Sicurezza
Lavori per i morosi Soltanto 5 persone si sono fatte avanti
di Paola Villani
Il baratto amministrativo proposto dal Comune non decolla Un uomo ha pagato le tasse imbiancando alcune scuole
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FOLLONICA. Un solo follonichese ha usufruito per adesso del Baratto amministrativo e intanto la formula è stata ampliata per dare la possibilità di sfruttare l’istituto anche a coloro che hanno difficoltà a pagare i canoni d’affitto dell’emergenza abitativa.
È da tempo, dal 2015 per l’esattezza quando la proposta arrivò dall’opposizione che a Follonica si sente parlare di Baratto amministrativo. Ma, mentre i debiti dei cittadini nei confronti dell’erario aumentano, la possibilità di saldare quanto dovuto attraverso attività di pubblico interesse pari al valore economico di quanto dovuto alle casse pubbliche, non è stata sfruttata come forse dall’ente speravano al momento dell’entrata in vigore dello strumento.
Dall’anno scorso a Follonica è infatti possibile, per chi si trova in difficoltà economiche, barattare il proprio debito con piccole manutenzioni ordinarie. Gli ambiti di intervento riguardano la pulizia di aree verdi, di vialetti, di piccoli giardini, dell’arredo urbano e dei monumenti. Interventi per esempio nell’area dell’ex Ilva, nelle piazze Socci e Mazzini, piuttosto che nei sottopassi; ancora sono inseriti nel disciplinare la pulizia delle caditoie e delle canalette per la raccolta di acque piovane, la rimozione del verde in eccesso, lo svuotamento dei cestini per i rifiuti, il ricarico di buche nel centro abitato e l’imbiancatura di locali comunali. Opere che servono a ridare lustro alla città ma che non necessitano della presenza di professionisti del settore e che quindi tutti possono fare. Solo una persona quest’estate ha pagato le sue tasse imbiancando le pareti di alcuni edifici scolastici e svolgendo altre piccole attività, mentre quattro sono in attesa di essere chiamati dall’amministrazione comunale per poter rientrare nel “Baratto amministrativo”. «Lo scorso venerdì abbiamo portato in consiglio comunale un’integrazione al regolamento di questo istituto per un motivo – spiega l’assessore al Patrimonio Alberto Aloisi – i quattro cittadini che hanno fatto richiesta per aderire al piano sono persone che hanno debiti nei confronti dell’ente pubblico in merito ai versamenti dei canoni d’affitto dell’emergenza abitativa. Vista la richiesta abbiamo deciso di ampliare il disciplinare. Purtroppo anche se lo strumento ha un valore sociale, ancora non è entrato nelle abitudini della popolazione». L’amministrazione ha destinato al progetto circa 15.000 euro perché, nel caso ci siano follonichesi morosi che vogliano approfittarne, ci sono dei costi da sostenere per assicurazioni, corsi di formazione e tutor. «Anche l’ente ha comunque delle spese – spiega Aloisi – e per questo abbiamo un budget apposito».
Ma quei soldi resteranno, almeno per quest’anno, praticamente inutilizzati. «Forse c’è un po’ di reticenza da parte dei cittadini – spiega il vicesindaco Andrea Pecorini – reticenza dovuta magari al timore di svolgere attività visibili: noi consegniamo a tutti quelli che prendono parte all’iniziativa la divisa del Comune proprio per questo».
È da tempo, dal 2015 per l’esattezza quando la proposta arrivò dall’opposizione che a Follonica si sente parlare di Baratto amministrativo. Ma, mentre i debiti dei cittadini nei confronti dell’erario aumentano, la possibilità di saldare quanto dovuto attraverso attività di pubblico interesse pari al valore economico di quanto dovuto alle casse pubbliche, non è stata sfruttata come forse dall’ente speravano al momento dell’entrata in vigore dello strumento.
Dall’anno scorso a Follonica è infatti possibile, per chi si trova in difficoltà economiche, barattare il proprio debito con piccole manutenzioni ordinarie. Gli ambiti di intervento riguardano la pulizia di aree verdi, di vialetti, di piccoli giardini, dell’arredo urbano e dei monumenti. Interventi per esempio nell’area dell’ex Ilva, nelle piazze Socci e Mazzini, piuttosto che nei sottopassi; ancora sono inseriti nel disciplinare la pulizia delle caditoie e delle canalette per la raccolta di acque piovane, la rimozione del verde in eccesso, lo svuotamento dei cestini per i rifiuti, il ricarico di buche nel centro abitato e l’imbiancatura di locali comunali. Opere che servono a ridare lustro alla città ma che non necessitano della presenza di professionisti del settore e che quindi tutti possono fare. Solo una persona quest’estate ha pagato le sue tasse imbiancando le pareti di alcuni edifici scolastici e svolgendo altre piccole attività, mentre quattro sono in attesa di essere chiamati dall’amministrazione comunale per poter rientrare nel “Baratto amministrativo”. «Lo scorso venerdì abbiamo portato in consiglio comunale un’integrazione al regolamento di questo istituto per un motivo – spiega l’assessore al Patrimonio Alberto Aloisi – i quattro cittadini che hanno fatto richiesta per aderire al piano sono persone che hanno debiti nei confronti dell’ente pubblico in merito ai versamenti dei canoni d’affitto dell’emergenza abitativa. Vista la richiesta abbiamo deciso di ampliare il disciplinare. Purtroppo anche se lo strumento ha un valore sociale, ancora non è entrato nelle abitudini della popolazione». L’amministrazione ha destinato al progetto circa 15.000 euro perché, nel caso ci siano follonichesi morosi che vogliano approfittarne, ci sono dei costi da sostenere per assicurazioni, corsi di formazione e tutor. «Anche l’ente ha comunque delle spese – spiega Aloisi – e per questo abbiamo un budget apposito».
Ma quei soldi resteranno, almeno per quest’anno, praticamente inutilizzati. «Forse c’è un po’ di reticenza da parte dei cittadini – spiega il vicesindaco Andrea Pecorini – reticenza dovuta magari al timore di svolgere attività visibili: noi consegniamo a tutti quelli che prendono parte all’iniziativa la divisa del Comune proprio per questo».
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