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Molestie a una bimba, condanna confermata per il bidello

Molestie a una bimba, condanna confermata per il bidello

FOLLONICA. La seconda sezione della Corte di appello di Firenze ha confermato la condanna a 2 anni per il bidello follonichese accusato (fatti del 2006-2007) di aver baciato più volte sulla bocca una...

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FOLLONICA. La seconda sezione della Corte di appello di Firenze ha confermato la condanna a 2 anni per il bidello follonichese accusato (fatti del 2006-2007) di aver baciato più volte sulla bocca una bambina di 7 anni nei locali della scuola.

Accolte le richieste della Procura generale, che aveva chiesto appunto la conferma della sentenza del Tribunale di Grosseto (giugno 2012), che aveva riconosciuto la colpevolezza dell’uomo – oggi 58 anni – anche per quanto riguardava le richieste rivolte alla bambina di mostrare le mutandine. La conferma della colpevolezza era stata chiesta anche dalla parte civile (i genitori della ragazzina, assistiti dall’avvocato Romano Lombardi), che ha fatto notare la lettura univoca degli episodi oggetto delle contestazioni, dal momento che i baci erano avvenuti in un luogo appartato e che la richiesta di mostrare le mutandine era avvenuta nel bagno. Di tutt’altro avviso è stato il difensore del bidello, l’avvocato Pier Francesco Sica, che ha rimarcato la contraddittorietà di quanto emerso all’epoca dell’incidente probatorio, quando il perito aveva introdotto la possibilità che la minore avesse frainteso i fatti che hanno costituito il corpo dell’imputazione. Perché l’uomo aveva ed ha una personalità giocosa, nient’affatto maliziosa, estranea da qualsiasi pulsione di carattere sessuale.

L’incidente probatorio era stato comunque il punto centrale dell’inchiesta. All’epoca la bambina era stata riconosciuta pienamente attendibile. Il dottor Armando Ceccarelli aveva qualificato come «punto di rottura» il motivo per il quale la ragazzina aveva deciso di parlare con i genitori, chiedendo ingenuamente se era normale il comportamento di quello che lei considerava come un amico. E i genitori avevano scritto al dirigente scolastico. Era stato accertato che al bidello capitava di rimanere spesso da solo con la bimba perché quest’ultima arrivava spesso all’ultimo minuto. E i baci sulla bocca sarebbero stati dati quando la bimba lasciava il giacchetto. Una delle maestre aveva parlato con la bimba e questa le aveva anche detto che il bidello l’aveva invitata a mostrargli le mutandine «perché voleva vedere di che colore erano» mentre erano in bagno. La direttrice aveva spostato il bidello ad altro incarico, proprio per evitare contatti diretti, che nel 2007-2008 non erano in effetti avvenuti. (p.s.)

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