La manifestazione
Una scaletta per scendere a drogarsi
Maiano, c’è un varco usato da vandali e tossici Siringhe spuntate in un tour con 600 cittadini
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GROSSETO. A proteggere l’accesso è un parapetto ridicolo, un cancellino alto poco più di un metro (foto a destra). Tanto basta perché il Maiano sotterraneo sia violato. Una protezione misera e facilmente aggirabile da balordi, vandali e tossici che con la scala a chiocciola scendono per bivaccare o drogarsi. Fuori ci sono telecamere ma com’è evidente non bastano, stando alle tracce umane lasciate dentro. Urina e feci, bottiglie di vetro, siringhe.
Vi sono incappati da poco centinaia di cittadini, che con il Fai sono scesi a scoprire la città sotterranea trovando tracce di «pipì, escrementi umani e stupefacenti. Vai a fare una bella iniziativa – attacca un cittadino inferocito che abita in centro – e ti ritrovi sotto gli occhi quella roba immonda».
Progetti per chiuderlo. L’iniziativa del Fai si è svolta domenica 5 ottobre e ha fatto il pienone: circa 600 persone. Lo stridente contrasto tra bello e brutto, tra gli affascinanti meandri underground e il degrado seminato da presenze umane è sollevato da più parti. I consiglieri della Lista Civica Vivarelli sindaco, Andrea Pieroni e Olga Ciaramella, intervengono per spiegare di essere stati “al fianco del Fai nella stupenda mattina del 5 ottobre. L’altissima affluenza del pubblico, 600 persone durante l’intera giornata, ci fa capire la voglia di veder valorizzare il nostro monumento e il suo alto potenziale di attrazione turistica, per cui occorre sottrarre questo nostro patrimonio storico al degrado e agli atti di vandalismo. Stiamo lavorando su alcuni progetti che abbiamo già sottoposto al sindaco e con lui stiamo valutando la possibilità di chiudere l’area antistante la cisterna del Bastione per evitare l’accesso ai malintenzionati. Ciò permetterà di iniziare un lavoro di recupero degli spazi interni della cisterna per renderli utilizzabili per iniziative di vario tipo. Grande potenziale di utilizzo anche delle gallerie sotto il bastione che potrebbero essere destinate a mostre temporanee così come le aree verdi circostanti ottime per ospitare eventi culturali».
Il Fai: tappare la scala. Il presidente del Fai, l’architetto Giovanni Tombari, spiega. «Le gallerie sono 2, un livello più basso dove entri solo da via Saffi ed è chiuso. Poi il livello delle piazze d’armi e delle cannoniere dove chi vuole entra perché in cima accanto al serbatoio è stato creata una scala moderna a chiocciola in acciaio che va giù alla galleria più alta. Siccome la balaustra è alta un metro, queste persone la saltano, vanno giù e si drogano: lì andrebbe chiusa come fosse il coperchio di una pentola».
Durante il tour del Fai, dice Tombari, «le siringhe in un punto le avevamo coperte con una specie di griglia di legno. Nella piazza d’armi che dà sul campo Amiata c’era un angolo dove ho consigliato di non andare: una specie di nicchia dov’era cattivo odore». Tutto sommato per il resto «il percorso era fattibile e non c’era nessun problema». Anche il verde pubblico intorno risultava sistemato. Riguardo al Maiano come luogo di spaccio, «basterebbe poco» per impedirlo.
Elisabetta Giorgi
Vi sono incappati da poco centinaia di cittadini, che con il Fai sono scesi a scoprire la città sotterranea trovando tracce di «pipì, escrementi umani e stupefacenti. Vai a fare una bella iniziativa – attacca un cittadino inferocito che abita in centro – e ti ritrovi sotto gli occhi quella roba immonda».
Progetti per chiuderlo. L’iniziativa del Fai si è svolta domenica 5 ottobre e ha fatto il pienone: circa 600 persone. Lo stridente contrasto tra bello e brutto, tra gli affascinanti meandri underground e il degrado seminato da presenze umane è sollevato da più parti. I consiglieri della Lista Civica Vivarelli sindaco, Andrea Pieroni e Olga Ciaramella, intervengono per spiegare di essere stati “al fianco del Fai nella stupenda mattina del 5 ottobre. L’altissima affluenza del pubblico, 600 persone durante l’intera giornata, ci fa capire la voglia di veder valorizzare il nostro monumento e il suo alto potenziale di attrazione turistica, per cui occorre sottrarre questo nostro patrimonio storico al degrado e agli atti di vandalismo. Stiamo lavorando su alcuni progetti che abbiamo già sottoposto al sindaco e con lui stiamo valutando la possibilità di chiudere l’area antistante la cisterna del Bastione per evitare l’accesso ai malintenzionati. Ciò permetterà di iniziare un lavoro di recupero degli spazi interni della cisterna per renderli utilizzabili per iniziative di vario tipo. Grande potenziale di utilizzo anche delle gallerie sotto il bastione che potrebbero essere destinate a mostre temporanee così come le aree verdi circostanti ottime per ospitare eventi culturali».
Il Fai: tappare la scala. Il presidente del Fai, l’architetto Giovanni Tombari, spiega. «Le gallerie sono 2, un livello più basso dove entri solo da via Saffi ed è chiuso. Poi il livello delle piazze d’armi e delle cannoniere dove chi vuole entra perché in cima accanto al serbatoio è stato creata una scala moderna a chiocciola in acciaio che va giù alla galleria più alta. Siccome la balaustra è alta un metro, queste persone la saltano, vanno giù e si drogano: lì andrebbe chiusa come fosse il coperchio di una pentola».
Durante il tour del Fai, dice Tombari, «le siringhe in un punto le avevamo coperte con una specie di griglia di legno. Nella piazza d’armi che dà sul campo Amiata c’era un angolo dove ho consigliato di non andare: una specie di nicchia dov’era cattivo odore». Tutto sommato per il resto «il percorso era fattibile e non c’era nessun problema». Anche il verde pubblico intorno risultava sistemato. Riguardo al Maiano come luogo di spaccio, «basterebbe poco» per impedirlo.
Elisabetta Giorgi
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