno più il servizio come lo abbiamo conosciuto fino a oggi».

Là dove si registra una bassa densità abitativa con grandi superfici da coprire le consegne avverranno, già dalle prossime settimane, con una tempistica diversa, mentre la situazione dovrebbe restare al momento più o meno uguale nei comuni dove la popolazione è meno dispersa, i cosiddetti “territori non regolati” (da Agcom). «Intanto si perderanno 13 posti di lavoro e si ridurranno le zone, che verranno trasformate in macro-zone – scrivono in un volantino i sindacati – dove la posta sarà portata un giorno sì e uno no. Noi pensiamo che il progetto debba essere profondamente rivisto e corretto, riducendo i tagli e garantendo un recapito veloce con linee Plus, che consegnino almeno gli oggetti postali urgenti».

II progetto di Poste Italiane è avallato da Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che ha il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare gli utenti. «In verità – sono ancora parole dei sindacalisti di Cgil, Cisl, Ugl e Autonomi – la tutela degli utenti non c’è stata. Si stanno creando cittadini di serie A (chi vive nelle città o nei centri più grandi) e cittadini i serie B (chi abita in campagna o in aree marginali) e nel complesso in provincia di Grosseto la qualità del servizio peggiorerà assai. Ecco perché ci mobilitiamo, sperando di ottenere il supporto delle istituzioni e della cittadinanza alle nostre iniziative a tutela del servizio e dell’occupazione».

Meno di un mese fa erano stati alcuni sindaci del comprensorio dell’Amiata e dell’Albegna a dare battaglia contro Poste Italiane, proprio a seguito all’intenzione comunicata da Poste di consegnare lettere e bollette a giorni alterni. «Questo riassetto non ci piace – spiegano i sindaci di Castell’Azzara, Manciano, Pitigliano, Semproniano e Sorano in una missiva indirizzata all’Autorità garante delle comunicazioni – con il nuovo piano registriamo una diminuzione dei servizi, cosa che viene risparmiata ad altri comuni. Peraltro i centri da noi amministrati sono territori montani, quindi svantaggiati, e in base alla normativa vigente il recapito universale della corrispondenza deve essere garantito per tutti allo stesso modo».

I sindaci chiedono anche perché l’autorità garante abbia approvato solo per alcuni territori montani l’implementazione del recapito denominato “plus”. «Le nostre zone – concludono – sono già state penalizzate fortemente da altre riorganizzazioni con la definitiva chiusura di alcuni uffici postali, per questo chiediamo una maggiore attenzione e diffidiamo l’autorità a dare corso a questa scellerata riorganizzazione».

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