Il Tirreno

Grosseto

Misericordia, le tombe restano off limits

di Giovanna Mezzana
Misericordia, le tombe restano off limits

La Confraternita non è in grado di dire quando finiranno i lavori di restauro al camposanto. Giunti: «Gli ostacoli sono tanti»

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GROSSETO. Pina dovrà aspettare ancora molti mesi prima di poter portare un fiore sulla tomba del marito che riposa nel cimitero della Misericordia. Pina è Pina Fontana, una nonna che una settimana fa, dalle pagine del Tirreno, ha alzato il velo sul caso dei loculi inaccessibili al camposanto di via Aurelia Nord: qui, causa cantiere, ci sono una sessantina di tombe inaccessibili, coperte da pannelli di legno e isolate da transenne rispetto all’area visitabile; tra di esse c’è quella del marito di Pina. La scorsa settimana avevamo contattato l’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto, in seno alla quale è custodito il camposanto appena fuori del centro-città: il vicepresidente Gianfranco Giunti ci aveva risposto che dopo martedì 17 ottobre – cioè dopo aver incontrato il direttore dei lavori – avrebbe avuto chiaro il quadro: a che punto eravamo con il restyling e quando il cantiere sarebbe stato definitivamente chiuso. Ecco cosa Giunti ci ha risposto ieri: «Non sarà una questione di settimane, ma piuttosto di mesi. Ci sono problemi e anche ostacoli».

Il cantiere. Era luglio 2016 quando un’ala del cimitero venne chiusa. Transennata. «In quell’occasione ci dissero – ci aveva riferito Pina – che a maggio 2017 i loculi sarebbero stati di nuovo accessibili». Passa maggio, passa l’estate, arriviamo all’autunno e siamo sempre in stand-by. Chi ha una persona cara che riposa nell’ala off limits teme che i lavori siano stati interrotti da tempo perché, entrando al Misericordia, in giro non si vede un solo operaio. In effetti le maestranze dell’impresa che ha in appalto la ristrutturazione e il consolidamento con ampliamento di una parte del cimitero – la grossetana Fratelli Marconi – ci sono. E lavorano: le abbiamo viste ieri mattina; non ci si accorge di loro ma perché stanno sul retro dell’ala transennata.

Non solo ristrutturazione. E abbiamo potuto vedere anche ciò che fino ad ora hanno fatto: un “corpo” tutto nuovo con 200 loculi che «verrà inaugurato tra breve dal vescovo Rodolfo Cetoloni» annuncia Giunti. E la vecchia ala transennata adiacente a quella nuova di zecca? Lì gli operai, a colpo d’occhio, devono ancora metterci le mani, ma prima di intervenire su quel tratto di ala è necessario – per ragioni tecniche – eseguire opere edili funzionali al rifacimento del solaio. Insomma, è un lavoro grosso: tant’è che tra ristrutturazione, consolidamento e ampliamento l’importo dei lavori da contratto è di 2 milioni e 338. 000 euro. Ciò che alle famiglie preme, però, è sapere quando potranno portare di nuovo un fiore sulla tomba dei propri cari.

Gli ostacoli. «Ad oggi – spiega Giunti – non possiamo dire quando i lavori saranno finiti. Dobbiamo capire il perché del rallentamento: se ci sono difficoltà di natura economica (paghiamo a stati di avanzamento dei lavori) o tecnica. Lo faremo dopo il 2 novembre. Gli ostacoli sono tanti: dalla carta igienica per i servizi del cantiere alla gestione dei rapporti con i proprietari delle aree su cui è, ma anche su cui dovrà essere spostata, la gru che serve per i lavori». Il cantiere è sul retro del corpo che, entrando nel camposanto, si trova sulla sinistra: la gru è posizionata su uno spiazzo di proprietà del Gruppo Dico ma presto dovrà essere fatta scivolare più avanti su un terreno di proprietà dei titolari del distributore di benzina di via Aurelia Nord, che – con via Roma alle spalle – si trova sulla sinistra, poco prima dell’entrata del camposanto.

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