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Grosseto

Quella variante senza previsioni edilizie

Quella variante senza previsioni edilizie

Batignano: all’udienza contro l’ex assessore Canuti ha parlato il dirigente dell’urbanistica

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GROSSETO. Parla l’architetto Marco De Bianchi, responsabile dell’urbanistica al Comune di Grosseto, e i volti dell’ex assessore Moreno Canuti e del professor Gianfranco Gorelli appaiono rilassati come forse mai dall’inizio della vicenda giudiziaria. Perché le modifiche che apportate anni addietro nelle aree Utoe 9 di Batignano oggetto del processo non soltanto non avrebbero comportato vantaggi edificatori per nessuno ma perché la variazione era imposta per legge regionale e non per tornaconto, meno che mai a favore del suocero di Canuti proprietario di un terreno.

Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio è l’accusa della quale i due imputati sono chiamati a rispondere davanti al collegio del Tribunale (Giovanni Puliatti presidente, Gian Marco De Vincenzi, Giovanni Muscogiuri). Un’indagine partita nel 2010 dopo un’interrogazione in consiglio comunale dell’allora capogruppo del Pdl. Sullo sfondo, l’ipotesi che l’incarico al professionista fosse stato affidato dall’assessore all’urbanistica in cambio del sì all’approvazione di certe volumetrie residenziali-abitative. Quella variante, è stato chiarito ieri nel corso del domanda e risposta tra i difensori e il dirigente, era stata resa obbligatoria dalla legge regionale del 2005; se in precedenza il Piano strutturale conteneva indicazioni sulle aree edificabili, la nuova norma aveva specificato che tale strumento doveva essere soltanto “strategico”. E venne quindi redatta la variante, esclusivamente normativa, senza alcuna mappa dettagliata. In quell’area di Batignano, comunque, non c’erano mai state previsioni edificatorie: adesso la destinazione è parcheggio e verde, sia pubblico sia privato vincolato.

Un passaggio è stato dedicato al cosiddetto “percorso partecipativo” che prelude alle scelte urbanistiche: «Serve a far capire alla popolazione i problemi generali – chiarisce De Bianchi – Rimanendo all’esempio di Batignano, cosa la giunta vuole fare per il territorio nel complesso, non per la casa di questo o di quello». Gli abitanti possono intervenire, con i loro “desiderata”: «Ma non sono vincolanti per l’amministrazione: se poi la giunta vuole fare delle scelte che si discostano totalmente, ciò è legittimo e la politica si assume poi le responsabilità. Nel regolamento urbanistico quei terreni non hanno avuto la caratteristica di edificabilità».

Poi il ruolo di Gorelli: «Fu lui che mi disse – ricostruisce De Bianchi – che c’era un problema sull’ipotesi di trasformazione di quel terreno. No, lui non sapeva chi era il proprietario. Fu deciso di parlarne con il sindaco». Come era Gorelli? Indispettito? chiede l’avvocato Neri Pinucci: «Non era contento, era scocciato; per lui era una cosa fastidiosa; si comportava come dovesse in qualche modo giustificare le scelte».

Acquisiti una quindicina di verbali di sommarie informazioni (ci sono anche quelli dell’ex vicesindaco Lucia Matergi e dell’ex assessore Daniele Capperucci, ma anche quelli di funzionari comunali e collaboratori di Gorelli – gli interessati non saranno chiamati a testimoniare) il collegio ha aggiornato il processo a febbraio, per la discussione: sarà anche il momento della sentenza. (p.s.)



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